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Germania, incursioni di droni molto più gravi di quanto riconosciuto. Siti sensibili nel mirino

Jet Nato nello Schleswig-Holstein 

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Inchiesta di Der Spiegel: velivoli sospetti su un cantiere di sottomarini, il Parlamento regionale dello Schleswig-Holstein e su una raffineria. Aperta un’indagine. Il ministro dell’Interno annuncia una legge per l’abbattimento e una centrale ad hoc per l’emergenza
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L’incursione di droni registrata nei giorni scorsi sulla regione più a nord della Germania, lo Schleswig-Holstein, è stata più grave del previsto. Lo sostiene il settimanale Spiegel citando fonti di intelligence. E la procura di Flensburg, che ha fatto sapere di aver avviato un’indagine “contro ignoti”, ha confermato che alcuni velivoli sospetti sarebbero stati intercettati su infrastrutture militari nei pressi di Kiel, su siti di produzione di sottomarini del colosso dell’acciaio Thyssenkrupp, su un impianto di produzione energetica, sul Parlamentino regionale, su una raffineria e su altre infrastrutture critiche. Ma secondo la Sueddeutsche Zeitung, la regione che confina a nord con la Danimarca avrebbe registrando ripetute invasioni di droni sin dall’agosto del 2024.

Ieri la ministra dell’interno del Land, Sabine Suetterlin-Waack, ha definito le incursioni “un tipico strumento di guerra ibrida” che mirerebbe ad “alimentare l’inquietudine nell’opinione pubblica e destabilizzare l’Eur…

L’incursione di droni registrata nei giorni scorsi sulla regione più a nord della Germania, lo Schleswig-Holstein, è stata più grave del previsto. Lo sostiene il settimanale Spiegel citando fonti di intelligence. E la procura di Flensburg, che ha fatto sapere di aver avviato un’indagine “contro ignoti”, ha confermato che alcuni velivoli sospetti sarebbero stati intercettati su infrastrutture militari nei pressi di Kiel, su siti di produzione di sottomarini del colosso dell’acciaio Thyssenkrupp, su un impianto di produzione energetica, sul Parlamentino regionale, su una raffineria e su altre infrastrutture critiche. Ma secondo la Sueddeutsche Zeitung, la regione che confina a nord con la Danimarca avrebbe registrando ripetute invasioni di droni sin dall’agosto del 2024.

Ieri la ministra dell’interno del Land, Sabine Suetterlin-Waack, ha definito le incursioni “un tipico strumento di guerra ibrida” che mirerebbe ad “alimentare l’inquietudine nell’opinione pubblica e destabilizzare l’Europa”. Tuttavia lo Schleswig-Holstein non ha aumentato le misure di sicurezza. Altri avvistamenti di droni sarebbero avvenuti nei giorni scorsi anche nel Meclemburgo-Pomerania, il Land a nordest che affaccia a nord sul Mar Baltico, in particolare nei pressi di un impianto militare. Ma nonostante l’intero nord della Germania sia ormai bersaglio di invasioni di droni, i governatori locali e il governo federale puntano, per ora, a sdrammatizzare.

Il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt (Csu), ha parlato di una “provocazione”, ma ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “non tutti i droni guidati da potenze straniere sono automaticamente una minaccia”. Gli indizi puntano tutti in direzione Mosca, ma Dobrindt ha voluto sottolineare che non ci sono ancora prove sufficienti per sollevare accuse concrete. Dal suo ministero trapelano però commenti che sembrano sostenere il contrario. Con quegli incidenti, ha rivelato una fonte degli Interni alla Sueddeutsche Zeitung, “la Russia ci sta mostrando le nostre fragilità”.

Ma Dobrindt vuole presentare la prossima settimana una legge che punta a migliorare la produzione dei droni e i sistemi di difesa. Il ministro cristianosociale intende creare un “Drohnenabwehrzentrum”, una Centrale Antidroni che si avvarrà delle competenze della polizia federale, di quelle locali e dell’agenzia anticrimine per fare sviluppare progetti di ricerca e nuove tipologie di droni. Il secondo pilastro della riforma prevede la revisione della “Legge per la sicurezza dei cieli”: Dobrindt intende coinvolgere la polizia nella difesa antidroni e consentire in determinate circostanze persino l’abbattimento dei velivoli, sia da parte della polizia, sia dalla Bundeswehr. “Dobbiamo intercettarli, respingerli e catturarli. Il che significa anche abbatterli”, ha spiegato il ministro dell’Interno. Ma nel governo Merz non tutti sono d’accordo.

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