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Marocco, continuano le proteste della Generazione Z contro la corruzione. Tre i morti

(afp)

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Ieri sera, durante le proteste, che si sono tenute in tutto il Paese, i giovani scandivano slogan come “Il popolo vuole la fine della corruzione” e “Libertà, dignità e giustizia sociale”
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Una nuova notte di proteste in Marocco, anche di scontri con la polizia. E alla fine, dopo cinque giorni di manifestazioni, c’è scappato il morto. Mercoledì, nella tarda serata, tre giovani sono stati abbattuti dalle forze dell’ordine, mentre stavano facendo irruzione in un commissariato a Inezgane, nella regione di Agadir, nel sud del paese. È una delle aree dove più si polarizza la rivolta e da dove proviene il primo ministro Aziz Akhannouch, miliardario che ha fatto fortuna negli idrocarburi, vicino al re Muhammad VI e già sindaco proprio di Agadir. Intanto, l’attesa è per il tardo pomeriggio di oggi: il movimento Gen Z 212 (il numero è il prefisso telefonico del paese) ha indetto nuove manifestazioni, ma pacifiche.

Ieri sera, durante le proteste, che si sono tenute in tutto il paese, i giovani della generazione Z scandivano slogan come “Il popolo vuole la fine della corruzione” e “Libertà, dignità e giustizia sociale” ma ormai è anche la persona di Akhannouch a essere preso di mir…

Una nuova notte di proteste in Marocco, anche di scontri con la polizia. E alla fine, dopo cinque giorni di manifestazioni, c’è scappato il morto. Mercoledì, nella tarda serata, tre giovani sono stati abbattuti dalle forze dell’ordine, mentre stavano facendo irruzione in un commissariato a Inezgane, nella regione di Agadir, nel sud del paese. È una delle aree dove più si polarizza la rivolta e da dove proviene il primo ministro Aziz Akhannouch, miliardario che ha fatto fortuna negli idrocarburi, vicino al re Muhammad VI e già sindaco proprio di Agadir. Intanto, l’attesa è per il tardo pomeriggio di oggi: il movimento Gen Z 212 (il numero è il prefisso telefonico del paese) ha indetto nuove manifestazioni, ma pacifiche.

Ieri sera, durante le proteste, che si sono tenute in tutto il paese, i giovani della generazione Z scandivano slogan come “Il popolo vuole la fine della corruzione” e “Libertà, dignità e giustizia sociale” ma ormai è anche la persona di Akhannouch a essere preso di mira: si chiedono le sue dimissioni.

Dopo gli scontri di martedì sera, la serata di ieri era cominciata su migliori auspici: per la prima volta, dall’inizio del movimento, le autorità avevano autorizzato alcune manifestazioni, pure a Casablanca. Ma in diversi casi la situazione è precipitata. A Inezgane, i video diffusi sui social mostrano un assalto al commissariato della gendarmeria reale di El Khaleaa. Secondo le autorità, quel gruppo di giovani volevano sequestrare munizioni e armi da fuoco. Le forze dell’ordine hanno risposto: due giovani sono stati uccisi, altri feriti. Intanto anche a Salé, città povera della periferia di Rabat, è stato dato fuoco a una banca e a negozi.

È sulla piattaforma Discord che, il 18 settembre scorso, è nato il movimento Gen Z 212, declinazione locale (212 è il codice telefonico del Marocco) delle ondate di proteste in Nepal, nelle Filippine e altrove in Asia e ormai anche in Madagascar. Ancora oggi ne restano sconosciuti i fondatori. All’inizio Gen Z 212 si è formato per chiedere una sanità e un’istruzione pubbliche dignitose, dopo che, a metà settembre, otto donne sono morte in pochi giorni, dopo aver partorito con il taglio cesareo, proprio all’ospedale pubblico di Agadir, da tempo nel mirino delle polemiche per la sua inefficienza. Oggi la protesta riguarda più in generale le ineguaglianze sociali in un paese dove l’economia cresce e dove sono finanziate moderne infrastrutture, ma dove questo slancio positivo si lascia alle spalle un’ampia porzione della popolazione.

A protestare sono spesso i giovani di un nuovo ceto medio, nato proprio con lo sviluppo del Marocco, ma che paradossalmente si trovano a essere frustrati per non poterne approfittare appieno e che vivono nel quotidiano alle prese con servizi pubblici di scarsa qualità. Intanto il paese ha stanziato 4,2 miliardi di euro per prepararsi alla Coppa del mondo di calcio, che il Marocco ospiterà nel 2030, assieme a Spagna e Portogallo. Fra Rabat e Casablanca sarà costruito il più grande stadio del mondo. Secondo gli ultimi dati della Banca centrale, il 2024 è stato archiviato con un aumento del Pil del 3,8%, ma la crescita è stata alimentata soprattutto da industria e servizi, che non riescono ad assorbire la perdita di posti di lavoro nell’agricoltura, in forte crisi. La disoccupazione resta al 13,3% e per la generazione Z (fino ai trent’anni) sfiora il 50% nei contesti urbani. Dal 2019 un milione di posti di lavoro del settore agricolo sono stati persi (su una popolazione di 37 milioni), senza essere compensati dagli altri comparti.

Nelle ultime ore Gen Z 212 ha lanciato un sondaggio online su Discord per chiedere ai giovani del movimento se continuare con le proteste, dopo le ultime violenze, dovute all’inserimento di elementi perturbatori. La maggioranza ha risposto di voler andare avanti, ma il movimento ha fornito indicazioni precise per le manifestazioni di stasera. Si svolgeranno dalle 17 alle 20 e si chiede ai partecipanti di non lasciare i viali più ampi e di restare compatti, prendendo distanza da eventuali gang dei ragazzi più violenti, che provengono spesso dalle periferie più povere. Sempre che tutto questo sia davvero fattibile.

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