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Ucraina, ucciso un reporter francese: “È stato colpito da un drone”

(ansa)
Il fotografo e un collega ucraino rimasto ferito colpiti in Donbass. Il presidente Macron ha accusato la Russia per l’uccisione
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Druzkivka, fronte del Donbass: il fotoreporter francese Antoni Lallican è il diciassettesimo giornalista ucciso in Ucraina dall’invasione russa di febbraio 2022, e il primo ammazzato da un drone. Insieme a un collega ucraino del Kyiv Independent, Heorgiy Ivanchenko, ieri mattina alle 9,20 era in una postazione avanzata quando un soldato russo con un joystick in mano ha schiantato contro di loro il suo drone, guidato a distanza attraverso una telecamera. Sia Antoni che Heorgiy indossavano giubbotto antiproiettile ed elmetto con le scritte “press” sulla testa e sul petto; ma il soldato con il joystick non ha fermato il drone.

Antoni aveva 37 anni, e con la macchina fotografica a tracolla era un fenomeno: aveva vinto il Victor Hugo Award per il fotogiornalismo d’impegno con il suo “Improvvisamente il cielo si è oscurato”, un reportage su quest’incubo che dura da tre anni e mezzo. Le sue foto, scattate per l’agenzia francese Hans Lucas, erano pubblicate dai più importanti quotidiani inter…

Druzkivka, fronte del Donbass: il fotoreporter francese Antoni Lallican è il diciassettesimo giornalista ucciso in Ucraina dall’invasione russa di febbraio 2022, e il primo ammazzato da un drone. Insieme a un collega ucraino del Kyiv Independent, Heorgiy Ivanchenko, ieri mattina alle 9,20 era in una postazione avanzata quando un soldato russo con un joystick in mano ha schiantato contro di loro il suo drone, guidato a distanza attraverso una telecamera. Sia Antoni che Heorgiy indossavano giubbotto antiproiettile ed elmetto con le scritte “press” sulla testa e sul petto; ma il soldato con il joystick non ha fermato il drone.

Antoni aveva 37 anni, e con la macchina fotografica a tracolla era un fenomeno: aveva vinto il Victor Hugo Award per il fotogiornalismo d’impegno con il suo “Improvvisamente il cielo si è oscurato”, un reportage su quest’incubo che dura da tre anni e mezzo. Le sue foto, scattate per l’agenzia francese Hans Lucas, erano pubblicate dai più importanti quotidiani internazionali come Le Monde e Le Figaro, Libération, Der Spiegel e Die Welt. Anche Heorgiy è stato colpito dal drone, ma se la caverà: stabilizzato, ricoverato e operato all’ospedale di Kramatorsk, non è in pericolo di vita.

I due fotoreporter avevano seguito ogni procedura di sicurezza, per raccontare la vita maledetta dei fanti tra nuvole di droni e artiglieria. Erano accompagnati da un addetto stampa della 4a brigata meccanizzata: è l’unico modo consentito per raggiungere le postazioni avanzate, ma non è bastato a salvarli.

È un inferno, il calderone di Druzkivka. È il crocevia dell’attacco russo da Chasiv Yar e Toretsk in direzione di Kramatorsk, capoluogo del Donbass ucraino ancora libero. Per i giornalisti, ogni viaggio in prima linea è un rischio mortale. Antoni Lallican quel rischio lo ha corso molte volte: ci vuole un coraggio speciale per aprire l’otturatore e fare click sul ciglio dell’inferno, ma è l’unico modo per mostrarlo. Antoni era arrivato in Ucraina nel 2022 dopo aver seguito la seconda guerra del Karabakh, in Armenia. Aveva adottato con le sue foto gli abitanti di questa terra di miniere e di confine, il Donbass sventrato dalla secessione del 2014 e poi dall’invasione russa.

Antoni Lallican è il terzo giornalista francese ucciso dai russi in Ucraina dopo Frédéric Leclerc-Imhoff, colpito da un frammento di granata; e Arman Soldin, ucciso da un missile nel 2023. Il presidente francese Macron ha espresso «profonda tristezza» per la sua morte, «vittima di un attacco con droni russi».

Le federazioni Europea e Internazionale dei giornalisti (Efj-Ifj) condannano «questo crimine di guerra» chiedendo «di aprire un’indagine per identificare i responsabili». Non è un caso, morire per raccontare la guerra: a maggio un rapporto di Reporter senza frontiere e della Ong ucraina Truth Hounds ha accusato l’esercito russo di attacchi mirati agli hotel dove alloggiano i giornalisti.

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