La legge tedesca sulla legalizzazione parziale della cannabis “non ha avuto un effetto a breve termine sul numero di consumatori adolescenti o adulti”: questo è quanto emerge nelle prime valutazioni scientifiche della commissione tecnica per l'analisi della normativa sulla cannabis entrata in vigore il primo aprile 2024. Da allora, i tedeschi con età maggiore di 18 anni possono possedere e portare con sé 25 grammi di cannabis per il consumo.
Il gruppo di lavoro ha presentato a Berlino i suoi lavori provvisori a circa un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge, la quale prevede esplicitamente una valutazione dei suoi effetti. La ricerca, iniziata il primo gennaio 2025, è chiamata Ekocan e andrà avanti fino al 30 aprile 2028, quando è atteso il rapporto finale. È promossa da tre istituzioni: Il Centro interdisciplinare per la dipendenza del Policlinico universitario di Amburgo-Eppendorf, il Centro Health and Society del Policlinico universitario di Duesseldorf e l'Istituto di cr…
La legge tedesca sulla legalizzazione parziale della cannabis “non ha avuto un effetto a breve termine sul numero di consumatori adolescenti o adulti”: questo è quanto emerge nelle prime valutazioni scientifiche della commissione tecnica per l'analisi della normativa sulla cannabis entrata in vigore il primo aprile 2024. Da allora, i tedeschi con età maggiore di 18 anni possono possedere e portare con sé 25 grammi di cannabis per il consumo.
Il gruppo di lavoro ha presentato a Berlino i suoi lavori provvisori a circa un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge, la quale prevede esplicitamente una valutazione dei suoi effetti. La ricerca, iniziata il primo gennaio 2025, è chiamata Ekocan e andrà avanti fino al 30 aprile 2028, quando è atteso il rapporto finale. È promossa da tre istituzioni: Il Centro interdisciplinare per la dipendenza del Policlinico universitario di Amburgo-Eppendorf, il Centro Health and Society del Policlinico universitario di Duesseldorf e l'Istituto di criminologia dell'Università di Tuebingen.
Nello studio viene riportato che al momento “non si può rilevare l’urgente necessità di intervenire sulla legge”. Gli scienziati avvertono che questo potrebbe esser dovuto alla mancanza di dati affidabili o al fatto che il consumo non è esploso: tra i giovani è in calo, tra gli adulti aumenta in maniera leggera, indipendentemente dalla legalizzazione parziale. Non sono state riscontrate “drastiche variazioni nello sviluppo di malattie da dipendenza o nella minaccia alla sicurezza stradale”.
Per i ricercatori la più grande trasformazione si è verificata per le forze dell’ordine: la legge “ha determinato un forte calo dei reati registrati in relazione alla cannabis. Secondo le statistiche della polizia del 2024, in questo settore sono stati registrati 100.000 procedimenti penali in meno rispetto all'anno precedente”. Anche se sono necessari approfondimenti, ad oggi risulta che il numero di reati accertati legati alla cannabis è diminuito del 60-80%.
Lo scontro politico
La normativa al centro della ricerca era stata approvata nella scorsa legislatura dalla coalizione semaforo (“Ampel”) guidata da Olaf Scholz e composta dalla Spd, la Fdp e i Verdi: l’obiettivo era migliorare la tutela della salute e contenere il mercato nero.
La giurista della Spd, Carmen Wegge, ha sottolineato che il consumo di cannabis tra gli adulti non è cresciuto in modo significativo: “La legalizzazione era il passo giusto atteso da tempo”, ha spiegato. Le ha fatto eco l’esponente dei Verdi Linda Heitmann: “La parziale legalizzazione procede in modo controllato, senza un aumento del consumo giovanile, delle malattie da dipendenza o dei rischi per la circolazione”.
Sul fronte conservatore la Cdu non ha mai nascosto la contrarietà, tanto che il duo Csu-Cdu – oggi al potere con la Spd – ha promesso nel programma elettorale di annullare la normativa. Il cristianodemocratico Mario Voigt, governatore del Land della Turingia, ha chiesto a più riprese l’abolizione della legge, definendola “la strada sbagliata per il Paese”.
Il mercato nero
Il mercato nero rimane un problema, una fonte di approvvigionamento importante soprattutto per i fumatori occasionali. Un ammonimento è rivolto alle associazioni di coltivazione autorizzate – fino ad aprile 2025 222 – che finora non hanno “apportato un contributo rilevante per la sostituzione del mercato nero prevista dal legislatore”.
Non sembra aver avuto ancora effetti pratici la possibilità che la legge sancisce di coltivare piante: “Meno dello 0,1% di cannabis è stato prodotto da associazioni di coltivatori. Il fabbisogno restante è coperto dalla produzione proveniente dalla coltivazione privata legale e da strutture illegali, ma sulla base dei dati disponibili non è possibile stimare le percentuali relative a queste due fonti”.
Sulla concreta fattibilità di un contrasto del mercato nero, i ricercatori hanno detto di aver bisogno di tempo e di ulteriori dati. Come emerso nel documento “occorre semplificare le condizioni quadro per l’autorizzazione e il funzionamento delle associazioni di coltivatori”.