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Il Papa sull’attacco di Israele a Parolin: “Il cardinale ha espresso l’opinione della Santa Sede”

(reuters)

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L'ambasciata israeliana presso la Santa Sede contro il Segretario di Stato: “Mina gli sforzi di pace” Leone XVI: “Atti di antisemitismo preoccupanti”
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Papa Leone ha detto che il cardinale Parolin “ha espresso molto bene l’opinione della Santa Sede”. Interpellato dai cronisti all’uscita della Villa Barberini, a Castel Gandolfo, sull'attacco dell'ambasciata israeliana presso la Santa Sede alle parole del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, a proposito del conflitto in Medio Oriente nell'intervista concessa ieri all'Osservatore Romano in occasione del 7 ottobre, al momento di tornare in Vaticano Prevost ha detto: “Preferisco non commentare adesso, il cardinale ha espresso molto bene l’opinione della Santa Sede”.

"La recente intervista al Cardinale Parolin, sebbene sicuramente ben intenzionata" si legge in una nota diffusa via social dall’ambasciata di Israele, "rischia di minare gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e contrastare il crescente antisemitismo. Si concentra sulla critica a Israele, trascurando il continuo rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi o di porre fine alla violenza. Ciò che più preoccupa è…

Papa Leone ha detto che il cardinale Parolin “ha espresso molto bene l’opinione della Santa Sede”. Interpellato dai cronisti all’uscita della Villa Barberini, a Castel Gandolfo, sull'attacco dell'ambasciata israeliana presso la Santa Sede alle parole del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, a proposito del conflitto in Medio Oriente nell'intervista concessa ieri all'Osservatore Romano in occasione del 7 ottobre, al momento di tornare in Vaticano Prevost ha detto: “Preferisco non commentare adesso, il cardinale ha espresso molto bene l’opinione della Santa Sede”.

"La recente intervista al Cardinale Parolin, sebbene sicuramente ben intenzionata" si legge in una nota diffusa via social dall’ambasciata di Israele, "rischia di minare gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e contrastare il crescente antisemitismo. Si concentra sulla critica a Israele, trascurando il continuo rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi o di porre fine alla violenza. Ciò che più preoccupa è l'uso problematico dell'equivalenza morale laddove non è pertinente. Ad esempio, l'applicazione del termine "massacro" sia all'attacco genocida di Hamas del 7 ottobre sia al legittimo diritto di Israele all'autodifesa. Non esiste equivalenza morale tra uno Stato democratico che protegge i propri cittadini e un'organizzazione terroristica intenzionata a ucciderli. Ci auguriamo - conclude l'ambasciata israeliana - che le dichiarazioni future riflettano questa importante distinzione".

Quanto alla ricorrenza del 7 ottobre, al risorgere dell’antisemitismo e alla guerra a Gaza, “sono stati due anni molto dolorosi”, ha detto Leone XIV rispondendo ai giornalisti, “due anni fa con questo atto terroristico più di 1.200 persone sono morte e allora davvero bisogna pensare a quanto odio esiste nel mondo e cominciare con noi stessi con la domanda: perché esiste e che possiamo fare? Poi in due anni 67mila palestinesi sono stati uccisi: è veramente una cosa da far pensare di quanta violenza e di quanto male è capace l’uomo, e bisogna ridurre l’odio, bisogna tornare alla capacità di dialogare e di cercare soluzioni di pace. E’ certo che non possiamo accettare gruppi che causano terrorismo, bisogna sempre rifiutare questo stile di odio nel mondo. Allo stesso tempo questi atti di antisemitismo sono veramente preoccupanti, bisogna sempre annunciare la pace, il rispetto per la dignità di tutte le persone. Questo è il messaggio della Chiesa, come voi sapete abbiamo chiesto a tutti di pregare specialmente durante questo mese per la pace e cercheremo anche nella forma che ha disposizione la Chiesa di promuovere il dialogo”.

Il viaggio in Turchia e Libano

Oggi inoltre è stato annunciato dal Vaticano il viaggio in Turchia e in Libano: “La Turchia per il 1.700esimo anniversario del Concilio di Nicea”, ha ricordato il Papa, “penso che sia un momento veramente importante. E’ un viaggio che papa Francesco voleva fare, per tutti i cristiani è un momento di autentica unità nella fede e non bisogna perdere questo momento storico, non per guardare indietro ma per guardare in avanti. In Libano c’è la possibilità di annunciare di nuovo il messaggio di pace in Medio Oriente in un paese che ha sofferto tanto: anche lì papa Francesco voleva andare e voleva dare questo abbraccio al popolo libanese dopo l’esplosione e dopo tutto quello che hanno sofferto. Cercheremo di portare questo messaggio di pace e di speranza”.

Interpellato dai cronisti a proposito dell’invio di truppe a Chicago da parte di Donald Trump, “preferisco non commentare in questo momento scelte politiche fatte negli Stati Uniti”.

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