STRASBURGO – «Putin ha dato la colpa all’Europa per la sua continua guerra di aggressione in Ucraina. Si è vantato di quelle che ha definito “le crepe nell’edificio europeo” e “l’unità scossa” all’interno della nostra Unione. Non nasconde la sua gioia e il suo sostegno a tutti i suoi obbedienti amici in Europa che stanno facendo il suo lavoro per lui». Ursula von der Leyen si difende così nell’aula di Strasburgo in vista del voto sulle due mozioni di censura (sfiducia) presentate contro di lei e che saranno votate giovedì prossimo. La presidente della Commissione accusa dunque i Patrioti di Le Pen e Orbán e la sinistra di Left di agire per conto del Cremlino per indebolire l’Ue e per giustificare la guerra contro Kiev.
«Questo – è la sua linea - è il…
STRASBURGO – «Putin ha dato la colpa all’Europa per la sua continua guerra di aggressione in Ucraina. Si è vantato di quelle che ha definito “le crepe nell’edificio europeo” e “l’unità scossa” all’interno della nostra Unione. Non nasconde la sua gioia e il suo sostegno a tutti i suoi obbedienti amici in Europa che stanno facendo il suo lavoro per lui». Ursula von der Leyen si difende così nell’aula di Strasburgo in vista del voto sulle due mozioni di censura (sfiducia) presentate contro di lei e che saranno votate giovedì prossimo. La presidente della Commissione accusa dunque i Patrioti di Le Pen e Orbán e la sinistra di Left di agire per conto del Cremlino per indebolire l’Ue e per giustificare la guerra contro Kiev.
«Questo – è la sua linea - è il trucco più vecchio del mondo. Seminare divisione per mettere gli europei gli uni contro gli altri. È una trappola». La leader dell’esecutivo comunitario è convinta che anche le invasioni del nostro spazio aereo in Estonia, Polonia e Danimarca rientrino nello stesso schema: «L’Europa è in stato di massima allerta». Quindi il suo è un appello all’unità contro il nemico russo. La presidente della Commissione è però consapevole che nel Parlamento europeo sono crescenti i malumori nei suoi confronti: dalla posizione assunta su Israele alla questione dei dazi. Ha quindi promesso maggiore «collaborazione» e ha chiesto ai tutti i commissari di essere presenti al dibattito di ieri. Il timore è soprattutto che la sua maggioranza tradizionale si sfilacci ulteriormente. Improbabile invece che la sfiducia venga effettivamente approvata.
Ma che il “nemico” interno stia facendo il gioco del Cremlino lo si capisce dalle parole del lepeniano Jordan Bardella: «Voteremo a testa alta a favore di questa mozione di sfiducia. Questo è un voto contro l’Europa di Macron, l’Europa di von der Leyen». Ecr, il gruppo di cui fa parte Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, come spesso accade tiene il piede in due staffe e lascia «libertà di voto».
La sinistra di The Left, di cui fa parte M5S e Avs, punta alla sfiducia. «Signora von der Leyen – ha avvertito la capogruppo Manon Aubry - lei deve andarsene. Ha accompagnato il genocidio a Gaza». In sua difesa tutta la coalizione “europeista”: Ppe, S&D e Renew.