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Israele - Gaza, le news del 8 ottobre. Al Jazeera: “Hamas ha accettato di rilasciare gli ostaggi vivi in una fase”

Israele - Gaza, le news del 8 ottobre. Al Jazeera: “Hamas ha accettato di rilasciare gli ostaggi vivi in una fase”
Witkoff e Kushner arrivati a Sharm el Sheikh per i negoziati. Assaltata la nuova Flotilla, il ministro israeliano: “Tutti in custodia e al sicuro”. All’alba l’abbordaggio dell’Idf contro le 9 barche a circa 100 miglia da Gaza. Ministro israeliano contro Greta Thunberg per la foto di un ostaggio
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Le delegazioni di Hamas e Israele che partecipano ai negoziati di Sharm el Sheikh per Gaza si sono scambiate le liste dei prigionieri da liberare, uno dei punti del piano Trump.

L'inviato del presidente degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero e consigliere del presidente Usa per il Medio Oriente, Jared Kushner, sono arrivati a Sharm el Sheikh per partecipare ai colloqui. Intanto, l’esercito israeliano ha assaltato in acque internazionali le navi della nuova Flotilla. Il governo israeliano ha fatto sapere che le imbarcazioni e i passeggeri sono al sicuro, trasferiti in un porto israeliano e “saranno deportati tempestivamente”.

“Trump approva post per l'annuncio sull'accordo a Gaza”

Nel biglietto che Marco Rubio ha passato al presidente Usa si chiedeva a Donald Trump di approvare il post su Truth Social sull'accordo a Gaza "così potrai annunciare l'accordo per primo". Lo riporta Ap pubblicando il foglio della nota passata da Rubio con scritto in cima “molto vicino”. Il presidente ha risposto ok e poi ha chiuso la tavola rotonda.

Trump: “Potrei andare a Gaza”

"Probabilmente andrò in Egitto". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito a una potenziale visita in Medio Oriente, durante un evento alla Casa Bianca. Alla domanda se questo viaggio possa includere una visita a Gaza, Trump ha risposto: "Potrei farlo".

Media: “Hamas ha accettato di rilasciare gli ostaggi vivi in un’unica fase”

Hamas ha accettato di rilasciare tutti gli ostaggi israeliani ancora in vita in un'unica fase. Lo riporta l'emittente al-Jazeera citando una fonte di Hamas.

Idf: “Drone lanciato dagli Houthi abbattuto al confine tra Israele e Egitto”

Un drone lanciato dagli Houthi nello Yemen è stato abbattuto da un caccia dell'aeronautica militare israeliana al confine tra Israele e Egitto. Lo hanno riferito le Idf spiegando che nessuna sirena è stata attivata "secondo il protocollo".

Israele vuole il calendario del ritorno degli ostaggi, Hamas chiede garanzie di sicurezza

Israele ha chiesto a Hamas un calendario preciso per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora nella Striscia di Gaza e per la consegna dei corpi di quelli deceduti. Hamas, dal canto suo, vuole invece una garanzia scritta che Israele non tornerà a combattere e che non arresti nuovamente i prigionieri palestinesi che usciranno dal carcere in base all'accordo. Lo hanno riferito fonti ben informate al canale saudita "Al-Hadath", secondo le quali "Israele si rifiuta di consegnare i corpi di Sinwar e di suo fratello in questa fase". Inoltre Israele "mantiene il suo veto sulla liberazione dei prigionieri proposta da Hamas e ha chiesto un calendario per la consegna degli ostaggi deceduti". La fonte ha affermato che "Hamas vuole un accordo scritto che garantisca che Israele non tornerà a combattere".

Trump: “Forse andrò in Medio Oriente domenica”

"Andrò in Medio Oriente penso, forse sabato sera o domenica". Lo ha detto Donald Trump ad una tavola rotonda sul gruppo 'Antifa' che ha di recente designato organizzazione terroristica. "I negoziati per Gaza vanno bene", ha detto.

NYT: “Per i mediatori arabi Hamas accetterà il disarmo parziale”

I mediatori arabi ritengono che Hamas possa essere convinto ad accettare un disarmo parziale come parte dell'accordo di cessate il fuoco con Israele. Lo hanno detto tre fonti al New York Times, sottolineando che Hamas potrebbe deporre le armi, almeno in parte, a patto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sia in grado di garantire al gruppo che Israele non riprenda la sua offensiva militare nell'enclave palestinese.

"Hamas potrebbe essere disposta a rinunciare ad alcune armi, ma non ne farà a meno del tutto", ha dichiarato al New York Times Adi Rotem, ufficiale dell'intelligence israeliana in pensione, che ha anche partecipato al team negoziale israeliano per il cessate il fuoco fino a dicembre 2024. "Le armi sono parte integrante del Dna di Hamas", ha aggiunto.

Egitto: “Israele e Hamas hanno tempo fino a venerdì per la prima fase dell’accordo”

"I mediatori hanno dato a entrambe le parti tempo fino a venerdì mattina per annunciare e firmare la prima fase dell'accordo" per il cessate il fuoco a Gaza e lo scambio tra detenuti palestinesi e ostaggi israeliani. Lo ha riferito una a fonte egiziana vicina ai negoziati a Sky News in arabo.

Rubio: “Non sarò domani a Parigi, pronto a recarmi in Medioriente se c’è accordo”

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato di aver annullato il suo viaggio in Francia, dove avrebbe dovuto recarsi domani per partecipare a un vertice euro-arabo su Gaza. E questo per essere potenzialmente pronto a recarsi in Medioriente dove "i colloqui stanno procedendo molto rapidamente". Incontrando i giornalisti in C Campidoglio, il Segretario ha ricordato che gli ostaggi "verranno liberati entro 72 ore, come previsto dall'accordo". Alla domanda se le truppe israeliane si ritireranno nello stesso lasso di tempo in cui verranno rilasciati gli ostaggi, Rubio ha affermato che i dettagli sono in fase di definizione.

Media: “Per Hamas il rilascio di Barghouti è centrale”

Hamas si è impegnata a garantire il rilascio dell'ex leader di Fatah Marwan Barghouti come parte dell'accordo con Israele per porre fine alla guerra a Gaza: lo ha dichiarato al Times of Israel una fonte vicina alla questione.
La leadership di Hamas ha riferito agli interlocutori che "il destino di Barghouti resta assolutamente centrale in questi colloqui", afferma la fonte.

Media: “Hamas fornisce le prove di 20 ostaggi in vita”

Hamas ha fornito informazioni su "circa 20 ostaggi ancora in vita": lo hanno dichiarato funzionari israeliani a Channel 12. Il rapporto aggiunge che il gruppo terroristico afferma di essere ancora alla ricerca di alcuni degli ostaggi uccisi - Israele ha confermato la morte di 26 dei 48 ostaggi - e che non è chiaro se tutti possano essere localizzati.

Rubio: “Ottimista sui negoziati, molti progressi ma ancora lavoro da fare”

Ci sono stati "molti progressi oggi" verso un accordo per la fine del conflitto nella Striscia di Gaza, ma c'è "ancora del lavoro da fare". Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio dicendosi "ottimista". Rubio ha spiegato che "stiamo ricevendo resoconti molto positivi, fino a un'ora fa, credo che da quelle parti sia già calata la notte, ma riteniamo di aver fatto molti progressi oggi, anche se c'è ancora del lavoro da fare, ma sono stati comunque buoni e positivi" colloqui.

"Sono ottimista sul fatto che raggiungeremo un accordo, spero che gli ostaggi vengano rilasciati, tutti gli ostaggi, si stanno facendo buoni progressi", ha aggiunto Rubio. "Tutto inizia con il ritorno a casa di tutti gli ostaggi. E penso che dobbiamo essere ottimisti, ma c'è ancora del lavoro da fare", ha aggiunto.

Casa Bianca esclude per ora volo di Trump in Medio Oriente

"La Casa Bianca afferma che il presidente Trump al momento non ha intenzione di recarsi in Medio Oriente per supervisionare la firma di un accordo per porre fine alla guerra a Gaza": lo scrive su X il reporter di Axios Barak Ravid.

Due israeliani a bordo della Freedom Flotilla

Almeno due cittadini israeliani erano a bordo di una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition che questa mattina ha tentato di rompere il blocco marittimo israeliano sulla Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. I commando Shayetet 13 e altre forze della Marina israeliana hanno preso il controllo di nove imbarcazioni della flottiglia, tra cui l'ammiraglia 'Conscience', una nave passeggeri lunga 68 metri. In totale sono stati arrestati circa 150 attivisti e tra questi Zohar Chamberlain Regev e Omer Sharir, entrambi in possesso di passaporto israeliano che mostrano in una foto.

Onu: “Nel 2025 in Cisgiordania 1.200 attacchi da coloni”

In Cisgiordania decine di migliaia di palestinesi restano sfollati dalle loro case nei campi di Tulkarm, Nur Shams e Jenin, a causa delle operazioni militari israeliane. Gli agricoltori di Nablus, Salfit e Qalqiliya non hanno potuto raccogliere i loro raccolti a causa di aggressioni fisiche da parte di coloni israeliani, che hanno vandalizzato i loro alberi. Nei primi nove mesi di quest'anno sono stati registrati più di 1.200 attacchi da parte di coloni israeliani in tutta la Cisgiordania, e che hanno provocato vittime palestinesi e danni alle proprietà. Danneggiati più di 17mila alberi e piantine.

Onu: “Più di 5 mila amputazioni tra i palestinesi”

A Gaza le operazioni militari israeliane sono proseguite, comprese quelle nei quartieri Rimal e Zaitoun della città di Gaza, "rendendo la già grave situazione umanitaria ancora più pericolosa". Lo ha detto l'Onu nel corso dell'incontro quotidiano con i media internazionali, al Palazzo di Vetro. "Negli ultimi due anni - ha aggiunto il portavoce, Stephane Dujarric - quasi 42 mila palestinesi hanno subito ferite gravi, potenzialmente in grado di cambiare la vita. Uno su quattro dei feriti è un bambino, e sono state registrate più di 5 mila amputazioni". I dati citati provengono dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Axios: “Israele ha chiesto a Usa di saltare incontro di Parigi su Gaza”

"Israele ha chiesto all'amministrazione Trump tramite diversi canali nelle ultime 24 ore di non partecipare alla riunione" dei ministri degli Esteri organizzata dalla Francia domani a Parigi per discutere del piano postbellico per Gaza, sostenendo che i colloqui di Parigi "potrebbero distogliere l'attenzione dal piano di Trump per porre fine alla guerra e minare i negoziati in corso in Egitto tra Israele e Hamas". Lo scrive su X il reporter di Axios Barak Ravid, citando un dirigente israeliano.

Fonti di Israele: “Hamas potrebbe non riuscire a restituire tutti gli ostaggi morti”

Il governo di Israele ritiene che Hamas potrebbe non conoscere dove si trovano tutti gli ostaggi morti nella Striscia di Gaza e quindi non essere in grado di trovarli e restituirli. Lo riferiscono tre fonti israeliane alla Cnn aggiungendo che questo potrebbe complicare gli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra perché Israele ha chiesto la restituzione di tutti gli ostaggi, sia vivi sia morti, come condizione per porre fine alla guerra.

Una fonte israeliana ha affermato alla Cnn che Hamas potrebbe sfruttare l'incertezza sulla sua capacità di restituire tutti gli ostaggi morti per ritardare l'attuazione di eventuali accordi di cessate il fuoco. Inoltre Hamas può insistere sul fatto che non restituirà tutti gli ostaggi rimasti finché Israele non accetterà un ritiro militare completo da Gaza. Un'altra fonte israeliana ha espresso preoccupazione per il fatto che Netanyahu possa usare l'incertezza come pretesto per far fallire i colloqui.

Fonti ai media israeliani: “I mediatori puntano ad un accordo sulla prima fase entro domani”

I mediatori lavorano a un'intesa tra Israele e Hamas da sottoscrivere domani che prevede il rilascio immediato degli ostaggi vivi trattenuti nella Striscia di Gaza in cambio di un cessate il fuoco nell'enclave palestinese. E' quanto sostengono un diplomatico arabo e un'altra fonte interpellate dal Times of Israel mentre resta alta l'attenzione sugli sviluppi nei colloqui in Egitto dopo la presentazione del piano Trump per la "fine del conflitto a Gaza".

Stando alle fonti, una volta in vigore il cessate il fuoco, Hamas potrà recuperare le salme degli ostaggi deceduti per restituire i corpi a Israele. L'intesa a cui lavorano per domani i mediatori, affermano, riguarda quella che viene definita la 'prima fase' del piano Trump per "la fine del conflitto a Gaza". Sarebbero 48 gli ostaggi a Gaza e si ritiene solo 20 siano vivi.

Fonti a Cnn: “Segnali positivi dai colloqui in Egitto”

Segnali positivi emergono dai colloqui in Egitto, dai negoziati indiretti tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza a cui partecipano l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner. Lo confermano due fonti citate dalla Cnn secondo cui tra i partecipanti è opinione diffusa che si possa arrivare a un accordo in settimana. Una delle due fonti citate dalla rete americana, dopo l'ottimismo arrivato da fonti israeliane e palestinesi, ha rimarcato che si lavora a un'intesa per il rilascio degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza, che si spera avvenga subito dopo il raggiungimento di un accordo.

Hamas: “Stop dell’Anp a soldi per 7 nostri detenuti in Israele”

L'Autorità nazionale palestinese ha sospeso i pagamenti alle famiglie di sette militanti appartenenti ad Hamas e Jihad Islamica detenuti in Israele. Lo ha annunciato il gruppo islamista di Gaza, senza specificare quando è avvenuto. Tra i nominati ci sono Abbas al-Sayed, che pianificò l'attentato al Park Hotel del 2002 durante la Seconda Intifada; Jamal Abu al-Hija, un'importante figura di Hamas in Cisgiordania; Bilal Barghouti, miliziano di Hamas che pianificò l'attentato al ristorante Sbarro del 2003. Stanno tutti scontando diverse condanne all'ergastolo.


L'annuncio di Hamas conferma la notizia che l'Anp ha completato l'istituzione di un nuovo programma di welfare e ha messo fine alla precedente politica di sovvenzioni ai parenti dei 'martiri', duramente criticata da Israele ma anche da altri Paesi occidentali.

Channel 12: “Qatar punta a un accordo entro venerdì”

Channel 12 riferisce che i mediatori del Qatar stimano sia possibile raggiungere un'intesa entro venerdì, con l'obiettivo di avviare la liberazione degli ostaggi già la prossima settimana. Le discussioni si concentrano soprattutto sui nomi dei detenuti palestinesi da includere nello scambio, e secondo le stesse fonti i negoziati su questo punto proseguiranno fino all'ultimo momento.

Lavrov: “Il piano Trump per Gaza migliore cosa sul tavolo ora”

Il piano in 20 punti del presidente Usa Donald Trump per Gaza è "la migliore cose sul tavolo ora". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dall'agenzia Ria Novosti. Lavrov ha osservato che il piano riguarda solo "quello che rimane della Striscia di Gaza" e "la Cisgiordania non è menzionata". "Ma siamo realisti - ha aggiunto - e capiamo che questa è ora la migliore cosa sul tavolo. Almeno, è la migliore cosa in termini di accettabilità da parte degli arabi e di non rifiuto da parte di Israele".

Fonte Israele: “Vero ottimismo su accordo ma serve cautela”

"C'è vero ottimismo, siamo più vicini che mai a un accordo. Ma l'esperienza richiede cautela". Lo ha affermato un alto funzionario israeliano citato da Yedioth Ahronoth. In Israele si stima che un accordo potrebbe essere firmato entro venerdì. Gli americani puntano a chiudere l'intesa questa settimana, con il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi già dalla prossima.

Media: “Barghouti e Saadat non verranno rilasciati”

Secondo fonti israeliane citate dall'emittente Channel 12, Marwan Barghouti e Ahmed Saadat, rispettivamente uno dei principali leader di Fatah e il segretario generale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, non verranno rilasciati nell'ambito dell'accordo su un cessate il fuoco a Gaza che si sta negoziando in Egitto.

Sàar: “Riunione di Parigi di domani superflua e dannosa"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar ha definito "superflua e dannosa" la riunione di Paesi europei e arabi che si terrà domani a Parigi per discutere del futuro di Gaza dopo la guerra. L'iniziativa francese, in un momento così "delicato" dei negoziati a Sharm el-Sheikh tra Israele e Hamas, "è superflua e dannosa, come le precedenti", ha scritto su X il capo della diplomazia di Tel Aviv. Si tratta, ha aggiunto, di "un nuovo tentativo del presidente Emmanuel Macron di distogliere l'attenzione dai suoi problemi interni a spese di Israele".


Sàar ha criticato l'invito rivolto a governi da lui accusati di essere "apertamente ostili a Israele, come quello del (premier spagnolo Pedro) Sanchez, a discutere dei loro affari" e ha espresso la speranza che la riunione non metta a repentaglio "i negoziati cruciali per il rilascio degli ostaggi, come è accaduto in passato". Per il ministro degli Esteri, "nessun accordo potrà essere raggiunto a Gaza senza il consenso di Israele".

Fidan: “Se c'è accordo in serata, annuncio di cessate il fuoco”

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato ai giornalisti che un cessate il fuoco potrebbe essere dichiarato già oggi se Israele e Hamas raggiungeranno un accordo questa sera. "Le parti hanno mostrato grande volontà per il rilascio dei prigionieri e degli ostaggi", ha dichiarato il capo della diplomazia di Ankara, sottolineando che i colloqui in corso a Sharm el-Sheikh si stanno concentrando su quattro priorità, sulle quali "finora sono stati ottenuti molti progressi". In particolare, il rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, le linee di ritiro delle truppe israeliane, gli aiuti umanitari e le condizioni di un potenziale cessate il fuoco.

Tajani: “L’obiettivo per Gaza sono due Stati che convivano in pace”

"Sosteniamo con convinzione e con il massimo impegno il piano di pace del presidente degli Stati Uniti" per Gaza, "che ha acceso una speranza per il cessate il fuoco, per la liberazione degli ostaggi e il pieno accesso degli aiuti umanitari. Proprio domani sarò a Parigi per un importante incontro con i principali Paesi europei e con i partner arabi per rafforzare la nostra azione per la pace. Il nostro obiettivo è rilanciare il processo politico per due Stati che possano convivere in pace e sicurezza". Lo ha detto il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, in un video diffuso durante il Festival del Cambiamento - Gorizia città della pace.


"Grazie al nostro forte impegno e al gioco di squadra tra istituzioni e società civile, puntiamo a rendere l'Italia sempre più protagonista di pace e crescita in Europa e nel mondo", ha assicurato Tajani. Secondo il ministro, "non potrebbe esserci un luogo più adatto di Gorizia per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo. Una città un tempo divisa e attraversata dalla cortina di ferro, che ora invece è simbolo di pace e fratellanza europea e capitale europea della cultura. Gorizia è al centro di una regione, il Friuli Venezia Giulia, dinamica e innovativa, motore di crescita ed export. Una regione in prima linea per cogliere le opportunità offerte dalla prospettiva della riunificazione dei Balcani all'Europa, una priorità strategica del governo. E poi a quelle legate all'Imec, la nuova Via del cotone, il grande corridoio economico e logistico che unirà l'India, i paesi del Golfo e l'Europa. Un grande progetto che il governo sostiene con la massima convinzione, in cui i porti dell'area adriatica avranno un ruolo centrale. Un filosofo francese dice che dove passano le merci non passano le armi. Con questa convinzione - ha concluso - siamo in prima linea in tutte le principali crisi internazionali per un futuro di pace, dialogo e crescita".

Katz visita le truppe a Gaza City poco prima dell’attacco di Hamas nella zona

Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha visitato le truppe nel quartiere di Sabra a Gaza City, poco prima che Hamas lanciasse un attacco contro una postazione militare nelle vicinanze.

L'ufficio di Katz, riporta il Times of Israel, ha dato notizia che il ministro della Difesa è stato informato dai comandanti sulle attività delle Idf nella zona e "le ha elogiate per le loro azioni decisive, che hanno creato le condizioni per i negoziati mirati a garantire il rilascio di tutti gli ostaggi e il raggiungimento degli obiettivi della guerra".

Hamas, secondo le Idf, ha tentato di attaccare una postazione della Brigata Golani alla periferia meridionale di Gaza City dopo la visita di Katz. Almeno tre uomini armati sono stati uccisi nel tentativo e due sono fuggiti.

Fonti: “Gli italiani della nuova flottiglia arrivati a Ashdod”

Una fonte autorevole riferisce che gli italiani della nuova flottiglia sono arrivati nel porto israeliano di Ashdod e stanno bene.

Idf: “A Gaza uccisi terroristi, stavano per attaccare”

L'Idf rende noto di avere lanciato dei raid a Gaza per eliminare numerosi terroristi che stavano per attaccare le truppe. Sono in corso operazioni per trovare altre cellule che hanno preso parte all'operazione contro l'esercito, aggiunge l'Idf.

Leader di Hamas in Cisgiordania arrivato in Egitto: è la prima volta in pubblico dal raid su Doha

Il leader di Hamas in Cisgiordania, Zaher al-Jabarin, è arrivato in Egitto per partecipare ai negoziati sul piano di pace proposto dal presidente americano Donald Trump. E' la prima volta che l'alto esponente del politburo di Hamas viene visto in pubblico dal raid delle Idf sulla riunione della leadership del gruppo a Doha, in Qatar.

Media: “Anche Rubio alla conferenza di Parigi sul futuro di Gaza”

Anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sarà presente alla conferenza sul futuro di Gaza che si terrà domani a Parigi e alla quale parteciperanno numerosi governi europei e arabi. Lo riferisce a Ynet una fonte del ministero degli Esteri francese. All'evento non sono previsti rappresentanti né israeliani né palestinesi ma entrambe le parti "riceveranno notizie delle discussioni e sostengono l'iniziativa".

Fonti palestinesi: “I colloqui vanno bene, verso l’accordo nella prima fase in un giorno o due”

Procedono in modo positivo i negoziati indiretti tra Israele e Hamas in Egitto e si va verso un accordo su alcuni punti entro un giorno o due. E' quanto ha affermato una fonte palestinese informata sugli sviluppi in dichiarazioni al Times of Israel. Secondo la fonte, i colloqui sarebbero incentrati sul rilascio degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi e anche su un ritiro parziale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. La questione del disarmo di Hamas e dell'amministrazione di Gaza nel dopoguerra dovranno, stando alla fonte, essere affrontare in altri round di colloqui.

Israele: “Vertice di Parigi su Gaza inutile e dannoso”

Israele: “Vertice di Parigi su Gaza inutile e dannoso”

Stima dell’Onu: “Serviranno 52 miliardi di dollari per ricostruire Gaza”

Saranno necessari circa 52 miliardi di dollari per ricostruire la Striscia di Gaza distrutta dai raid israeliani. E' la stima di Jorge Moreira da Silva, direttore esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ed i progetti (Unops), che in una intervista all'emittente al-Jazeera ha sottolineato che l'80 per cento delle infrastrutture della Striscia di Gaza sono state distrutte. La priorità è ora quella di rimuovere le macerie, ha spiegato il Sottosegretario generale.

Idf: “Hamas ha tentato di colpire postazione dell’esercito”

Stamattina, secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, Hamas ha tentato di effettuare un raid nei confronti di una una postazione dell'Idf nell'area del corridoio Netzarim, nella parte centrale di Gaza. Secondo le prime informazioni fornite dall'esercito, il tentativo di attacco all'accampamento in cui erano di stanza le truppe dell'unità di ricognizione della Brigata Golani è stato effettuato da almeno cinque uomini armati di Hamas, usciti da un tunnel. Le forze armate israeliane affermano che le truppe, con il supporto aereo dell'aeronautica militare israeliana, hanno colpito e ucciso almeno tre degli uomini armati di Hamas che sono stati visti avvicinarsi.

Media Israele: “Verso l’accordo in un paio di giorni”

I colloqui indiretti tra Israele e Hamas in Egitto procedono "positivamente" e si va verso un accordo "entro un giorno o due". Lo ha dichiarato al Times of Israel una fonte palestinese a conoscenza dei negoziati. I colloqui - viene spiegato - si concentrano sul rilascio dei restanti 48 ostaggi in cambio di circa 2mila prigionieri palestinesi, insieme a un ritiro parziale di Israele dalla Striscia di Gaza, afferma la fonte, aggiungendo che le questioni relative al disarmo di Hamas e alla gestione postbellica di Gaza saranno definite nei successivi cicli di negoziati. Separatamente, una fonte israeliana anonima ha dichiarato al quotidiano saudita Al Arabiya che i negoziatori si stanno "avvicinando con cautela" a un accordo sulla prima fase del piano.

Friedman (Nyt): “Se il Piano per Gaza funziona Trump meriterebbe il Nobel”

Se il Piano per Gaza avrà successo, Donald Trump meriterebbe il Premio Nobel per la Pace. Ad affermarlo è l'editorialista del New York Times Thomas Friedman, che non nasconde le difficoltà dei negoziati in corso, ma dà credito al presidente Usa per il tentativo di porre fine al conflitto israelo-palestinese, aprendo la strada alla prospettiva di una soluzione a due Stati. "Donald Trump afferma da tempo che ciò che desidera davvero è il Premio Nobel per la Pace. Pensa già di meritarlo. Beh, se Donald Trump riuscisse a ottenere un cessate il fuoco, il ritiro israeliano da Gaza, il ritorno degli ostaggi israeliani, e questo mantenesse e aprisse la strada ai negoziati sull'unica soluzione possibile: due stati per due popoli - per citare il mio amico israeliano Nahum Barnea, editorialista di Yedioth - Trump non meriterebbe solo il Premio Nobel per la Pace, ma anche il Premio Nobel per la Fisica e la Chimica. Perché sarebbe un'impresa notevole", afferma Friedman nel podcast 'The Opinion' sul Nyt. "Per mantenere questo obiettivo ci vorrebbe l'impegno di un singolo segretario di Stato americano per il resto della sua carriera. La mia domanda è: l'amministrazione Trump avrà l'attenzione, l'energia e la concentrazione che saranno necessarie ogni giorno per portare avanti una soluzione così complicata? Spero di sì", afferma Friedman, uno dei massimi esperti di Medioriente nel giornalismo Usa, che già in passato aveva lodato Trump per la sua mediazione negli Accordi di Abramo.

Giornalisti palestinesi in marcia a Ramallah

Decine di giornalisti palestinesi hanno partecipato a una marcia a Ramallah, in Cisgiordania, per commemorare il secondo anniversario della guerra nella Striscia di Gaza e denunciare quello che hanno definito un "genocidio mediatico" contro la stampa palestinese, ha riportato l'agenzia di stampa locale Wafa. I manifestanti portavano bare simboliche, fotografie di colleghi assassinati e striscioni che condannavano i crimini dell'occupazione. Hanno anche chiesto alla comunità internazionale di fermare l'offensiva e consentire ai giornalisti internazionali di accedere alla Striscia di Gaza. "Oggi abbiamo consegnato una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite in merito ai crimini dell'occupazione (israeliana) contro i giornalisti, in particolare a partire dal 7 ottobre 2023", ha dichiarato Wisal Abu Alia, un giornalista palestinese che ha partecipato alla marcia.


Nella petizione, consegnata alla missione ONU a Ramallah, i giornalisti palestinesi chiedono anche protezione internazionale per i loro colleghi, che i leader israeliani fossero ritenuti responsabili degli atti commessi contro i media e i loro operatori e che quanto accaduto a Gaza fosse riconosciuto come "il primo genocidio mediatico al mondo". Secondo il governo di Hamas almeno 254 giornalisti di Gaza sono stati uccisi dall'inizio della guerra mentre il Comitato per la Protezione dei Giornalisti ne conta 199. Il presidente del sindacato, Nasser Abu Bakr, ha inoltre denunciato che la persecuzione israeliana della stampa si estende anche alla Cisgiordania, dove, a suo dire, sono stati registrati oltre 2.000 attacchi contro giornalisti palestinesi e internazionali.

Ufficio di Netanyahu: “Scuse al Qatar scritte dalla Casa Bianca? Fake news”

Non si fa attendere la replica dell'ufficio di Benjamin Netanyahu alle rivelazioni di Politico. "Fake news", affermano, stando a quanto riporta il sito di notizie israeliano Ynet. Secondo 'Politico', durante la recente visita di Netanyahu a Washington, Donald Trump avrebbe ordinato al premier israeliano di chiamare il primo ministro del Qatar dallo Studio Ovale per leggere un messaggio di scuse redatto dalla Casa Bianca con il contributo di Doha e un potente interlocutore qatarino e stretto alleato del primo ministro del Qatar sarebbe stato nello Studio Ovale durante la telefonata, incaricato di assicurarsi che Netanyahu non si discostasse dalla versione elaborata dalla Casa Bianca.

"Le dichiarazioni del premier nel colloquio con il primo ministro del Qatar sono state frutto delle decisioni del premier dopo consultazioni esclusivamente con il suo staff di professionisti - affermano dall'ufficio di Netanyahu, secondo Ynet - Riguardo il funzionario del Qatar, è stato presente solo nel momento della conversazione su invito degli americani e non ci sono stati contatti con lo staff israeliano".

Usa evacuano da Gaza madre palestinese di marinaio americano

Una donna palestinese, il cui figlio presta servizio nella Marina americana, è stata evacuata segretamente da Gaza nelle ultime settimane dopo un intervento dell'amministrazione di Donald Trump con l'aiuto dei governi israeliano e giordano. E' quanto rivelano fonti informate al Washington Post. La complessa operazione per portare in salvo Ahlam Firwana, 59 anni, ha richiesto una pausa coordinata negli attacchi militari israeliani, una donazione di 10.000 dollari per i costi di trasporto, software sofisticati per monitorare i suoi movimenti e il coinvolgimento diretto di alti funzionari americani. Il figlio della donna, il sottufficiale della Marina Younis Firwana, 32 anni, si è arruolato nell'esercito nel 2023 per cercare di ottenere la cittadinanza Usa (che ha avuto nel gennaio 2024). Dopo l'inizio della guerra a Gaza, sua madre e i suoi sei fratelli hanno dovuto affrontare pericoli e privazioni sempre crescenti, ha ricordato in un'intervista, rivelando che nel 2024 la casa di sette piani della famiglia è stata rasa al suolo dai bombardamenti, cibo e medicine sono diventati scarsi. Il caso tuttavia solleva interrogativi su altri americani palestinesi rimasti bloccati, visto che stando ai resoconti di avvocati e gruppi per i diritti umani, le richieste di evacuazione di figli e coniugi di cittadini statunitensi sono state respinte per motivi di sicurezza nazionale. Firwana, invece, è ora in Giordania in attesa del visto.

Riad condanna la visita di Ben-Gvir alla Spianata delle Moschee

Il ministero degli Esteri saudita ha condannato la visita stamane alla Spianata delle Moschee del ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir. Nella nota Riad non cita esplicitamente il ministro israeliano, ma afferma che il regno del Golfo condanna "l'assalto al complesso della moschea di Al-Aqsa da parte di funzionari e coloni israeliani sotto la protezione delle forze di occupazione".

"L'Arabia Saudita sottolinea il suo rifiuto di qualsiasi alterazione dello status storico e giuridico di Gerusalemme e dei suoi luoghi sacri e chiede alla comunità internazionale di ritenere le autorità di occupazione israeliane responsabili delle loro pericolose e continue violazioni contro i luoghi sacri", si aggiunge nella nota.

Berlino: “Vogliamo organizzare conferenza sulla ricostruzione di Gaza”

Parlando al Bundestag della situazione in Israele e Palestina il ministro degli Esteri tedeschi Johann Wadephul ha affermato che "per la prima volta nella regione c'è speranza", che lui stesso ha avuto modo di constatare tornando oggi da un viaggio nella regione. Wadephul ha annunciato l'intenzione di organizzare una conferenza sulla ricostruzione di Gaza insieme all'Egitto e ha poi ribadito che Hamas deve accettare il piano di pace statunitense.


A suo avviso la Germania gode "della fiducia degli Stati arabi, abbiamo un rapporto particolarmente stretto con Israele e abbiamo quindi qualcosa da offrire alla regione". Il ministro ha assicurato che, in caso di amministrazione internazionale temporanea della Striscia di Gaza, la Germania darà il suo contributo "sia per quanto riguarda gli aspetti della stabilizzazione e della ricostruzione, sia per quanto riguarda l'amministrazione e, naturalmente, anche l'aiuto umanitario". Per il ministro tedesco la soluzione nella regione resta quella "dei due Stati". Wadephul è intervenuto alla sessione dei lavori parlamentari dedicata al secondo anniversario del massacro del 7 ottobre. Un evento che "come nessun'altro nella storia di Israele ha intaccato l'idea del 'mai più'" e che "ha riattivato il trauma della Shoah". Wadephul ha anche fatto riferimento "a un'ondata inaccettabile di antisemitismo nel nostro Paese e in altri Paesi del mondo". Per il ministro la critica del governo israeliano "non legittima la critica allo Stato d'Israele meno che mai agli ebrei".

Herzog, siamo davanti a opportunità storiche da non perdere


"I cuori delle persone lavorano insieme nella preghiera e con la chiara consapevolezza che ci troviamo di fronte a opportunità storiche che non dobbiamo perdere". Lo ha affermato - secondo quanto riporta Ynet - il presidente israeliano Isaac Herzog, riferendosi alle trattative per la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, in una cerimonia commemorativa per le vittime del Nova Festival.

Turchia: “Inaccettabile attacco Israele alla Flotilla”

Il responsabile delle comunicazioni della Turchia Burhanettin Duran ha definito "inaccettabile l'assalto ad attivisti civili pacifici, tra cui cittadini e parlamentari turchi, dopo l'attacco alla Global Sumud Flotilla". In una nota condivisa su 'X', Duran ha detto che "l'intervento di Israele contro la Freedom Flotilla in acque internazionali è un nuovo esempio di banditismo e disprezzo della legge". Per questo, ha aggiunto, "la Turchia ha avviato ogni tipo di sforzo per garantire il rilascio dei nostri cittadini detenuti e sta monitorando la situazione degli attivisti". In conclusione, Duran ha affermato che "sotto la guida del presidente Recep Tayyip Erdogan continueremo a sostenere la causa palestinese e il popolo di Gaza".

Oltre 11.100 detenuti palestinesi, record dalla seconda Intifada

Record di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane: all'inizio di ottobre erano oltre 11.100, secondo i dati della Palestinian Prisoners' Society (PPS) che sottolinea come si tratti del numero più alto di detenuti dalla seconda Intifada del 2000.
"Secondo quanto annunciato dall'Amministrazione penitenziaria dell'occupazione - recita una dichiarazione del gruppo - a ottobre il numero dei prigionieri condannati ha superato i 1.460. Il numero di quelli condannati all'ergastolo e di coloro contro i quali sono state presentate accuse in preparazione dell'emissione di condanne all'ergastolo è di circa 350, di cui 303 già condannati e 40 incriminati".


La Pps ricorda quindi come Abdullah Barghouthi ha ricevuto la condanna più alta, avendo ricevuto 67 ergastoli, seguito da Ibrahim Hamed, condannato a 54 ergastoli. Ad oggi - aggiunge il gruppo - almeno 53 donne sono state arrestate, e più di 400 bambini sono stati trattenuti nelle carceri di Ofer e Megiddo.

Jihad islamica conferma delegazione in Egitto stasera per colloqui

La Jihad islamica ha confermato che una sua delegazione composta da alti funzionari arriverà a Sharm el Sheikh in Egitto stasera per partecipare ai colloqui sul piano elaborato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per mettere fine alla guerra nella Striscia di Gaza. Lo si legge in una nota dell'organizzazione sottolineando che l'obiettivo dei negoziati è "la fine dell'aggressione a Gaza, il ritiro dell'esercito di occupazione, il raggiungimento di un accordo sullo scambio di prigionieri e l'arrivo di aiuti a Gaza".

Smotrich marcia con i coloni in Cisgiordania e li elogia

Migliaia di persone hanno preso parte oggi a una marcia e a un raduno in Cisgiordania, per celebrare i 50 anni dalla fondazione dell'insediamento di Kedumim, autorizzato nel 1975 dopo i tentativi del movimento dei coloni Gush Emunim di stabilirsi vicino a Sebastia. Il ministro israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich, che ha partecipato alla marcia fino alla vecchia stazione ferroviaria di Sebastia, ha elogiato il movimento dei coloni e ha dichiarato che i prossimi 50 anni dovranno essere dedicati all'annessione della Cisgiordania, o come lui l'ha definita, all'"applicazione della sovranità israeliana" sul territorio. "Dopo aver costruito gli insediamenti e aver preso possesso del territorio, continuiamo a camminare sulla terra d'Israele con molti pionieri, molti eroi e centinaia di migliaia di coloni che vivono in questa parte del paese. Dobbiamo normalizzarla e renderla eterna", ha detto Smotrich. Alla marcia hanno partecipato anche la ministra della Scienza, Gila Gamliel, il capo del Consiglio regionale di Samaria, Yossi Dagan, e Benny Katzover, uno dei fondatori di Gush Emunim. Ohad Shlomo, un residente di Einav tornato da poco dal servizio di riserva a Gaza, ha dichiarato: "Continuiamo la nostra tradizione, la nostra storia, la Bibbia: questa è la nostra vita, la terra d'Israele, la terra santa. Credo nel valore di mantenere la terra e di proseguire sulla via dei nostri padri: non esiste un popolo senza la sua terra."

Msf: “A Gaza l'Idf persegue una strategia di asfissia”

"A Gaza, la morte è ovunque. Non è solo una sensazione, è palpabile. La morte è in agguato, aleggia, colpisce ovunque, chiunque", mentre l'Idf persegue una strategia di "asfissia" sulla popolazione della Striscia, attaccando i camion: lo ha dichiarato Claire Magone, direttrice della filiale francese di Medici senza frontiere (Msf), in un'intervista al quotidiano francese Le Monde ripresa da vari media internazionali, quando è tornata da una visita di una settimana nel territorio palestinese. Magone ha dichiarato di aver visitato le équipe di Msf che curavano i pazienti mentre "i carri armati si avvicinavano, i droni sorvolavano i quartieri e l'acqua veniva tagliata".


"L'esercito - ha dichiarato a Le Monde - sta attuando una strategia di asfissia, attaccando, ad esempio, le autocisterne, come ha fatto a metà settembre con una delle nostre, che è stata chiaramente identificata, e bloccando tutti i servizi vitali". Quando sono arrivata, Gaza City era già circondata dai carri armati. Attraverso "la nostra clinica per la medicazione delle ferite fornivamo assistenza post-operatoria a pazienti con ferite estremamente gravi, come arti frantumati, ustionati o lacerati dai bombardamenti. Questa assistenza includeva la pulizia delle ferite e la rimozione del tessuto necrotico. Le nostre équipe continuavano a curare i pazienti mentre i carri armati si avvicinavano, i droni sorvolavano i quartieri e l'acqua veniva tagliata. L'esercito stava perseguendo una strategia di soffocamento, attaccando ad esempio le autocisterne, anche quelle chiaramente segnalate, come ha fatto con una delle nostre a metà settembre, e bloccando tutti i servizi vitali. C'era un costante senso di terrore", ha dichiarato nell'intervista la dirigente francese di Msf.

Politico, Casa Bianca ha scritto scuse Netanyahu a Qatar

La Casa Bianca ha redatto le scuse che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha offerto pubblicamente al premier del Qatar Mohammed Al-Thani dopo l'attacco dell'Idf a Doha. Lo ha rivelato Politico, citando tre fonti a conoscenza della vicenda. Un funzionario del Qatar era presente nello Studio Ovale per assicurarsi che Netanyahu, durante la telefonata con Al-Thani, non si discostasse dalla versione preparata dalla Casa Bianca.

Israele prepara visita Trump se l'accordo va in porto

Israele si sta preparando alla possibilità che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump arrivi nel Paese nel caso venga firmato un accordo per la liberazione degli ostaggi e la tregua a Gaza. Lo rivela Ynet. In Israele si stima che Trump voglia recarsi nella regione per "celebrare" di presenza il grande risultato. Tutto dipende dall'esito dei colloqui di Sharm el-Sheikh, in Egitto, ma le indicazioni sono positive. L'Egitto, mediatore chiave nel processo, ha invitato Trump a partecipare alla cerimonia che potrebbe tenersi al Cairo.

Media, 8 morti e 61 feriti in attacchi a Gaza in ultime 24 ore


Almeno 8 palestinesi sono morti e 61 sono rimasti feriti negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. Lo riporta il ministero della Salute dell'enclave, citato da Al Jazeera.

Tajani, chiesto a Israele rispetto diritti italiani

"Abbiamo chiesto alle autorità israeliane il rispetto dei diritti" dei nove cittadini italiani della nuova Flotilla fermati questa notte. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della riunione del Comitato intergovernativo Italia-Cina. "Non abbiamo segnalazioni di problemi alle persone e continueremo a seguire minuto per minuto" la vicenda, ha poi aggiunto.

In Egitto arrivato anche ministro israeliano Dermer

A Sharm el-Sheikh è arrivato anche il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer per partecipare ai negoziati per la fine della guerra a Gaza e il rilascio degli ostaggi.

Tajani, nel pomeriggio 9 italiani a porto Ashdod

Arriveranno questo pomeriggio al porto di Ashdod i nove italiani della nuova Flotilla fermati dalle autorità israeliane nella notte. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L'approdo è previsto intorno alle ore 15:00-16:00.

Domani a Parigi vertice ministri europei e arabi per pace a Gaza

Riunione dei ministri degli Esteri europei e dei Paesi arabi domani pomeriggio a Parigi per affrontare il tema della pace a Gaza. Con l'obiettivo, spiegano fonti diplomatiche, di "precisare le modalità di un impegno collettivo" che "renda operativo" uno Stato palestinese. Sul tavolo dell'incontro, "forza di stabilizzazione, governance transitoria di Gaza, aiuto umanitario e ricostruzione, disarmo di Hamas, sostegno all'Autorità palestinese e forze di sicurezza palestinesi", puntualizzano fonti diplomatiche francesi, evocando anche il "sostegno" collettivo al piano proposto da Trump. L'obiettivo, precisano a Parigi, é mostrare la "volontà di lavorare insieme per rendere operativi, in stretto legame con gli Stati Uniti, i principali parametri del 'giorno dopo', ma anche indicare le modalità di un impegno collettivo". La riunione si terrà all'indomani dell'incontro, sempre a Parigi, tra il presidente, Emmanuel Macron, e il principe ereditario di Giordania, Hussein ben Abdallah.

Unicef, 64mila bambini uccisi o mutilati. Subito tregua

Sono 64.000 i bambini uccisi o mutilati nella Striscia di Gaza da quando è iniziata la guerra, due anni fa. A riferire il bilancio della guerra iniziata da Israele dopo il 7 ottobre 2023 è stata la direttrice generale dell'Unicef, Catherine Russell. "Da oltre 700 giorni, i bambini di Gaza vengono uccisi, mutilati e sfollati in una guerra devastante che è un affronto alla nostra comune umanità", ha dichiarato a quanto si legge in una nota. "Gli attacchi israeliani sulla città di Gaza e su altre parti della Striscia di Gaza proseguono. Il mondo non può e non deve permettere che questo continui", ha ammonito. Negli ultimi due anni, "64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati in tutta la Striscia di Gaza, tra cui almeno 1.000 appena nati", ha riferito, "un numero sconcertante". E potrebbe essere un bilancio per difetto. "Non sappiamo quanti altri siano morti a causa di malattie curabili o siano sepolti sotto le macerie. La carestia persiste nella città di Gaza e si sta diffondendo verso sud, dove i bambini vivono già in condizioni disastrose. La crisi legata alla malnutrizione, soprattutto tra gli i più piccoli, resta drammatica. Mesi senza cibo adeguato hanno causato danni permanenti alla crescita e allo sviluppo dei bambini", ha proseguito.

Al-Sisi: “Segnali incoraggianti dai mediatori, aspetto Trump per eventuale firma”

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha reso noto di aver ricevuto messaggi "molto incoraggianti" dai mediatori sui negoziati in corso per arrivare ad un accordo tra Israele e Hamas. "Ieri le delegazioni di Qatar, Egitto e gli inviati del presidente Trump sono arrivati a Sharm el Sheikh e i messaggi che ho ricevuto da loro sono molto incoraggianti", ha dichiarato nel corso di un evento al Cairo. Al-Sisi ha sottolineato "lo sforzo instancabile" dell'Egitto per mettere fine alla guerra ed ha espresso ripetutamente il suo apprezzamento per gli sforzi di Trump. "Un cessate il fuoco, il ritorno dei prigionieri e dei detenuti, la ricostruzione di Gaza e l'avvio di un processo politico pacifico che porti alla creazione e al riconoscimento dello Stato palestinese significano che siamo sulla strada giusta verso una pace e una stabilità durature", ha detto, invitando poi il presidente americano in Egitto per firmare di persona un accordo su Gaza, se tale accordo verrà raggiunto.

Erdogan, mi aspetto buone notizie dall'Egitto

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è fiducioso sulla trattativa tra Hamas e Israele, e si aspetta "buone notizie" da Sharm el Sheikh. "Dall'Egitto mi aspetto sviluppi positivi e buone notizie. Le parti devono capire che con il sangue non si arriva a nessun risultato", ha detto il presidente turco. "Israele ha superato di gran lunga quanto fatto da Hitler", ha aggiunto. La Turchia partecipa attivamente al negoziato con il suo capo dei servizi segreti, Ibrahim Kalin.

Famiglia renderà pubblico video dell'ostaggio nepalese a Gaza

Il comitato delle famiglie degli ostaggi ha annunciato che i parenti del rapito nepalese Bipin Joshi, la cui vita è ritenuta in grave pericolo, ha deciso di rendere pubblico un documento video che lo ritrae, e nel frattempo ha autorizzato la diffusione di un'immagine tratta dal filmato, recuperato dall'Idf a Gaza. Il video, secondo le stime, è stato girato nel novembre 2023, circa un mese dopo il rapimento. "Il segno di vita ritrovato a Gaza rappresenta per noi un'ancora di fede incrollabile nel fatto che sia ancora vivo". Nell'ultima documentazione video Bipin appare mentre viene trasportato vivo all'ospedale Shifa di Gaza dopo il rapimento, avvenuto il 7 ottobre.

Media, una delegazione della Jihad islamica e una del Fronte popolare per la liberazione della Palestina ai negoziati

Una delegazione della Jihad islamica e una del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina parteciperanno ai negoziati in corso a Sharm el Sheikh, in Egitto per un accordo tra Israele e Hamas. A riferirne è l'emittente saudita Al-Hadath citata da Times of Israel. Ieri, riporta la stessa fonte, il Qatar aveva annunciato la partecipazione del suo primo ministro. Era inoltre emersa la notizia della presenza del capo dell'intelligence della Turchia.

Hamas contro Ben Givr per visita a Spianata Moschee

Hamas afferma in una dichiarazione che la visita del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir al Monte del Tempio è stata "una mossa deliberatamente provocatoria che riflette il pensiero fascista del governo israeliano". La dichiarazione aggiunge che la visita, avvenuta nello stesso giorno delle rivolte del Monte del Tempio ("il massacro di Al-Aqsa", come lo chiama Hamas) l'8 ottobre 1990, era un messaggio ostile volto a imporre il controllo sulla moschea di Al-Aqsa.

Salvini, gli unici che non vogliono pace è Flotilla

"Siamo alla follia che, mentre sono in corso le trattative di pace mediate dagli americani con i Paesi arabi, Israele e perfino i terroristi di Hamas che si siedono al tavolo, gli unici che non vogliono la pace sono quelli della Flotilla e certa sinistra che li sostiene". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando questa mattina con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Forte dei Marmi in vista delle prossime elezioni regionali in programma domenica e lunedì in Toscana.

Tajani, a italiani Flotilla tutta l'assistenza necessaria

"L'Ambasciata ed il Consolato d'Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall'alba il blocco della nuova Flotilla da parte della marina israeliana": lo afferma il ministro degli esteri Antonio Tajani in un post su X. "Sono una decina gli italiani fermati. A loro - assicura il ministro - verrà prestata tutta l'assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fini al momento dell'espulsione. Al lavoro anche l'Unità di crisi della Farnesina".

Hamas: “A Sharm ottimismo”

In una dichiarazione, Hamas ha assicurato che la sua delegazione sta mostrando "la positività e la responsabilità necessarie a raggiungere i progressi indispensabili per completare l'accordo". I mediatori, egiziani e qatarioti, "stanno facendo grandi sforzi per rimuovere qualsiasi ostacolo all'attuazione del cessate il fuoco, e uno spirito di ottimismo prevale tra tutti", secondo Taher al-Nounou, uno dei leader del movimento islamista palestinese che prende parte ai colloqui. I negoziati di Sharm si concentrano sui meccanismi per giungere alla fine della guerra, sul ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e sul rilascio dei 48 ostaggi detenuti da Hamas, vivi e morti, in cambio della liberazione di 250 carcerati palestinesi.

Erdogan, Trump ha chiesto a Turchia di convincere Hamas

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha "espressamente chiesto" alla Turchia di convincere Hamas a negoziare la pace con Israele, lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Durante la nostra visita negli Stati Uniti e la nostra ultima conversazione telefonica (...), ci ha espressamente chiesto di incontrare Hamas e convincerlo", ha detto Erdogan ai giornalisti, riferisce la presidenza turca.

Hamas: “Scambiata la lista degli ostaggi e dei prigionieri”

Mercoledì Taher Al-Nounou, alto funzionario di Hamas, ha dichiarato che i negoziatori del suo gruppo e di Israele si sono scambiati gli elenchi dei prigionieri e degli ostaggi che verrebbero rilasciati qualora si raggiungesse un accordo durante i colloqui di cessate il fuoco in corso in Egitto. Al-Nounou ha anche affermato che Hamas è ottimista riguardo al raggiungimento di un accordo, sottolineando che il gruppo ha dimostrato il necessario ottimismo.

Media, moglie di Barghouti arrivata al Cairo

Fadwa Barghouti, moglie del politico palestinese Marwan Barghouti, in carcere da oltre 23 anni in Israele, ha lasciato Ramallah ieri sera ed è arrivata al Cairo. Lo ha riferito una fonte palestinese a Ynet . L'arrivo in Egitto della donna, ha sottolineato un'altra fonte, "suscita notevole interesse nel contesto dei negoziati per un accordo, in cui Hamas insiste per il rilascio di Barghouti".

Ben Gvir: “Ho pregato per distruzione Hamas e ritorno ostaggi”

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha visitato questa mattina il Monte del Tempio a Gerusalemme durante la festività di Sukkot, dove ha pregato per "la vittoria nella guerra, la distruzione di Hamas e il ritorno degli ostaggi". Lo ha reso noto il suo ufficio, aggiungendo che stamattina presto, il ministro di estrema destra ha pregato presso il Muro Occidentale insieme ai colleghi parlamentari di Otzma Yehudit, i deputati Amichai Eliyahu e Limor Son Har-Melech.

Media, Witkoff e Kushner arrivati a Sharm el Sheikh

L'inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero e consigliere per il Medio Oriente Jared Kushner sono arrivati a Sharm el Sheikh, in Egitto, per partecipare ai colloqui indiretti tra Israele e Hamas, riferisce Barak Ravid di Axios. Witkoff e Kushner sono stati gli ideatori del piano in 20 punti di Trump.

Interrotte tutte le comunicazioni con le 9 barche di Flotilla

di Alessia Candito

L’assalto degli incursori israeliani armati: saliti a bordo hanno spaccato con il mitra le telecamere e fermato – di nuovo – chi si avvicinava a Gaza per portare aiuti. L’operazione è iniziata attorno alle quattro e mezza, in piena notte, quando le barche erano a più o meno 100 miglia dalla Striscia, al largo di Port Said, in Egitto, ma l’allarme a bordo era scattato da ore. La prima a essere presa è stata la Conscience, l’ex traghetto trasformato in una sorta di nave ospedale con a bordo 120 persone, fra cui più di 90 fra medici, infermieri, soccorritori, giornalisti. Le ultime immagini mostrano un incursore israeliano – elmetto e visori notturni – che vede la telecamera, poi a colpi di mitra la distrugge. “La nostra nave è stata attaccata da un elicottero militare”, dicono dalla sala di controllo a terra.

La nuova Flotilla: “Finora tre barche intercettate illegalmente in acque internazionali”

Freedom Flotilla Coalition (Ffc) afferma che sono tre le barche della sua spedizione "attaccate e intercettate illegalmente dai militari israeliani a 120 miglia nautiche da Gaza". Si tratta delle Gaza Sunbirds, Alaa Al-Najajr e Anas Al-Sharif. Ffc ribadisce che "l'esercito israeliano non ha giurisdizione legale sulle acque internazionali. La nostra flottiglia non rappresenta alcun pericolo. Trasportiamo aiuti vitali per un valore di oltre 110.000 dollari in medicinali, dispositivi respiratori e forniture alimentari, destinati agli ospedali di Gaza".

Israele: “Membri della Flotilla in arresto e al sicuro, pronti per la deportazione”

Il Ministero degli Esteri israeliano afferma che le imbarcazioni e i passeggeri della Freedom Flotilla sono al sicuro, trasferiti in un porto israeliano e saranno deportati tempestivamente.

“Almeno 8 imbarcazioni militari ci stanno circondando”

"Ci sono almeno otto imbarcazioni militari che circondano la nostra flottilla", afferma ancora la nuova spedizione pubblicando le immagini di una telecamera di una barca in cui si vedono dei soldati armati a bordo.

Israele critica Thunberg per post con foto di un ostaggio

Il ministero degli Esteri israeliano ha criticato duramente Greta Thunberg per un post sui social in cui l'attivista svedese esprimeva solidarietà ai prigionieri palestinesi. Nel messaggio, Thunberg scriveva che "la sofferenza dei prigionieri palestinesi non è un'opinione, ma un fatto di crudeltà sistematica e disumanizzazione. L'umanità non può essere selettiva. La giustizia non può avere confini". Il post includeva tre immagini, tra cui la foto di Evyatar David, un israeliano tenuto in ostaggio a Gaza. Su X, il ministero israeliano ha replicato all'attivista: "L'ignoranza accecata dall'odio è di tendenza. David, secondo fonti israeliane, sarebbe stato denutrito, maltrattato e costretto da Hamas a scavarsi la propria fossa durante la prigionia". La scelta dell'immagine, scrive Haaretz, ha suscitato forti critiche da parte di Israele, che ha accusato l'attivista di ignorare la condizione delle vittime israeliane.

La nuova Flotilla: “Siamo stati attaccati in mare da Israele”

Freedom Flotilla Coalition afferma che "a circa 120 miglia nautiche da Gaza, Israele ha attaccato" la spedizione. "Attualmente almeno due imbarcazioni sono state abbordate e la maggior parte delle dirette streaming sono state interrotte", si legge sui canali social della nuova flottiglia. "L'esercito sta cercando di deviare" la nostra rotta, viene aggiunto. Media dello Stato ebraico avevano precedentemente affermato che le Forze di difesa israeliane (Idf) si stavano preparando a intervenire contro la spedizione.

Hamas, 'da sabato 118 morti nei raid israeliani a Gaza'

L'ufficio stampa governativo di Gaza, controllato da Hamas, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le forze israeliane hanno lanciato 230 attacchi aerei su Gaza da sabato mattina, uccidendo almeno 118 persone. Lo comunica Al Jazeera.

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