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Berlino corre ai ripari sui droni: la polizia ora potrà abbatterli

(afp)

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Il governo Merz ha approvato la prima parte di una riforma fortemente voluta dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt
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BERLINO – «Catturare e abbattere droni, d’ora in poi, sarà regolamentato e consentito alla polizia federale». Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha annunciato ieri una novità importante. Il governo Merz ha approvato la prima parte di una riforma fortemente voluta dal ministro della Csu. Gli emendamenti alla Legge federale della polizia creeranno un Centro di difesa antidroni e garantiranno il coordinamento tra gli agenti federali e quelli regionali per consentirgli di intercettare i velivoli senza pilota. La polizia sarà arricchita di un’intera Unità antidroni che potrà cercare di neutralizzarli con azioni di disturbo sul Gps o con il jamming, ma anche abbattendoli.

Gli agenti avranno il compito di proteggere «gli aeroporti e le stazioni», ma anche i commissariati e gli edifici istituzionali, ha precisato Dobrindt. La dote aggiuntiva per la riorganizzazione della sicurezza ammonterà a 90 milioni di euro all’anno. Ma la seconda parte della riforma, che sarà discussa la pr…

BERLINO – «Catturare e abbattere droni, d’ora in poi, sarà regolamentato e consentito alla polizia federale». Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha annunciato ieri una novità importante. Il governo Merz ha approvato la prima parte di una riforma fortemente voluta dal ministro della Csu. Gli emendamenti alla Legge federale della polizia creeranno un Centro di difesa antidroni e garantiranno il coordinamento tra gli agenti federali e quelli regionali per consentirgli di intercettare i velivoli senza pilota. La polizia sarà arricchita di un’intera Unità antidroni che potrà cercare di neutralizzarli con azioni di disturbo sul Gps o con il jamming, ma anche abbattendoli.

Gli agenti avranno il compito di proteggere «gli aeroporti e le stazioni», ma anche i commissariati e gli edifici istituzionali, ha precisato Dobrindt. La dote aggiuntiva per la riorganizzazione della sicurezza ammonterà a 90 milioni di euro all’anno. Ma la seconda parte della riforma, che sarà discussa la prossima settimana, dovrà chiarire meglio come la polizia e la Bundeswehr, ossia l’esercito, si divideranno i compiti. Ad esempio, se un drone avvistato in un aeroporto volasse troppo alto per essere neutralizzato dalla polizia bisognerà chiarire se potrà farlo la Bundeswehr.

Il ministro della Difesa socialdemocratico Boris Pistorius frena – probabilmente per ottenere che la Cdu di Friedrich Merz gli dia il via libera all’altra grande riforma attesa in queste settimane al vaglio del governo: quella della leva. Pistorius insiste che debba rimanere volontaria, i conservatori spingono per un arruolamento obbligatorio. E le obiezioni di Pistorius sul pacchetto anti-droni ma anche quelle di molti esperti militari riguardano un aspetto non irrilevante della nuova legge: come evitare che il loro abbattimento causi danni a infrastrutture civili?

Dobrindt ha accelerato i tempi dopo gli inquietanti episodi registrati nei cieli tedeschi nelle ultime settimane. Su obiettivi strategici e infrastrutture sensibili – caserme, raffinerie, fabbriche di armi, impianti energetici – del nord della Germania sono stati avvistati sciami di droni. Ma il colmo si è registrato al sud, in Baviera, dove l’aeroporto di Monaco è stato costretto a chiudere per due notti di seguito. Il governo ha ammesso che «una parte» di quei droni erano russi.

Il ministro ha anche annunciato che nella costruzione della difesa anti-droni la Germania è in un «dialogo intenso» con i Paesi che sono all’avanguardia su questo fronte, dunque Israele e Ucraina. Anche l’Unione europea sta esplicitamente imparando da Kiev. E gli esperti militari sostengono che i tempi di innovazione, i tempi di ogni salto tecnologico sono ormai velocissimi: quattordici giorni. E gli ucraini sono dolorosamente pionieri.

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