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Accordo su Gaza, Trump: “I due Stati? Non ho una posizione, mi atterrò a ciò che concordano”

Accordo su Gaza, Trump: “I due Stati? Non ho una posizione, mi atterrò a ciò che concordano”

Durante una riunione di gabinetto il presidente Usa ha parlato delle prossime fasi del patto e della ricostruzione di Gaza

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“Abbiamo fatto finire la guerra a Gaza”, così Donald Trump commenta l’accordo siglato da Israele e Hamas in mattinata. Durante una riunione di gabinetto, il presidente Usa si intesta l’intesa, con cui aspira a vincere il Nobel per la pace: “Un grande onore per me essere coinvolto in questo progetto. Una cosa grandiosa per il nostro Paese”. Presto si recherà in Medio Oriente, assicura, e promette che proverà a essere presente anche in Egitto la prossima settimana, alla cerimonia per la firma ufficiale del patto.

Poi delinea le prossime fasi. Il passo successivo sarà il rilascio degli ostaggi israeliani ancora in vita, che dovrebbe avvenire “tra lunedì e martedì”, fa sapere Trump: “Sarà un giorno di gioia”. Il disarmo di Hamas, invece, è rimandato alla seconda parte del piano di pace, così come il ritiro delle forze israeliane da Gaza.

Sulla possibilità di una soluzione a due Stati, ai cronisti dichiara di non avere “una posizione precisa, mi andrà bene qualsiasi cosa concordino”. Ma si dice invece sicuro del progetto per Gaza: “Creeremo delle condizioni migliori, qualcosa in cui le persone possano vivere. Non si può vivere a Gaza in questo momento, quel posto è in una situazione orribile”. Per la ricostruzione il presidente Usa è certo di poter contare sui Paesi arabi: “In quella parte del mondo ci sono Paesi che dispongono di enormi ricchezze e solo una piccola parte di ciò che guadagnano farà miracoli per Gaza. Penso che vedrete Paesi straordinari farsi avanti”. Agli stessi assegna il compito di “garantire la sicurezza nella Striscia”. Tra questi anche l’Iran, che, riporta, “ci ha detto di voler lavorare per la pace e lo apprezziamo”.

Dal presidente argentino, Javier Milei, a quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi, è arrivato il plauso all’operato del tycoon: “Merita il Nobel per la pace”. E sul profilo ufficiale su X dell'ufficio del primo ministro israeliano, anche Benjamin Netanyahu ha postato un messaggio di sostegno. In allegato un’immagine, creata con l’IA, che lo ritrae nell’atto di consegnare a Trump la collana con il simbolo del Nobel.

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