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Stretta sugli attori e influencer, arresti in Turchia: “Ci censurano”

(afp)

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Diciannove personaggi del mondo della musica e del cinema sono stati convocati, interrogati e sottoposti ad analisi del sangue in un’indagine per sospetto uso di “sostanze stupefacenti o stimolanti”
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Non si ferma l’ondata di repressione in Turchia iniziata lo scorso marzo con l’arresto del principale oppositore politico di Erdogan, il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, ancora oggi detenuto nel carcere di massima sicurezza di Silivri con accuse di corruzione.

Il giro di vite della magistratura questa volta tocca il mondo dello spettacolo e della cultura. Diciannove tra attori, personaggi televisivi e influencer sono stati convocati, interrogati e sottoposti ad analisi del sangue in un’indagine per sospetto uso di «sostanze stupefacenti o stimolanti», secondo il comunicato diffuso dalla procura di Istanbul. Tra loro c’è anche la cantante Irem Derici, il cui avvocato, Aishagul Mermer, ha detto tuttavia di non avere informazioni precise sulle accuse che vengono mosse alla sua cliente.

A settembre la stessa procura aveva messo nel mirino la star del pop turco, Mabel Matiz, accusato di aver diffuso «oscenità» per via di una canzone che tratta temi intimi e queer, “Perperi?an”, che …

Non si ferma l’ondata di repressione in Turchia iniziata lo scorso marzo con l’arresto del principale oppositore politico di Erdogan, il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, ancora oggi detenuto nel carcere di massima sicurezza di Silivri con accuse di corruzione.

Il giro di vite della magistratura questa volta tocca il mondo dello spettacolo e della cultura. Diciannove tra attori, personaggi televisivi e influencer sono stati convocati, interrogati e sottoposti ad analisi del sangue in un’indagine per sospetto uso di «sostanze stupefacenti o stimolanti», secondo il comunicato diffuso dalla procura di Istanbul. Tra loro c’è anche la cantante Irem Derici, il cui avvocato, Aishagul Mermer, ha detto tuttavia di non avere informazioni precise sulle accuse che vengono mosse alla sua cliente.

A settembre la stessa procura aveva messo nel mirino la star del pop turco, Mabel Matiz, accusato di aver diffuso «oscenità» per via di una canzone che tratta temi intimi e queer, “Perperi?an”, che in italiano vuol dire “Devastato”. Il ministero della Famiglia turco ritiene che il brano possa provocare danni «all’ordine pubblico e alla salute generale», danneggiando «l’istituzione della famiglia».

Il tribunale di Ankara ha vietato alle piattaforme come YouTube, Spotify e Apple Music di pubblicare la canzone. Matiz si è difeso spiegando che il brano parla di temi d’amore: «Voglio credere che il nostro ordine pubblico e la nostra salute pubblica non siano così fragili da essere turbati da una canzone», ha scritto sui social. Anche la band femminile e femminista Manifest, che ha scalato le classifiche dopo essere uscita vincente dal talent Big5 Türkiye, è stata denunciata per «atti indecenti» ed «esibizionismo» durante un concerto a Istanbul il 6 settembre.

Le sei artiste avevano organizzato uno show spettacolare a Istanbul a cui hanno partecipato più di 18mila persone. I loro testi trattano spesso temi legati alla solidarietà femminile e alla libertà delle donne. Un politico dell’Akp, il partito di governo di Erdogan, ha commentato il concerto sostenendo che sembravano «demoni». Dopo l’esibizione, la magistratura ha adottato una serie di misure punitive, impedendo alle cantanti di viaggiare all’estero. Anche il loro tour, già sold-out, è stato cancellato.

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