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“Il nostro aereo aveva finito il carburante”, panico su un volo Ryanair partito da Pisa

(reuters)

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Il consulente italo-britannico Alexander Marchi parla a Repubblica del volo diretto a Glasgow ma costretto a un atterraggio di emergenza a Manchester: “Eravamo tutti scettici, come passeggeri, sull’eventualità di partire visto il forte maltempo”
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LONDRA - “È stato terribile, ma solo dopo una odissea durata sei ore e il sollievo di essere atterrati, abbiamo scoperto che il nostro aereo aveva praticamente finito il carburante”, racconta a “Repubblica” Alexander Marchi, 36 anni, consulente italo-britannico, per anni impegnato nella memoria dei caduti di guerra britannici, e presentatore e produttore del documentario “History Hacked” su YouTube. Marchi si riferisce al volo Ryanair del 3 ottobre scorso da Pisa a Glasgow Prestwick. Che, secondo alcune testate specialistiche di aviazione, sarebbe “atterrato pochi minuti prima che finisse il carburante”. Insomma, poteva essere una tragedia. Ma l’aereo non è atterrato a Glasgow. Bensì a Manchester, come ci spiega Marchi, dopo molte ore in volo e vari tentativi di atterraggio, tutti falliti. Tanto che il pilota ha dovuto a un certo punto invocare il codice di emergenza 7700, perché, secondo l’analisi dei dati effettuata dal sito Aviation Herald, rimasto con pochissimo carburante a bordo…

LONDRA - “È stato terribile, ma solo dopo una odissea durata sei ore e il sollievo di essere atterrati, abbiamo scoperto che il nostro aereo aveva praticamente finito il carburante”, racconta a “Repubblica” Alexander Marchi, 36 anni, consulente italo-britannico, per anni impegnato nella memoria dei caduti di guerra britannici, e presentatore e produttore del documentario “History Hacked” su YouTube. Marchi si riferisce al volo Ryanair del 3 ottobre scorso da Pisa a Glasgow Prestwick. Che, secondo alcune testate specialistiche di aviazione, sarebbe “atterrato pochi minuti prima che finisse il carburante”. Insomma, poteva essere una tragedia. Ma l’aereo non è atterrato a Glasgow. Bensì a Manchester, come ci spiega Marchi, dopo molte ore in volo e vari tentativi di atterraggio, tutti falliti. Tanto che il pilota ha dovuto a un certo punto invocare il codice di emergenza 7700, perché, secondo l’analisi dei dati effettuata dal sito Aviation Herald, rimasto con pochissimo carburante a bordo.

“Il nostro volo era fissato alle 16.15 da Pisa”, racconta Marchi, “ma subito sono iniziati i problemi. C’erano le proteste pro Gaza e gli attivisti hanno occupato l’aeroporto. Alla fine, siamo riusciti a partire, dopo un’oretta”. Ma sui cieli del Regno Unito, soprattutto in Scozia e nel nord dell’Inghilterra, già impazzava la tempesta Amy, con pioggia violenta e venti fino a 160 km/h. “Eravamo tutti scettici, come passeggeri, sull’eventualità di partire visto il forte maltempo”, continua Marchi. “Alla fine, siamo arrivati sopra Glasgow ma atterrare è stato impossibile, e subito ci siamo spaventati a morte tutti. L’aereo ballava, noi passeggeri saltavamo, il primo tentativo di atterraggio è stato abortito quasi subito dal pilota, al secondo invece siamo arrivati a pochi metri dalla pista. Ma anche in quel caso il pilota ha dovuto rinunciare all’ultimo, a causa delle condizioni meteo proibitive”.

A quel punto, ricorda Marchi, dopo almeno un’ora persa sorvolando Glasgow, “il pilota ci ha comunicato che saremmo atterrati a Manchester”. Invece no, perché per qualche ragione Ryanair decide di fare un ultimo tentativo in Scozia, ma a Edimburgo. “Una scelta bizzarra”, secondo Marchi, “la tempesta Amy era attiva su tutta la nazione, un atterraggio sarebbe stato proibitivo anche nella capitale scozzese”. Difatti, dopo aver sorvolato a lungo Edimburgo, il volo fallisce l’ennesimo atterraggio. Alla fine, l’aereo Boeing 737-800 decide di dirigersi a Manchester, dove atterra alle 21 locali, ma a quanto pare soltanto con “220 chili di carburante rimasto nel serbatoio”, equivalenti “a 5 o 6 minuti di tempo di volo”, secondo i siti specialistici riportati dal Daily Mail. Prima di rimanere un’ora in pista per sovraffollamento degli slot dello scalo. “Alla fine, ci hanno fatto salire su un pullman”, conclude Marchi, “e nella tempesta siamo arrivati a Glasgow alle 4.30 di mattina”. Ora è stata aperta un’inchiesta ufficiale dall’Air Accidents Investigation Branch sul volo RyanAir operato da Air Malta. La compagnia irlandese per ora non commenta: “Ryanair ha comunicato tutto alle autorità competenti venerdì 3 ottobre. È stata aperta una inchiesta, con la quale stiamo collaborando pienamente, e per ora preferiamo non commentare”.

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