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Israele-Gaza, le news dell’11 ottobre. “Nelle prime 24 di tregua recuperati 150 cadaveri, mancano 9500 dispersi”

Lo riporta la Protezione civile della Striscia. Cnn: “Il rilascio ostaggi tra domenica e lunedì”. Israele: “Camion con gli aiuti stanno entrando”. Il capo del Centcom conferma: “Non ci saranno soldati Usa a Gaza”
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Donald Trump si dice fiducioso sulla tenuta del cessate il fuoco a Gaza. "Penso che reggerà. Sono tutti stanchi di combattere", ha detto il presidente. Che ha poi aggiunto: "C'è consenso" anche su "gran parte" della fase due del Piano per Gaza. Intanto Israele ha iniziato a trasferire i detenuti previsti dal piano di pace. Resta il nodo Barghouti.

L'Onu ha ricevuto il via libera da Israele per iniziare a far entrare massicci aiuti a Gaza a partire da domenica, si tratta di almeno 170.000 tonnellate di aiuti che sono già state posizionate in Paesi vicini come Giordania ed Egitto.

Punti chiave

Axios: “Gli Usa hanno invitato l'Iran al vertice su Gaza a Sharm”

Gli Stati Uniti hanno invitato l'Iran al vertice su Gaza che si terrà lunedì a Sharm El-Sheikh. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la lista degli invitati include anche la Spagna, il Giappone, l'Azerbaijan, l'Armenia, l'Ungheria, l'India, El Salvador, Cipro, Grecia, Bahrain, Kuwait e Canada. Israele non parteciperà.

Messaggio Netanyahu trasmesso dalla Russia all’Iran: “Non siamo più interessati alla guerra”

Mosca ha trasmesso a Teheran un messaggio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui lo Stato ebraico non è interessato a riprendere la guerra con l'Iran. Lo ha affermato il ministro iraniano Abbas Araghchi, citato dall'agenzia Tass. "Tre o quattro giorni fa, c'è stata una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e Netanyahu. Il giorno dopo, il nostro ambasciatore a Mosca ha ricevuto un messaggio dall'amministrazione presidenziale da Netanyahu, in cui affermava di non volere una nuova guerra con il nostro Paese", ha dichiarato Araghchi all'emittente statale di Teheran.

Ivanka Trump a famiglie ostaggi: “Ammiro la vostra forza”

Ivanka Trump, figlia del presidente Donald Trump, ha reso omaggio alle famiglie degli ostaggi e ha applaudito la loro forza parlando alla folla in piazza degli Ostaggi a Tel Aviv. "Questa sera, mentre siamo qui insieme a Tel Aviv, onoriamo la forza di ogni famiglia che attende, prega e crede", ha detto, come riporta la Cnn. "Sono ammirata dalla loro forza e dalla loro determinazione nonostante tanta sofferenza". Ivanka Trump, intervenuta alla manifestazione insieme al marito Jared Kushner e all'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, ha poi affermato che il ritorno degli ostaggi rappresenta "un trionfo della fede, del coraggio e della nostra umanità condivisa". Ha infine trasmesso un messaggio del presidente: "Vi vede, vi ascolta, è sempre al vostro fianco". In risposta, la folla ha intonato cori di "Thank you, Trump".

Media: “Israele si aspetta rilascio ostaggi in prime ore lunedì mattina”

Secondo quanto riportato dall'emittente Channel 12, che cita fonti ufficiali israeliane, il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza dovrebbe avvenire nelle prime ore di lunedì mattina. Se le condizioni lo permetteranno i rilasci potrebbero iniziare già domenica sera, spiega l'emittente, sottolineando che, secondo i termini dell'accordo, tutti gli ostaggi dovranno essere restituiti entro le 12:30 di lunedì. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che "non tutti i dettagli temporali sono chiari a Israele", aggiungendo che l'incertezza sembra essere dovuta ai preparativi logistici da parte di Hamas. Il funzionario ha aggiunto che l'ora esatta sarà probabilmente nota solo poche ore prima dell'inizio della diffusione. Sono in corso colloqui con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che coordinerà il trasferimento. Si prevede, riferisce l'emittente, che i rilasci avvengano tramite un'evacuazione simultanea degli ostaggi da diverse località di Gaza o tramite il trasferimento di tutti gli ostaggi viventi da un unico punto di raccolta, in linea con quanto previsto dall'accordo.

Araghchi: “Non abbiamo fiducia nel fatto che Israele rispetterà il cessate il fuoco”

L'Iran, sostenitore di lunga data di Hamas, ha detto questa sera di non avere "alcuna fiducia" in Israele per il rispetto del cessate il fuoco a Gaza, nel secondo giorno di tregua nell'enclave palestinese.
"Non c'è assolutamente alcuna fiducia nel regime sionista", ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, sostenendo che "ci sono stati ripetuti cessate il fuoco in passato, in vari luoghi, in particolare in Libano" che sono stati "violati" da Israele. "Mettiamo in guardia contro i trucchi e i tradimenti del regime sionista", ha aggiunto Araghchi alla televisione di Stato.

Blinken ringrazia Trump, Witkoff e Kushner per cessate il fuoco

"Il presidente Trump e i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner meritano i nostri ringraziamenti per il cessate il fuoco e la rinnovata possibilità di una pace duratura". Lo afferma Antony Blinken, l'ex segretario di Stato dell'amministrazione Biden, mettendo comunque in evidenza che le sfide da affrontare. "Il presidente Trump ha un'opportunità storica, prego per il suo successo", ha messo in evidenza.

Rilascio degli ostaggi ancora a Gaza previsto per domenica notte, massimo lunedì mattina presto

Il rilascio dei rimanenti 20 ostaggi nella Striscia di Gaza e il loro trasferimento coordinato dalla Croce rossa internazionale è atteso per lunedì mattina presto, già nella notte di domenica, se le condizioni lo consentiranno, anticipano fonti israeliane citate da Channel 12. Secondo il primo punto dell'accordo fra Hamas e Israele per la tregua a Gaza, gli ostaggi devono essere rilasciati entro le 12.30 di lunedì (ora locale). "Ma a Israele non sono chiari tutti i dettagli sui tempi", ha spiegato la fonte, precisando che l'incertezza scaturisce dai preparativi logistici da parte di Hamas e non da uno slittamento intenzionale. Sarà solo poche ore prima dell'effettivo rilascio che si potrà stabilire l'ora precisa. Gli ostaggi saranno portati via o tutti insieme, dopo che saranno stati riuniti in un unico punto della Striscia - come sembra preferire Hamas in questo momento - o con trasferimenti multipli simultanei da ognuno dei punti in cui saranno rilasciati.

Witkoff nella piazza degli ostaggi, fischi per Netanyahu

"Ho sognato questa notte". Lo ha detto l'inviato Usa Steve Witkoff rivolgendosi alla folla presente alla piazza degli ostaggi di Tel Aviv, in vista dell'attesissimo rilascio dei rapiti da parte di Hamas. "È uno spettacolo struggente, sembra che ci siano quasi più di 100.000 persone qui stasera, tutti i nostri cuori battono all'unisono, riuniti qui a Tel Aviv per la pace, l'unità e la speranza in questo luogo sacro che chiamiamo Hostages Square", ha aggiunto.


"Stasera celebriamo qualcosa di straordinario, un momento che molti pensavano impossibile, eppure eccoci qui, la prova vivente che quando il coraggio incontra la convinzione, i miracoli possono accadere", ha proseguito Witkoff, che era insieme a Jared Kushner e Ivanka Trump. L'intervento di Witfoff è stato interrotto dai fischi nel passaggio in cui ha nominato Benjamin Netanyahu. "Lasciatemi solo concludere il mio pensiero", ha insistito l'alto funzionario Usa. "Ero in trincea con il primo ministro, credetemi, ha avuto un ruolo molto importante" per arrivare ad un accordo con Hamas.

Witkoff alla Piazza degli ostaggi: “Il vostro coraggio ha mosso il mondo”

"Il vostro coraggio ha mosso il mondo": lo ha detto l'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff parlando dal palco nella 'Piazza degli Ostaggi' a Tel Aviv alle famiglie dei prigionieri israeliani radunate oggi in attesa della liberazione. Witkoff, insieme a Jared Kushner, è stato accolto con applausi, prima di entrare nella biblioteca pubblica Beit Ariella per incontrare le famiglie dei rapiti. Kushner, genero del presidente Usa Donald Trump, è accompagnato dalla moglie Ivanka.

Hillary Clinton plaude a Trump per l’accordo su Gaza

L'ex segretaria di Stato Hillary Clinton plaude il suo arcinemico Donald Trump che la sconfisse alle elezioni presidenziali del 2016 al termine di una aspra campagna elettorale, per il cessate il fuoco raggiunto a Gaza, frutto della sua opera di mediazione. In una intervista a Cbs, Clinton ha detto di voler "davvero elogiare il Presidente Trump e la sua Amministrazione, così come i leader arabi della regione" per aver definito un quadro per portare a termine il compito. I negoziatori americani, ha aggiunto, "sono riusciti ad approfittare di una apertura che si è presentata e sono stati in grado di avere successo".

Witkoff e Kushner alla manifestazione per il rilascio degli ostaggi

Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, hanno partecipato a una manifestazione nella Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv organizzata dal Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi, ente che ha rappresentato le istanze dei cari di coloro che erano stati rapiti e portati a Gaza il 7 ottobre 2023, in occasione del loro rilascio, previsto entro inizio settimana prossima. I militanti di Hamas dovrebbero rilasciare 48 ostaggi, di cui 20 ritenuti vivi, nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco con Israele.

Media: “Trump in Israele 4 ore, incontrerà Netanyahu e famiglie ostaggi”

La visita prevista per lunedì in Israele del presidente degli Stati Uniti Donald Trump durerà circa quattro ore e comprenderà incontri con il primo ministro Benjamin Netanyahu e le famiglie degli ostaggi israeliani, nonché il discorso alla Knesset. Lo riporta l'emittente Channel 12, secondo cui si prevede che il tycoon atterrerà in Israele alle 9.20, ora locale, e ripartirà alle 13. All'arrivo, si terrà una breve cerimonia all'aeroporto Ben Gurion prima che Trump si rechi alla Knesset, dove, secondo quanto riferito, pronuncerà un discorso alle 11. Prima del suo discorso, Trump incontrerà Netanyahu nell'ufficio del premier alla Knesset. I due leader, riferisce ancora l'emittente, incontreranno poi le famiglie degli ostaggi.

Hamas: “Se piano di pace fallirà, ci difenderemo”

Hamas si difenderà se il piano degli Stati Uniti per porre fine alla guerra a Gaza fallisse. "Speriamo di non tornare alla guerra, ma il popolo palestinese e le forze della resistenza sicuramente useranno tutte le loro capacità per respingere un'eventuale aggressione", ha detto Hossam Badran in un'intervista all'AFP.

Idf: “Witkoff e Kushner hanno visitato la Striscia di Gaza”

L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno visitato la Striscia di Gaza nella giornata di oggi, il secondo giorno del cessate il fuoco convenuto da Israele e Hamas. Il leader dell'esercito israeliano, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, ha condotto un tour sul campo a Gaza con "l'inviato statunitense in Medio Oriente, il signor Steven 'Steve' Witkoff, il signor Jared Kushner e il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (CentCom), l'ammiraglio Brad Cooper", si apprende da una dichiarazione dell'Idf.

Hamas: “Assurdo espellere nostri membri da Gaza”

La proposta che i membri di Hamas lascino la Striscia di Gaza nell'ambito del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è "assurda". Lo ha detto Hossam Badran, membro dell'ufficio politico di Hamas, in un'intervista all'Afp. "Parlare di espellere i palestinesi, che siano membri di Hamas o meno, dalla loro terra è assurdo e senza senso", ha affermato, sottolineando che "la seconda fase del piano Trump, come è chiaro dai punti stessi, contiene molte complessità e difficoltà".

Qualora il piano dovesse fallire e la guerra a Gaza dovesse riprendere, ha aggiunto Badran, Hamas "respingerà l'aggressione" di Israele. "Speriamo di non tornare alla [guerra], ma il nostro popolo palestinese e la forza di resistenza affronteranno senza dubbio e useranno tutte le loro capacità per respingere questa aggressione se questa battaglia verrà imposta", ha asserito nel corso dell'intervista.

L'alto funzionario ha anche detto che Hamas non parteciperà alla firma formale dell'accordo di pace per Gaza in Egitto la prossima settimana, evento a cui prenderà parte anche Trump stando a quanto annunciato da lui stesso. "La questione della firma ufficiale... non saremo coinvolti", ha detto Badran, aggiungendo che Hamas "ha agito principalmente attraverso mediatori qatarioti ed egiziani" durante i colloqui per il cessate il fuoco in Egitto.

Hamas non parteciperà alla cerimonia per la firma degli accordi

Hamas non parteciperà alla cerimonia per la firma dell'accordo di pace a Gaza. Lo comunica all'AFP un dirigente di Hamas

Parroco Gaza posta foto di bimbi sorridenti: “Prima notte senza i rumori dei bombardamenti”

Il parroco di Gaza sui suoi canali social posta un'immagine di bambini sorridenti e commenta : "Dopo la prima notte senza i rumori dei bombardamenti. Grazie a Dio!".

Witkoff e Kushner alla manifestazione di stasera a Tel Aviv

L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medioriente, Steve Witkoff, sarà il primo oratore alla manifestazione in programma stasera a Hostages Square, insieme a Jared Kushner. Lo ha annunciato l'Hostage and Missing Families Forum. I due, che hanno guidato i negoziati che hanno garantito la prima fase dell'accordo, incontreranno prima le famiglie degli ostaggi. Si prevede che decine di migliaia di persone parteciperanno all'evento di stasera a Tel Aviv.

Hamas richiama 7mila miliziani a Gaza dopo ritiro Idf

Hamas ha richiamato circa 7.000 membri delle sue forze di sicurezza per riaffermare il controllo sulle aree di Gaza recentemente abbandonate dalle truppe israeliane, nominando cinque nuovi governatori, tutti con esperienza militare, alcuni dei quali in precedenza comandavano brigate del suo braccio armato per supervisionare le operazioni. Lo hanno riferito fonti locali alla Bbc. Secondo quanto riportato da Gaza, unità armate di Hamas si sono già schierate in diversi distretti, alcune indossando abiti civili e altre con le uniformi blu della polizia di Gaza.


La mobilitazione di Hamas - aggiunge l'emittente - era stata ampiamente anticipata nel contesto della crescente incertezza su chi governerà Gaza una volta terminata la guerra, una questione chiave che potrebbe complicare l'avvio della seconda fase del piano Trump, che prevede il disarmo di Hamas. Un funzionario di Hamas all'estero ha rifiutato di commentare direttamente le notizie sul dispiegamento di forze di sicurezza, ma ha dichiarato che "non possiamo lasciare Gaza in balia di ladri e milizie sostenute dall'occupazione israeliana. Le nostre armi sono legittime, esistono per resistere all'occupazione e rimarranno tali finché l'occupazione continuerà".

Nyt: “Nel bunker di Sinwar il promemoria dell’attacco del 7 ottobre”

Un promemoria di sei pagine con le istruzioni dell'attacco per l'attacco del 7 ottobre, scritto in arabo dal fratello di Muhammed Sinwar e datato 24 agosto 2022, è stato trovato dall'intelligence israeliana nel bunker che lo stesso Sinwar usava prima di essere ucciso. Il documento, condiviso con il New York Times, era in un computer non connesso ad alcuna rete e invitava i combattenti a prendere di mira soldati e comunità civili israeliani, oltre a diffondere gli atti di violenza per destabilizzare Israele. Le indicazioni erano simili alle istruzioni poi impartite il 7 ottobre da Hamas e intercettate da Israele.


Il promemoria non menzionava esplicitamente il rapimento e l'uccisione di civili, ma indicava ai combattenti di farsi largo in aree residenziali e "appiccare fuoco con la benzina". Poche ore prima del 7 ottobre un messaggio simile è stato inviato ai combattenti: "Bruciate tutto. Voglio l'intero kibutz in fiamme", aveva detto un comandante del battaglione Gaza City, secondo le intercettazioni israeliane raccolte dall'unità 8200.
Il promemoria delineava un piano per un attacco a sorpresa contro Israele, con bulldozer per aprire varchi nella recinzione che separava Gaza da Israele e l'invio di più ondate di combattenti. Al documento si sommano le intercettazioni israeliane del 7 ottobre. "Uccidete chiunque incontrate", diceva il comandante del battaglione di Jabaliya Abu Muath, esortando a "catturare ostaggi, molti ostaggi". Abu Muath poco prima dell'azione aveva chiesto ai combattenti di filmare l'attacco: "è essenziale portare droni e riprendere per l'intero mondo arabo".

Forum delle Famiglie degli ostaggi ringrazia gli israeliani: “Ce l’abbiamo fatta”

Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi, ente che ha rappresentato le istanze dei cari di coloro che erano stati rapiti e portati a Gaza il 7 ottobre 2023, ha invitato tutti gli israeliani a unirsi per una manifestazione di celebrazione questa sera a Tel Aviv in vista del rilascio dei loro familiari. "Venite a unirvi a noi in Piazza degli Ostaggi alle 20:15 stasera", scrive il Forum in un comunicato rilanciato dal Times of Israel. "Ce l'abbiamo fatta, grazie a voi", aggiunge. La prima fase dell'accordo di cessate il fuoco firmato da Israele e Hamas prevede che i 48 ostaggi rimanenti, di cui almeno 26 sono ritenuti morti, siano rilasciati entro lunedì.

Protezione civile: “In 500mila tornati a Gaza City da tregua”

La Protezione Civile della Striscia di Gaza, gestita da Hamas, ha segnalato che oltre 500.000 persone sono tornate a Gaza City da quando è entrata in vigore la prima fase del cessate il fuoco. "Più di mezzo milione di persone sono tornate a Gaza (Città) da ieri", afferma Mahmud Bassal, portavoce della Protezione Civile.

Macron in Egitto lunedì per firma accordo pace

Macron in Egitto lunedì per firma accordo pace

Esponente di Hamas: “Il disarmo è fuori discussione”

Il disarmo di Hamas, previsto nell'ambito del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza, è "fuori discussione", ha dichiarato all'AFP un alto funzionario del movimento islamista palestinese. "La proposta di consegna delle armi è fuori discussione e non è negoziabile", ha dichiarato il funzionario a condizione di anonimato. Israele e Hamas hanno raggiunto giovedì in Egitto un accordo di cessate il fuoco, entrato in vigore ieri, che prevede il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza entro 72 ore in cambio di prigionieri detenuti da Israele. Questo accordo si basa su un piano annunciato da Donald Trump alla fine di settembre per porre fine a due anni di devastante guerra nei territori palestinesi. La seconda fase di questo piano in 20 punti, al centro dei disaccordi tra Israele e Hamas, riguarda il disarmo del movimento islamista, l'esilio dei suoi combattenti e la prosecuzione del ritiro graduale di Israele da Gaza.

Wp: “Cooperazione militare Israele-paesi arabi nonostante guerra”

La cooperazione in materia di sicurezza fra gli stati arabi e Israele si è ampliata nonostante le ripetute condanne per la guerra a Gaza. Secondo quanto riporta il Washington Post, i legami militari che si sono instaurati sono stati messi in crisi dall'attacco israeliano in Qatar ma potrebbero ora svolgere un ruolo chiave nella supervisione del cessate il fuoco a Gaza. Con il sostegno degli Stati Uniti, negli ultimi tre anni alti funzionari militari di Israele e di sei paesi arabi hanno avuto una serie di incontri, incluso uno nella base americane al-Udeid in Qatar. I documenti rivelano che il collante dei rapporti è stata la minaccia posta dall'Iran. E includono cinque presentazioni PowerPoint del Centcom che descrivono la creazione die quello che l'esercito americano ha definito il 'Regional Security Construct' che, oltre al Qatar include il Bahrein, Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Il Kuwait e Oman erano identificati come "potenziali partner" informati su tutti gli incontri. Le presentazioni sono state condivise anche con l'alleanza di intelligence 'Five Eyes' e sono state redatte fra il 2022 e il 2025, prima e dopo l'inizio della guerra a Gaza.

Tajani: “Due popoli e due Paesi non è un'utopia”

"Non è un'utopia due popoli e due Paesi. I sogni bisogna trasformarli in realtà lavorando". Lo ha detto a Lazise (Verona) il segretario nazionale di Forza Italia, vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani il quale ha sottolineato che l'Italia "è stata sempre determinata.


Adesso - ha osservato - siamo ad un cessate il fuoco, dobbiamo trasformarlo in una pace vera e l'Italia farà di tutto perché ciò accada. E' un percorso lungo, non facile - ha spiegato -. La prima cosa da fare è partire con gli aiuti umanitari. Noi siamo pronti ad investire 50 milioni di euro subito e inviare gli aiuti attraverso il progetto Food for Gaza altri beni alimentari che stiamo raccogliendo. Poi parteciperemo alla ricostruzione in tanti servizi, anche nella sanità forti dell'esperienza degli interventi post terremoto. Poi ci sarà la fase della sicurezza e siamo disponibili a mandare i carabinieri e quelli che operano già a Gerico per la formazione della polizia palestinese, oppure i militari se sarà necessario". L'Italia potrà contribuire anche alla governance. "Ne ho parlato con il segretario di Stato Usa Rubio - ha rilevato Tajani - ribadendo la disponibilità dell'Italia essere protagonista in questa nuova fase".

Agenzia Israele Cogat: “Camion con aiuti entrati a Gaza”

Camion con aiuti hanno iniziato a entrare nella Striscia di Gaza, ha reso noto l'agenzia israeliana che coordina le attività del governo nei territori (Cogat) all'inizio del secondo giorno di tregua dopo la firma di un primo accordo per la fine della guerra a Gaza. Non è stato precisato quanti siano i primi camion. L'accordo prevede l'arrivo nella Striscia di 600 camion di aiuti al giorno, principalmente cibo, medicine e altri dispositivi medici, tende e coperte, combustibili e gas per le cucine da campo. La distribuzione di tali aiuti sarà operata, sempre secondo l'accordo, dalle Nazioni Unite e da altri donatori. Secondo Cogat sarà anche autorizzato l'ingresso nella Striscia di materiali essenziali per la riparazione delle infrastrutture critiche.

Israele: “Camion con gli aiuti stanno entrando a Gaza”

L'agenzia israeliana che gestisce il trasferimento degli aiuti umanitari (Cogat) ha affermato alla Cnn che oggi alcuni camion sono entrati a Gaza senza specificare l'entità. Secondo Cogat, i camion conterranno principalmente "cibo, attrezzature mediche, forniture per rifugi, nonché carburante per operazioni essenziali e gas da cucina". Saranno consentite anche le attrezzature essenziali per la riparazione delle infrastrutture critiche, ha affermato. Il Programma Alimentare Mondiale ha annunciato di aver iniziato a intensificare le sue operazioni. "Nelle prossime settimane, il Wfo aumenterà il numero di panetterie", ha aggiunto

Media: “Il valico di Rafah riaprirà martedì”

Un funzionario egiziano ha dichiarato all'emittente tv Al-Arabiya che il valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza e l'Egitto, riaprirà martedì in entrambe le direzioni. Secondo quanto riferito, la sua operatività sarà limitata all'ingresso dei palestinesi feriti per ricevere cure negli ospedali egiziani e all'uscita dei palestinesi bloccati che desiderano tornare nella Striscia di Gaza. Il funzionario ha precisato che nessun camion di aiuti umanitari entrerà attraverso il valico, poiché è destinato esclusivamente al trasporto di persone

Nyt: “Nel bunker di Sinwar il promemoria per l’attacco del 7 ottobre”

Un promemoria di sei pagine con le istruzioni dell'attacco per l'attacco del 7 ottobre, scritto in arabo dal fratello di Muhammed Sinwar e datato 24 agosto 2022, è stato trovato dall'intelligence israeliana nel bunker che lo stesso Sinwar usava prima di essere ucciso. Il documento, condiviso con il New York Times, era in un computer non connesso ad alcuna rete e invitava i combattenti a prendere di mira soldati e comunità civili israeliani, oltre a diffondere gli atti di violenza per destabilizzare Israele. Le indicazioni erano simili alle istruzioni poi impartite il 7 ottobre da Hamas e intercettate da Israele. Il promemoria non menzionava esplicitamente il rapimento e l'uccisione di civili, ma indicava ai combattenti di farsi largo in aree residenziali e "appiccare fuoco con la benzina". Poche ore prima del 7 ottobre un messaggio simile è stato inviato ai combattenti: "Bruciate tutto. Voglio l'intero kibbutz in fiamme", aveva detto un comandante del battaglione Gaza City, secondo le intercettazioni israeliane raccolte dall'unità 8200. Il promemoria delineava un piano per un attacco a sorpresa contro Israele, con bulldozer per aprire varchi nella recinzione che separava Gaza da Israele e l'invio di più ondate di combattenti. Al documento si sommano le intercettazioni israeliane del 7 ottobre. "Uccidete chiunque incontrate", diceva il comandante del battaglione di Jabaliya Abu Muath, esortando a "catturare ostaggi, molti ostaggi". Abu Muath poco prima dell'azione aveva chiesto ai combattenti di filmare l'attacco: "è essenziale portare droni e riprendere per l'intero mondo arabo"

Il capo del Centcom conferma: “Non ci saranno soldati Usa a Gaza”

Gli Stati Uniti guideranno il Centro di coordinamento civile-militare che supporterà la stabilizzazione a Gaza, ma non avranno soldati nella Striscia. Lo ha confermato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, dopo la sua visita a un avamposto dell'Idf insieme con l'inviato americano Steve Witkoff. "I figli e le figlie d'America in uniforme stanno rispondendo alla chiamata a portare la pace in Medio Oriente secondo la direzione tracciata dal Comandante in capo in questo momento storico", ha scritto in un post su X, "questo grande risultato sarà conseguito senza soldati Usa sul terreno

Protezione civile di Gaza: “Nelle prime 24 di tregua recuperati 150 cadaveri, mancano almeno 9500 dispersi”

Nelle ultime ore, la protezione civile della Striscia afferma che sono stati recuperati dalla macerie in tutta la Striscia 150 cadaveri ma mancano all'appello altre 9.500 persone considerate "disperse"

Wafa: “Diversi attacchi dei coloni a contadini in Cisgiordania”

Gruppi di coloni hanno lanciato attacchi in diversi luoghi della Cisgiordania, dove si sta svolgendo la raccolta delle olive. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che aggressioni sono avvenute a Salfit nel nord, Burqa a nord di Ramallah, nella zona di Nablus e ad Aqraba. A Salfit, i coloni hanno aggredito i contadini, li hanno picchiati e hanno distrutto numerosi veicoli, sparando per costringerli ad andarsene. Stessa situazione a Burqa, a nord di Ramallah, dove li hanno spinti a lasciare i terreni e hanno sequestrato la loro attrezzatura. Nella zona di Nablus i coloni hanno attaccato i raccoglitori di olive nel villaggio di Jurish e nella città di Aqraba Qablan, così come nella città di Qablan e nei terreni di Aqraba. Ieri, un attacco nei terreni nella zona di Beita, a sud di Nablus, ha provocato 36 feriti e circa 15 veicoli sono stati incendiati. La stagione della raccolta delle olive è segnata ogni anni da aggressioni e violenze da parte dei coloni ai danni degli agricoltori palestinesi. Come riporta Wafa, dal 7 ottobre 2023 i coloni hanno effettuato un totale di 7.154 attacchi, facendo 33 morti in Cisgiordania. Secondo la Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti, sono anche stati danneggiati o distrutti un totale di 48.728 alberi, tra cui 37.237 ulivi

Media: gli ospedali israeliani si preparano per l’arrivo degli ostaggi

Israele si sta preparando a ricevere i 20 ostaggi a Gaza che si ritiene siano vivi, "prima di mezzogiorno ora locale di lunedì". Lo scrivono i corrispondenti della Bbc. "Uno degli ospedali destinati ad accoglierli ha organizzato una prova generale con attori che fingevano di essere ostaggi, e ha simulato una serie di scenari diversi", riporta invece Nbc News. Al loro arrivo in ospedale, secondo le fonti, il primo passo sarà il ricongiungimento con le famiglie.
Ci sono altri 26 ostaggi che si ritiene siano deceduti, mentre sono incerte le condizioni di altri due.

Media: in Cisgiordania diversi attacchi dei coloni contro i contadini

Gruppi di coloni hanno lanciato attacchi in diversi luoghi della Cisgiordania, dove si sta svolgendo la raccolta delle olive. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che aggressioni sono avvenute a Salfit nel nord, Burqa a nord di Ramallah, nella zona di Nablus e ad Aqraba.
A Salfit, i coloni hanno aggredito i contadini, li hanno picchiati e hanno distrutto numerosi veicoli, sparando per costringerli ad andarsene. Stessa situazione a Burqa, a nord di Ramallah, dove li hanno spinti a lasciare i terreni e hanno sequestrato la loro attrezzatura. Nella zona di Nablus i coloni hanno attaccato i raccoglitori di olive nel villaggio di Jurish e nella città di Aqraba Qablan, così come nella città di Qablan e nei terreni di Aqraba. Ieri, un attacco nei terreni nella zona di Beita, a sud di Nablus, ha provocato 36 feriti e circa 15 veicoli sono stati incendiati. La stagione della raccolta delle olive è segnata ogni anni da aggressioni e violenze da parte dei coloni ai danni degli agricoltori palestinesi. Come riporta Wafa, dal 7 ottobre 2023 i coloni hanno effettuato un totale di 7.154 attacchi, facendo 33 morti in Cisgiordania. Secondo la Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti, sono anche stati danneggiati o distrutti un totale di 48.728 alberi, tra cui 37.237 ulivi.

Idf: ucciso sospetto a Jenin accusato di aver lanciato una bomba contro i militari

L'esercito israeliano (Idf) ha comunicato di aver ucciso un "terrorista" che "ha lanciato un ordigno esplosivo contro i soldati" nella zona di Jenin, in Cisgiordania, stando a quanto riportano diversi media israeliani. Secondo l'agenzia palestinese Wafa, la vittima è Mohammad Adnan Salameh, 25 anni, ucciso durante un'incursione militare nell'area.

Lunedì a Sharm firmano Trump e i mediatori: assenti Israele e Hamas

L'accordo su Gaza sarà firmato lunedì pomeriggio a Sharm el Sheikh tra il presidente americano Donald Trump e i mediatori (Egitto, Qatar e Turchia), mentre non ci sarà alcun rappresentante israeliano e di Hamas. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate, secondo cui l'accordo "si basa sulle lettere di principio fornite separatamente da Israele, Hamas e i mediatori". Alla cerimonia sono stati invitati tra i Paesi europei Italia (ci sarà la premier Giorgia Meloni), Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Grecia e Ue. Per i Paesi arabi e islamici: Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Emirati arabi, Egitto, Giordania, Pakistan, Indonesia

Protezione civile: “In 300mila tornati a Gaza City dopo la tregua”

La protezione civile della Striscia, gestita da Hamas, stima che "300mila palestinesi" siano tornati a Gaza City dall'inizio della tregua, ma lamenta che non ci sono abbastanza tende o case per accogliere gli sfollati. Nelle ultime ore, si afferma, sono stati recuperati dalla macerie in tutta la Striscia 150 cadaveri ma mancano all'appello altre 9.500 persone considerate "disperse"

Sopravvissuto al festival Nova il 7 ottobre si suicida: “Non ce la faccio più”

Due anni dopo l'attacco del 7 ottobre nel quale è rimasto ferito e ha perso la compagna Mepal Adam, il 30enne Roy Shalev si è suicidato. Lo riporta Yedioth Ahronoth. Il giovane, che in quel giorno si trovava al Nova Festival con la compagna 26enne, rimasta uccisa dai terroristi di Hamas, è stato trovato senza vita ieri in un'auto in fiamme vicino alla spiaggia di Poleg a Netanya. Lascia un padre, un fratello e una sorella. La madre si è suicidata poco dopo il massacro del 7 ottobre. In un post su Instagram poche ore prima aveva lasciato un messaggio, chiedendo perdono: "Mi dispiace davvero, non riesco più a sopportare questo dolore. Nessuno di voi mi capirà mai e va bene così, perché non potete capire. Voglio solo che questa sofferenza finisca. Sono vivo, ma dentro tutto è morto". Familiari e amici avevano lanciato l'allarme e attivato la polizia. Sempre sul suo profilo, in occasione del secondo anniversario del 7 ottobre, aveva postato delle foto dal sito del Nova Festival commemorando la morte della compagna e di oltre 340 giovani. Nel post parlava del "dolore che non passa con il tempo" e "quest'anno sono pieno di dolore anche più dell'anno scorso"

Sconforto dei palestinesi al ritorno: “Non è rimasto più niente”

Il ritorno dei palestinesi a casa, dopo il cessate il fuoco, è carico di sconforto e desolazione. Molti sono arrivati a Gaza City per valutare i danni e decidere se le loro famiglie potranno tornare ma si trovano ad affrontare una realtà dura e straziante. "Non è rimasto più nulla", è il racconto ad Al Jazeera. I palestinesi hanno detto di non aver trovato nulla dei loro quartieri e delle zone che un tempo chiamavano casa, non riescono nemmeno a riconoscerle. Molte famiglie hanno anche affermato di non potersi permettere l'elevato prezzo del ritorno al nord, perché due anni di guerra israeliana hanno privato le famiglie di ogni possibile fonte di reddito. Stessa desolazione a Khan Yunis. Secondo il sindaco della città, l'80% del governatorato di Khan Yunis è distrutto. Circa 400.000 tonnellate di macerie ricoprono le strade della città, ha aggiunto Alaa al-Din al-Batta. Un totale di 136 tra parchi, giardini, piazze pubbliche e rotatorie sono stati rasi al suolo e distrutti, ha aggiunto. "Abbiamo inviato nove squadre sul campo per ripulire le strade, ma abbiamo urgente bisogno di mezzi pesanti a causa dell'enorme quantità di detriti che bloccano le strade", ha dichiarato in una conferenza stampa, ripresa dalla Cnn

Stampa estera (Fpa): “Israele riapra subito Gaza ai giornalisti”

I giornalisti internazionali in Israele hanno chiesto che ai reporter venga concesso l'accesso immediato a Gaza dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco rapidamente negoziato, unendo il loro appello alla lunga lista di organizzazioni mediatiche internazionali che chiedono la libertà di stampa nel territorio palestinese devastato. Lo riporta il Guardian. In una dichiarazione rilasciata venerdì, l'Associazione della Stampa Estera (Fpa), citata dal Guardian, ha esortato Israele ad "aprire immediatamente le frontiere e consentire ai media internazionali un accesso libero e indipendente alla Striscia di Gaza", ora che le ostilità sono cessate. L'organizzazione ha inoltre osservato che la Corte Suprema israeliana dovrebbe ascoltare le argomentazioni il 23 ottobre, "dopo oltre un anno in cui allo Stato è stato consentito di ritardare la sua risposta". Dal 7 ottobre 2023, Israele impedisce ai giornalisti internazionali di entrare a Gaza e di documentare la guerra; ai pochi è consentito entrare sotto stretta supervisione militare, tramite visite guidate organizzate dalle Forze di difesa israeliane. I media internazionali hanno fatto affidamento sui giornalisti e sugli operatori dei media palestinesi a Gaza, nonché sui contatti con singoli civili palestinesi, personale delle agenzie umanitarie e operatori sanitari. Tuttavia, giornalisti e operatori dei media palestinesi sono i più a rischio al mondo, con 197 vittime di attacchi israeliani negli ultimi due anni, secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj)

Hamas: “Israele ha cambiato 100 nomi nella lista dei detenuti”

"Israele ha cambiato quasi 100 nomi di prigionieri che voleva rilasciare. Ha modificato l'intera lista in modo astuto e sofisticato". E' quanto denunciato da una fonte di Hamas a Yedioth Ahronoth, accusando il premier israeliano Benjamin Netanyahu di averla "trasformata in una questione politica di ampio respiro in Israele". Il gruppo militante palestinese lo ha capito "ma non c'era scelta"

Media: “Il rilascio degli ostaggi potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì”

Il rilascio degli ostaggi ancora detenuti a Gaza potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì, ora locale, secondo una fonte bene informata citata dalla Cnn. Il momento esatto del rilascio non è ancora definito e potrebbe ancora cambiare, ma questa tempistica garantirebbe che gli ostaggi vengano liberati prima dell'arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Israele lunedì. Il termine di 72 ore per il rilascio scade lunedì a mezzogiorno, ora locale. Dei 48 ostaggi rimasti, si ritiene che 20 siano ancora vivi

Ue: “Pronti a contribuire alla pace, forniremo aiuti a Gaza”

"L'Ue è pronta a contribuire all'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto di Gaza attraverso la varietà di strumenti a sua disposizione, sulla base del suo impegno di lunga data e del suo sostanziale sostegno alla pace nella regione. L'Ue continuerà a sostenere la fornitura rapida, sicura e senza ostacoli di aiuti umanitari, lavorando in stretta collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite e le Ong internazionali, e in conformità con il diritto internazionale". Lo ha sottolineato l'Alto Rappresentante Kaja Kallas in una dichiarazione a nome dell'Ue

Media: “Hamas arresta collaboratori a Gaza”

Il network al Quds, affiliato a Hamas, afferma che il gruppo ha lanciato una campagna di arresti a Gaza per "colpire la rete di traditori e collaboratori". Secondo le fonti, citate da Ynet, gli arresti sono stati compiuti nel nord della Striscia e hanno preso di mira gruppi rivali di Hamas

Onu: “Ok da Israele, da domani aiuti dentro Gaza”

L'Onu ha ricevuto il via libera da Israele per iniziare a far entrare massicci aiuti a Gaza a partire da domenica: lo afferma un funzionario delle Nazioni Unite all'Associated Press. Gli aiuti includono 170.000 tonnellate che sono già state posizionate in Paesi vicini come Giordania ed Egitto. Nelle ultime 24 ore, funzionari delle Nazioni Unite e autorità israeliane hanno avviato una serie di discussioni sul volume di aiuti che le organizzazioni umanitarie possono portare e attraverso quali punti di ingresso. Le organizzazioni umanitarie come l'Unicef si dicono pronte a inviare aiuti: "Speriamo che tutti i valichi vengano aperti"

Lunedì Sánchez in Egitto per la firma dell’accordo su Gaza

Il presidente del Consiglio spagnolo, Pedro Sánchez, parteciperà alla cerimonia della firma dell'Accordo per porre fine alla guerra a Gaza lunedì 13 ottobre a Sharm El-Sheikh, in Egitto. Lo riportano fonti del governo spagnolo. L'evento, previsto per mezzogiorno, vedrà la partecipazione anche degli Stati Uniti, dei principali paesi arabi e di diversi paesi europei.

Media: “Summit di pace in Egitto presieduto da Sisi e Trump”

La cerimonia di lunedì per la firma dell'accordo di pace tra Israele e Hamas sarà copresieduta dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e da quello americano Donald Trump. Lo scrivono i media del Cairo, secondo i quali sono stati ufficialmente invitati i leader di Germania, Francia, Regno Unito, Qatar, Emirati arabi, Giordania, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Indonesia. L'Italia sarà rappresentata dalla premier Giorgia Meloni.
Il vertice, previsto a Sharm el Sheikh, è stato ieri al centro di un colloquio telefonico preparatorio tra il ministro degli Esteri del Cairo, Badr Abdel Aty, e l'omologo Usa Marco Rubio

Media: “Israele non rilascerà due medici palestinesi”

Israele non rilascerà, nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi a Gaza, due medici palestinesi detenuti. Lo ha dichiarato alla Cnn una fonte di Hamas. Il pediatra palestinese Dr. Hussam Abu Safiya, arrestato dalle forze israeliane lo scorso anno, non verrà rilasciato. "L'occupazione si è rifiutata di rilasciare il Dr. Hussam Abu Safiya", ha dichiarato alla Cnn un funzionario di Hamas. Anche il Dr. Marwan Al Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza, non verrà liberato, ha aggiunto il funzionario. Il medico era stato arrestato nell'enclave a luglio, secondo il Ministero della Salute palestinese. Come parte dell'accordo raggiunto mercoledì, Hamas deve rilasciare i restanti 48 ostaggi, 20 dei quali si ritiene siano ancora vivi. Israele deve liberare 250 prigionieri palestinesi condannati all'ergastolo, così come 1.700 palestinesi di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre 2023. Israele ha arrestato Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, insieme ad altre 240 persone durante un raid nella struttura medica nel dicembre 2024, sostenendo che Hamas la stesse utilizzando come centro di comando. L'esercito ha affermato di sospettare che Abu Safiya fosse un membro di Hamas

Hamas: “No al disarmo completo né a Blair a capo di Gaza”

Hamas è disposta a farsi da parte a favore di un organismo palestinese che governi Gaza dopo la guerra, ma rimarrà "sul campo" e non accetterà il completo disarmo. Lo ha affermato Bassem Naim, un alto funzionario del gruppo militante palestinese, in un'intervista a Sky News

Media: “Iniziato il trasferimento dei prigionieri palestinesi”

L'Idf ha iniziato a trasferire i prigionieri di sicurezza palestinesi che verranno rilasciati nell'ambito dell'accordo di pace di Trump: lo afferma la tv pubblica israeliana Kan. I detenuti saranno rilasciati da diverse prigioni: quelli rilasciati a Gaza o deportati attraverso il valico di Rafah sono stati trasferiti al carcere di Ketziot, mentre quelli che saranno rilasciati in Cisgiordania, 100 secondo le stime, saranno trasferiti al carcere di Ofer

Trump: “Hamas sta radunando adesso gli ostaggi da liberare”

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che Hamas sta attualmente radunando gli ostaggi da liberare, aggiungendo che "si trovano in luoghi piuttosto difficili". Quanto al piano di pace, dopo l'approvazione della prima fase, ha detto che "per in linea di massima c'è consenso" fra le parti su come funzioneranno le fasi successive, ma ha riconosciuto che "alcuni dettagli devono ancora essere definiti". Lo scrive Bbc

Tajani: “Siamo pronti con i nostri militari a partecipare alla missione di pace”

"Siamo pronti a partecipare con i nostri militari ad una missione di pace e sicurezza, con le nostre imprese a ricostruire Gaza partendo da scuole e ospedali". E' quanto scrive il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel post su X in cui riferisce del suo colloquio telefonico con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sottolineando che "Il governo italiano sarà pienamente impegnato al fianco degli Stati Uniti e degli altri partner europei e regionali per contribuire a creare le giuste condizioni di stabilità". "L'Italia continuerà nel suo impegno umanitario per assistere la popolazione palestinese e lavorerà per garantire la sicurezza di Israele" afferma ancora Tajani

Minacce Houthi a Israele dopo un raid Idf in Libano

Hezam al-Asad, membro dell'ufficio politico dei ribelli yemeniti filo-iraniano Houthi, ha lanciato minacce contro Israele dopo un raid dell'Idf contro infrastrutture di Hezbollah nel Libano meridionale, in cui è morto un uomo e altri sette sono rimasti feriti. "I sionisti stanno attaccando la zona di Al-Musila, nel Libano meridionale. Sembra che vogliano tornare nei rifugi", ha scritto su X in ebraico, facendo riferimento ai missili e droni lanciati dallo Yemen verso Israele

Libano: “Odioso attacco israeliano contro strutture civili, un morto e sette feriti”

Il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato oggi gli attacchi notturni contro "strutture civili" nel sud del Paese che, secondo il ministero della Salute, hanno causato un morto e sette feriti. "Ancora una volta, il sud del Libano è bersaglio di un odioso attacco israeliano contro strutture civili. Senza alcuna giustificazione né pretesto. Ma la gravità di quest'ultima aggressione risiede nel fatto che essa avviene dopo l'accordo di cessate il fuoco a Gaza", ha affermato. L'esercito israeliano ha annunciato di aver "colpito e smantellato infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel sud del Libano

Media: “200 soldati Usa in Israele per monitorare la tregua”

Durante la notte, "truppe statunitensi hanno iniziato ad arrivare in Israele come parte di una forza che contribuirà a supervisionare il cessate il fuoco a Gaza": lo scrive Abc News citando due funzionari. La squadra, di 200 unità, arriverà nel fine settimana dagli Stati Uniti e da altre basi in Medio Oriente. L'ammiraglio Brad Cooper, capo del comando centrale delle forze armate statunitensi, è arrivato ieri in Israele

Media: nuovi aiuti a Gaza, a giorni riapre valico Rafah

Domani entreranno nella Striscia di Gaza nuovi aiuti umanitari e altri beni di prima necessità, incluso il carburante. Lo ha annunciato un alto funzionario di Hamas, riporta Haaretz.
Secondo le indiscrezioni, i mediatori hanno chiesto alla Israel Electric Corporation di prepararsi a riprendere la fornitura di energia elettrica all'enclave palestinese. E' inoltre prevista, a metà della settimana prossima, la riapertura del valico di Rafah al transito di civili in entrambe le direzioni.

Idf: “Colpite e smantellate strutture Hezbollah in sud Libano”

"L'Idf ha colpito e smantellato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah nella zona del Libano meridionale, dove erano presenti macchinari utilizzati per ricostruire le infrastrutture terroristiche nell'area in cui si trovavano". E' quanto rendono noto su Telegram le forze armate israeliane.

Hamas: non accetteremo dominio straniero a Gaza

Hamas, la Jihad Islamica e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno diffuso una nota nella quale affermano che non accetteranno, nel quadro del piano di pace, nessun "dominio straniero" nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani. "Il governo di Gaza è una questione dei palestinesi", si legge nella dichiarazione delle milizie, che hanno però salutato con favore l'impegno per la ricostruzione manifestato dal numerosi Paesi. I movimenti islamisti hanno sottolineato che finora è stato raggiunto un accordo "sull'applicazione della prima fase" del piano e hanno promesso di continuare a lavorare per la liberazione dei prigionieri palestinesi che non verranno liberati sulla base dell'accordo con Tel Aviv.

Media arabi: “19 palestinesi morti nonostante il cessate il fuoco”

Diciannove palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore nei continui attacchi aerei israeliani in tutta la Striscia, nonostante l'annunciato accordo di cessate il fuoco, mentre una persona è deceduta per le ferite riportate in un precedente attacco. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Secondo le stesse fonti, 16 persone sono state uccise quando aerei da guerra israeliani hanno bombardato una casa di proprietà della famiglia Ghabboun nel sud di Gaza City. Due palestinesi sono stati uccisi anche in un attacco aereo a sud di Khan Younis, sempre nel sud di Gaza.

Hamas insiste con Israele: 'Rilasciate anche Barghouti'

Un alto funzionario di Hamas afferma che il gruppo terroristico è in contatto con i mediatori riguardo a diversi leader terroristici palestinesi che Israele ha rifiutato di liberare nell'ambito dell'accordo mediato dagli Stati Uniti, tra cui Marwan Barghouti e Ahmad Saadat. E' quanto si legge sul Times of Israel. "Il movimento (Hamas) insiste sul loro rilascio e i negoziati sono ancora in corso", ha dichiarato Mousa Abu Marzouk alla rete televisiva Al-Jazeera. Marzkouk afferma che Israele ha respinto diversi altri nomi proposti. Alla domanda se tra questi figurassero Abdullah Barghouti, Hassan Salama, Ibrahim Hamed e Abbas al-Sayyed, ha risposto: "Sì. Questi sono i nomi più importanti che l'occupazione rifiuta sempre".

Al via scarcerazione detenuti palestinesi da scambiare

La polizia israeliana ha iniziato a scarcerare i detenuti palestinesi da scambiare con gli ostaggi israeliani prigionieri a Gaza, come previsto dal piano di pace. Lo riferisce Ynet. Centinaia di agenti stanno trasferendo quasi duemila persone da cinque diverse prigioni in strutture dalle quali usciranno liberi 250 condannati all'ergastolo e 1.700 gazawi arrestati dopo gli attentati del 7 ottobre.

Trump: “Ostaggi a casa lunedì, Hamas li sta radunando”

Gli ostaggi israeliani prigionieri a Gaza "torneranno lunedì" e "Hamas li sta radunando in questo momento". Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nello Studio Ovale. "Ci sono circa 28 morti, alcuni stanno venendo recuperati mentre parliamo", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, che nei prossimi giorni visiterà Israele, dove parlerà alla Knesset, e l'Egitto. "Tutti vogliono che questo accordo avvenga. C'è consenso sulle prossime fasi del piano per Gaza", ha concluso Trump.

Media: ”Un giovane palestinese ucciso da Israele a Jenin”

Un giovane palestinese è stato ucciso e un adolescente è rimasto ferito dagli spari delle forze israeliane ieri sera nella città di Jenin, secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs). Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa.
La ;;Prcs ha dichiarato che le sue squadre hanno trasportato il corpo di un giovane, ucciso dopo essere stato colpito all'addome e al collo da proiettili veri delle forze israeliane.

Trump: credo che il cessate il fuoco reggerà

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso fiducia nella tenuta del cessate il fuoco a Gaza tra Israele e il movimento islamista Hamas. "Reggerà. Credo che reggerà. Sono stanchi di combattere", ha dichiarato ai cronisti Trump, che ha confermato l'intenzione di recarsi questo fine settimana in Israele e in Egitto. (AGI)Rus

Trump, c'è consenso anche su gran parte fase due piano per Gaza

"C'è consenso" anche su "gran parte" della fase due del Piano per Gaza. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca.

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