La Casa Bianca sul Nobel a Machado: “La politica anteposta alla pace”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – La Casa Bianca lamenta che il Nobel ha messo la politica davanti alla pace, ma anche se le cose stessero così, non sarebbe stata facile una scelta più trumpiana di Maria Corina Machado. Parlandoci qualche tempo fa, lei aveva infatti accusato il regime di Maduro di «collusione col narcotraffico, riciclaggio di denaro sporco, collegamenti con gruppi terroristici islamici». Alla domanda se si riferisse alle voci secondo cui le Farc usano il territorio venezuelano per il traffico di droga, aveva risposto così: «Non sono voci, ci sono le prove. Il regime ha consentito ai ranghi più alti dei militari e del governo di essere coinvolti personalmente in questa attività. Oggi il Venezuela è il veicolo principale per portare la droga colombiana in Europa e Usa».
Così la leader dell’opposizione aveva anticipato le decisioni prese da Trump, quando qualche settimana fa ha chiuso il dialogo con Caracas e iniziato a bombardare le imbarcazioni dei narcos che fanno rotta verso gli Usa navig…
NEW YORK – La Casa Bianca lamenta che il Nobel ha messo la politica davanti alla pace, ma anche se le cose stessero così, non sarebbe stata facile una scelta più trumpiana di Maria Corina Machado. Parlandoci qualche tempo fa, lei aveva infatti accusato il regime di Maduro di «collusione col narcotraffico, riciclaggio di denaro sporco, collegamenti con gruppi terroristici islamici». Alla domanda se si riferisse alle voci secondo cui le Farc usano il territorio venezuelano per il traffico di droga, aveva risposto così: «Non sono voci, ci sono le prove. Il regime ha consentito ai ranghi più alti dei militari e del governo di essere coinvolti personalmente in questa attività. Oggi il Venezuela è il veicolo principale per portare la droga colombiana in Europa e Usa».
Così la leader dell’opposizione aveva anticipato le decisioni prese da Trump, quando qualche settimana fa ha chiuso il dialogo con Caracas e iniziato a bombardare le imbarcazioni dei narcos che fanno rotta verso gli Usa navigando nel mare dei Caraibi. Riferendosi ai terroristi, Maria Corina aveva poi aggiunto: «Ad esempio Hezbollah. I servizi segreti europei e americani hanno le prove che il regime ha scambiato risorse con questi gruppi per anni». E vedremo le conseguenze di queste accuse, ora che il capo della Casa Bianca deve far funzionare il suo accordo a Gaza.
Arrivato alla Casa Bianca, Trump aveva tentato il dialogo con Maduro, incaricando l’inviato speciale Richard Grenell di gestire i contatti diplomatici, che avevano ottenuto la liberazione di alcuni cittadini americani detenuti. La vera sostanza che si aspettava il presidente però non è arrivata, anche se il leader venezuelano ha promesso alle compagnie americane accesso alle sue ingenti risorse petrolifere e minerarie. Quindi il capo della Casa Bianca ha ordinato a Grenell di interrompere le comunicazioni, mentre il Pentagono spostava a Porto Rico dieci aerei F-35 per dare la caccia ai narcos. Il 2 settembre è stata bombardata la prima imbarcazione dei trafficanti, seguita poi da altri tre attacchi il 15, il 19 e il 3 ottobre.
Secondo fonti informate, Washington valuta l’uso della forza contro il Venezuela legandolo al contrasto del traffico di droga e alla delegittimazione del regime di Maduro. Il dipartimento dalla Giustizia ha elaborato un parere che autorizza attacchi letali contro cartelli della droga e soggetti collegati, ritenuti una minaccia imminente agli Usa. Washington non ha chiarito i dettagli della "fase due" militare, ma conduce operazioni anche con tecnologia canadese. La Casa Bianca ribadisce la posizione ferma: Maduro è illegittimo.
Caracas denuncia presunti piani di "falsa bandiera" per attaccare l’ambasciata Usa con esplosivi e giustificare lo scontro. Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha confermato che Washington è stata informata e ha preso sul serio la minaccia. Maduro intanto accelera l’addestramento della Milizia popolare, anche reclutando civili senza esperienza. Secondo alcuni analisti si tratta più di una mossa simbolica che di reale deterrenza, ma col rischio di una proliferazione incontrollata delle armi.
Nonostante la retorica anti-Usa, Maduro cerca canali di dialogo, con offerte di cooperazione contro gruppi criminali e guerriglieri, oltre al settore energetico, ma Trump ha chiuso la porta. Gli Usa offrono taglie da 50 milioni di dollari per la cattura di Maduro, e 25 per Cabello e il ministro della Difesa Vladimir Padrino López.
Prima di questa escalation, Machado ci aveva detto di auspicare il coinvolgimento della Santa Sede: "Credo che il Vaticano abbia un importante ruolo da svolgere, perché è un’istituzione molto rispettata in Venezuela. Perciò prego per il suo operato".