Madagascar, in corso un colpo di Stato dei militari. Applausi dai manifestanti della Gen Z
di Leonardo MartinelliIn Madagascar è in corso un colpo di Stato da parte di un contingente dell’esercito, che potrebbe mettere fine a breve al potere del presidente Andry Raojelina, ormai contestatissimo da giorni dai giovani, che dal 25 settembre scorso scendono in piazza, in uno dei paesi più poveri del mondo, sotto la spinta del movimento Gen Z. Già ieri, sabato, per le strade di Antananarivo, la capitale, i soldati del Corpo armato dei personali e dei servizi amministrativi e tecnici (Capsat) avevano raggiunto su loro veicoli militari la piazza del 13 maggio, fulcro delle manifestazioni, dove erano stati accolti dagli applausi dei giovani, che intanto scandivano slogan contro Rajoelina e ne chiedevano le dimissioni. Ebbene, stamani lo stesso contingente ha assicurato di aver preso il controllo delle forze armate.
In una dichiarazione video, diffusa sui social, il contingente ha affermato che “ormai gli ordin…
In Madagascar è in corso un colpo di Stato da parte di un contingente dell’esercito, che potrebbe mettere fine a breve al potere del presidente Andry Raojelina, ormai contestatissimo da giorni dai giovani, che dal 25 settembre scorso scendono in piazza, in uno dei paesi più poveri del mondo, sotto la spinta del movimento Gen Z. Già ieri, sabato, per le strade di Antananarivo, la capitale, i soldati del Corpo armato dei personali e dei servizi amministrativi e tecnici (Capsat) avevano raggiunto su loro veicoli militari la piazza del 13 maggio, fulcro delle manifestazioni, dove erano stati accolti dagli applausi dei giovani, che intanto scandivano slogan contro Rajoelina e ne chiedevano le dimissioni. Ebbene, stamani lo stesso contingente ha assicurato di aver preso il controllo delle forze armate.
In una dichiarazione video, diffusa sui social, il contingente ha affermato che “ormai gli ordini dell’esercito, che siano terrestri, aeree o militari, emanano dal nostro quartier generale”. Ironia della sorte: nel 2009 questa unità, situata alla periferia della capitale, si era già ammutinata al momento di una rivolta popolare, che aveva portato al potere proprio Raojelina, allora giovane speranza della politica malgascia (che rimase al potere fino al 2014 e vi è ritornato nel 2018). In precedenza, stamani, il presidente aveva dichiarato che era in corso “un tentativo illegale e con la forza di prendere il potere” da parte del Capsat. La dichiarazione è stata pubblicata sul conto Facebook della presidenza.
Rajoelina è apparso in pubblico l’ultima volta in un incontro, organizzato al palazzo presidenziale, con i rappresentanti della società civile, gli insegnanti, gli studenti e gli esponenti del mondo dello sport: un tentativo di dialogo, boicottato da Gen Z. Da quel giorno non si sa con certezza dove si trovi.
Ancora stamani, la gendarmeria, accusata di violenze nella repressione delle proteste (22 i morti secondo l’Onu, dall’inizio del movimento), ha postato un video dove riconosce “sbagli ed eccessi nei nostri interventi”. “Noi siamo qui per proteggere, non per terrorizzare”, hanno aggiunto i vertici del corpo, sottolineano che “ormai tutti gli ordini verranno dal quartiere generale della gendarmeria”. Insomma, hanno scaricato Rajoelina.
Lunedì, per calmare le acque, il presidente aveva nominato un nuovo primo ministro, il generale Ruphin Zafisambo, sconosciuto ai più nel paese: aveva chiesto di ricoprire il ruolo a diversi civili, ma nessuno avrebbe accettato. La piazza contesta Rajoelina, al pari del suo consigliere ombra, Mamy Ravatomanga, soprannominato il “vicepresidente” (ma ormai i due sarebbero in rotta). Il legame fra i due uomini risale al putsch del 2009, quando Rajoelina (che allora aveva appena 33 anni ed era sindaco di Antananarivo, ma era conosciuto soprattutto per il suo talento come Dj) sostituì il presidente Marc Ravalomanana, con il sostegno dell’esercito. Già quel colpo di Stato era avvenuto sulla scia delle proteste dei giovani, che chiedevano le stesse cose di oggi, una seria battaglia contro la miseria, oltre a sradicare la corruzione e le collusioni fra lo Stato e gli interessi privati di alcuni privilegiati. Ma da allora la situazione non è cambiata.
Con molta ironia, i malgasci parlano di Emmanuel Macron come dell’”altro presidente francese”, facendo allusione al fatto che anche Rajoelina lo sia: si era visto accordare la nazionalità francese da Parigi nel 2014, come garanzia di protezione, quando aveva dovuto lasciare una prima volta il potere.