Meloni: “A Gaza successo di Trump, auguro lo stesso su Kiev”
L'accordo su Gaza "è un grande successo di Donald Trump, gliene auguriamo altri, a partire dall'Ucraina". Così la premier Giorgia Meloni a margine del summit su Gaza in Egitto.
Servizi segreti tedeschi: “Esiste un pericolo concreto di conflitto con Mosca”
I servizi segreti tedeschi hanno lanciato un avvertimento sulla Russia, che sarebbe pronta a "entrare in conflitto militare diretto con la Nato", prima del 2029. "Mosca ritiene di avere possibilità realistiche di espandere la propria zona di influenza verso ovest. Per raggiungere questo obiettivo, la Russia non esiterà, se necessario, a entrare in conflitto militare diretto con la Nato", ha dichiarato Martin Jäger, presidente del Servizio federale di intelligence (Bnd), ascoltato dalla commissione di controllo parlamentare, al Bundestag.
Zelensky: “Sicurezza europea solida solo con fine guerra”
"Solo ponendo fine a questa guerra della Russia contro l'Ucraina e garantendo in modo affidabile la nostra sicurezza sarà possibile rendere sufficientemente solida la sicurezza di tutta l'Europa". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Zelensky.
Trump accoglierà Zelensky alla Casa Bianca il 17 ottobre
Il presidente Usa Donald Trump accoglierà venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca. Lo ha confermato il presidente ucraino in una conferenza stampa a Kiev dopo alcune indiscrezioni riportate dall’agenzia Axios. “Ho anche altri incontri che sono importanti per me – ha dichiarato – con alcune aziende militari ma non voglio rivelare i dettagli. E avrò, tra l'altro, degli incontri con le aziende energetiche".
Rutte: “Se la Russia fosse così idiota da attaccarci, sarebbe guerra aperta tra la Russia e la Nato”
Se la Russia fosse "così idiota" da attaccare la Nato, la "guerra" che ne seguirebbe sarebbe molto "diversa" da quella che infuria in Ucraina da oltre tre anni e mezzo. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, oggi durante l'assemblea parlamentare dell'Alleanza a Lubiana. "Speriamo che non accada mai - ha affermato - ma se la Russia fosse così idiota da attaccarci, sarebbe guerra aperta tra la Russia e la Nato. Sarebbe diversa dalla guerra tra Russia e Ucraina, per molte ragioni che non posso approfondire ora, perché non vogliamo dare loro vantaggi informativi, ma sarebbe diversa", ha concluso.
Merz: “Trump ora usi la sua influenza anche sulla Russia”
"Abbiamo la speranza che l'influenza esercitata dal presidente americano su tutte le parti in queste regione, possa essere esercitata insieme a noi anche sul governo russo. Non possiamo dimenticare che a poche ore di aereo da qui c'è una guerra da 3 anni e mezzo della Russia contro l'Ucraina". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a margine del summit in Egitto. "Vorrei approfittare oggi per parlare di nuovo col presidente di cosa possiamo fare insieme per chiudere questa guerra. Da qui arriva il segnale che quando la comunità mondiale si mette insieme è possibile, ma non deve essere possibile solo qui", ha concluso.
Zelensky: “Tregua a Gaza è straordinaria, ora determinazione dei leader anche per noi”
Volodymyr Zelensky plaude alla "straordinaria" tregua raggiunta a Gaza: "Se un cessate il fuoco e la pace sono stati raggiunti in Medio Oriente, la leadership e la determinazione degli attori globali può certamente operare anche per noi in Ucraina", ha affermato. "Quando la pace viene raggiunta in una regione del mondo, porta più speranza per la pace in altre regioni", ha aggiunto.
Trump: “Ora ci concentriamo sulla Russia, risolveremo”
"Ora ci concentreremo sulla Russia, risolveremo la situazione". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump nel suo lungo discorso alla Knesset.
Mosca: “Preso il controllo di due villaggi nell’Ucraina orientale”
Il ministero della Difesa russo sostiene che le sue truppe abbiano preso il controllo di due villaggi in Ucraina orientale: Borivska Andriyivka, nella regione di Kharkiv, e un altro paesino nella regione di Donetsk che il dicastero russo chiama "Moskovskoe". Lo riporta la Tass. Le dichiarazioni delle autorità russe non sono verificabili in modo indipendente.
Cremlino: nessun accordo su telefonata Putin-Trump
Al momento non ci sono accordi su una telefonata tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Durante una conversazione con i giornalisti, a Peskov è stato chiesto di commentare le dichiarazioni di Trump, che ha espresso la sua intenzione di discutere con Putin il possibile trasferimento dei missili Tomahawk all'Ucraina. "In effetti, a giudicare dalle notizie, Trump ha menzionato tale possibilità. Non ci sono ancora accordi chiari su una telefonata. Non appena saranno disponibili, la conversazione avrà luogo. Ci sono tutte le opportunità per organizzare una telefonata del genere il più rapidamente possibile", ha assicurato Peskov.
Medvedev: “L’invio dei Tomahawk a Kiev finirebbe male anche per Trump”
La fornitura di missili americani Tomahawk all'Ucraina "potrebbe finire male per tutti, e prima di tutto per lo stesso Trump". Lo scrive sui social media Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. Ieri, dopo aver parlato per la seconda volta al telefono in due giorni con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il capo della Casa Bianca ha evocato la possibilità di consegnare a Kiev i missili da crociera con un raggio d'azione di 2.500 chilometri "se la guerra non è risolta". "È stato detto cento volte in modo comprensibile anche per il tizio a stelle e strisce che distinguere l'assetto nucleare dei Tomahawk da quello convenzionale in volo è impossibile", afferma Medvedev. E comunque, aggiunge, i lanci sarebbero effettuati non dai militari ucraini, "ma proprio dagli Usa, leggi: da Trump". "Come deve rispondere la Russia?", chiede ancora l'ex presidente. "Resta da sperare - conclude Medvedev - che si tratti di un'altra minaccia vuota, causata da negoziati prolungati con un pagliaccio sotto l'effetto della cocaina (Zelensky, ndr). Tipo l'invio di sottomarini atomici più vicino alla Russia".
Kallas: “Dieci milioni per il Tribunale speciale sui crimini di guerra”
"Le prove dei crimini di guerra della Russia in Ucraina sono evidenti. I crimini impuniti incoraggiano solo nuove atrocità. Oggi, stiamo fornendo i primi 10 milioni di euro per il Tribunale Speciale per garantire che i responsabili dei crimini di aggressione non sfuggano alla giustizia". Lo annuncia l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, in conferenza stampa a Kiev.
Rutte: “I nuovi missili russi possono colpire capitali europee in minuti”
"I rischi per la nostra sicurezza sono aumentati: la nuova generazione di missili russi può raggiungere le capitali europee in pochi minuti. Il potere dirompente dei droni, i sabotaggi delle infrastrutture sottomarine, la sicurezza del cyberspazio: tutto questo ci riguarda, a est come a ovest". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel suo intervento all'assemblea parlamentare dell'Alleanza a Lubiana. "Di fronte a queste sfide alla nostra sicurezza, vediamo ancora una volta quanto sia essenziale lavorare insieme all'interno della Nato. Quando si tratta delle violazioni sconsiderate e pericolose del nostro spazio aereo da parte della Russia, abbiamo visto che la risposta della Nato è stata rapida ed efficace", ha aggiunto.
Zelensky: “Gli obiettivi dei missili Tomahawk sarebbero solo militari”
Kiev utilizzerà i missili americani a lungo raggio Tomahawk "solo contro obiettivi militari" russi e non sui civili. Lo ha assicurato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un commento all'emittente Fox News ieri sera, nel giorno del suo ultimo colloquio telefonico con il leader della Casa Bianca, Donald Trump. "Nonostante tutto il nostro dolore per la perdita di soldati e famiglie e bambini, non abbiamo mai colpito civili e questa è la grande differenza tra l'Ucraina e la Russia - ha detto Zelensky – per questo se parliamo di missili a lungo raggio, parliamo solo di obiettivi militari". Ieri, il presidente ucraino aveva definito la sua conversazione con Trump "molto produttiva", sottolineando che nel colloquio si era discusso del rafforzamento della "difesa aerea, della resilienza e delle capacità a lungo raggio" dell'Ucraina.
In fiamme il terminal petrolifero in Crimea
Un incendio di grandi dimensioni si è sviluppato al terminal petrolifero di Feodosia, in Crimea, dopo il raid di un drone ucraino, il secondo contro il sito in pochi giorni (un primo attacco al terminal risale al sei di questo mese), ha confermato il governatore della regione Sergei Aksyonov. Il terminal Jsc è uno dei due che operano nella penisola sul Mar Nero, il principale e quello con maggiori capacità di immagazzinamento, ed è considerato cruciale per il rifornimento dei militari russi dispiegati al fronte a 250 chilometri di distanza. Sempre secondo Aksyonov, l'attacco non ha provocato vittime.
Mosca: l’oppositore Kara-Murza nell'elenco dei ricercati
Mosca ha inserito Vladimir Kara-Murza, tra gli ex prigionieri politici russi più celebri, nella lista dei ricercati. Come riporta il sito indipendente Mediazona, l'iniziativa arriva dal ministero dell'Interno; Kara-Murza è considerato "agente straniero" in patria. Non è nota l'accusa specifica per cui il politico ora è ricercato dalle autorità russe. Condannato a una lunga pena detentiva in Russia, Kara-Murza il 1 agosto 2024 è stato rilasciato nell'ambito di un maxi scambio di prigionieri tra Russia e Occidente. Nel 2023, dopo l'inizio della guerra in Ucraina, il tribunale della città di Mosca condannò il giornalista e oppositore a 25 anni di carcere con l'accusa di "fake news" sulla guerra, partecipazione a un'organizzazione indesiderata e tradimento. Il politico si era espresso apertamente contro l'invasione russa dell'Ucraina.
Kallas a Kiev per colloqui sugli aiuti
L'alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas è tornata a Kiev per colloqui focalizzati sugli aiuti che l'Ue intende continuare a fornire al Paese in guerra con la Russia. "Gli ucraini - dice via social - ispirano il mondo con il loro coraggio. La loro resilienza richiede il nostro pieno sostegno. Oggi sono a Kiev per colloqui sul sostegno finanziario e militare, sulla sicurezza del settore energetico ucraino e sulla richiesta alla Russia di rispondere dei suoi crimini di guerra".
Kiev: “Abbiamo colpito 5 tank russi e il più grande deposito di petrolio in Crimea”
Droni ucraini hanno colpito nella notte il più grande deposito di petrolio russo nella città di Feodosia, in Crimea, innescando un enorme incendio, e cinque carri armati. Lo ha riferito al Kyiv Independent una fonte del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu). Video condivisi sui social mostrano un vasto incendio e un denso fumo nero che si levava dal deposito. I residenti hanno riferito che il bagliore dell'incendio era visibile da diverse parti della città. La fonte ha affermato che è stata colpita anche una sottostazione elettrica a Feodosia e un'altra a Simferopol. "La Sbu continua a ridurre sistematicamente la capacità militare, logistica ed economica del nemico di muovere guerra all'Ucraina", ha aggiunto.
Interruzioni di corrente in 7 regioni ucraine dopo i raid russi
Il ministero dell'Energia ucraino ha annunciato interruzioni di corrente in almeno sette regioni nel nord, est, centro e sud del Paese, a seguito degli attacchi russi alla rete energetica. "A causa della difficile situazione del sistema energetico causata dagli attacchi russi questa mattina sono state attuate interruzioni di corrente di emergenza nelle regioni di Kharkiv, Sumy, Poltava, Donetsk, Dnipropetrovsk, Zaporizhia (per i consumatori industriali) e Kirovograd", ha affermato il ministero in un comunicato.
Lukashenko: “L’Ucraina potrebbe cessare di esistere come Stato”
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha dichiarato in un'intervista che, a suo avviso, l'Ucraina potrebbe "cessare di esistere come Stato" a meno che il presidente Volodymyr Zelensky "non si sieda, non negozi e non agisca con urgenza". Come riporta Kiev Independent, Lukashenko ha dichiarato di aver in precedenza attribuito la colpa ai leader europei per il mancato raggiungimento di un accordo, ma ora ritiene che "il problema non sia negli Stati Uniti né nella Russia ma piuttosto in Volodymyr Zelensky". Ha affermato che si dovrebbe esercitare una forte pressione sul presidente ucraino per imporre decisioni "appropriate". "Bisogna agire con urgenza", ha detto Lukashenko. "La Russia sta avanzando in prima linea, e lo dico responsabilmente, perché lo osservo ogni giorno, e potrebbe portare alla scomparsa dell'Ucraina come Stato". Ha poi affermato che la situazione era "molto grave" e ha sollecitato un dialogo immediato per evitare un'ulteriore escalation. "Vorrei che il presidente dell'Ucraina ascoltasse i miei suggerimenti e capisse che nessuno porterà felicità all'Ucraina se non gli stati slavi".
Mosca, 103 droni ucraini abbattuti nella notte su regioni russe
Il Ministero della Difesa di Mosca afferma che nella notte le difese aeree hanno abbattuto 103 droni ucraini sul territorio russo, riporta l'agenzia di stampa Tass
Trump, potrei mandare Tomahawk a Kiev se guerra non risolta
Con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "Abbiamo parlato di armi, che sono inviate alla Nato. Abbiamo parlato delle armi di cui hanno bisogno.
Abbiamo parlato di Tomahawk. Potrei dire a Putin che se la guerra non è risolta potremmo inviare i Tomahawk”, ha detto Trump.
Zelensky sente Trump per la seconda volta in due giorni
"Ho appena parlato con il presidente degli Stati Uniti - per la seconda volta in due giorni - e anche la conversazione di oggi è stata molto produttiva". Lo scrive in un post sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ieri abbiamo concordato una serie di argomenti da discutere oggi, e abbiamo coperto tutti gli aspetti della situazione: difesa della vita nel nostro Paese, rafforzamento delle nostre capacità - nella difesa aerea, resilienza e capacità a lungo raggio. Abbiamo anche discusso molti dettagli relativi al settore energetico", scrive il leader ucraino, aggiungendo che Donald Trump "è ben informato su tutto ciò che sta accadendo", che i due hanno "concordato di continuare il nostro dialogo" e che i rispettivi team stanno "facendo i preparativi". Stando a quanto rivelato da Axios, ieri i due leader avevano discusso della possibilità che Washington fornisca a Kiev gli ambiti missili a lungo raggio Tomahawk, tema su cui Trump si starebbe avvicinando a una decisione. Secondo la testata è in programma un viaggio a Washington di una delegazione ucraina di alto livello, guidata dal capo di gabinetto di Zelensky Andriy Yermak e dalla premier Yulia Svyrydenko, la prossima settimana.
Allarme del Cremlino per i Tomahawk: “Momento drammatico di escalation”
La possibilità che gli Stati Uniti acconsentano a rifornire l'Ucraina di missili Tomahawk a lungo raggio è un tema "di estrema preoccupazione". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov al giornalista della televisione di stato russa Pavel Zarubin, in dichiarazioni pubblicate oggi e riprese da diversi media internazionali. "Ora è davvero un momento molto drammatico in termini del fatto che le tensioni si stanno intensificando da tutte le parti", ha aggiunto. Stando a quanto rivelato da Axios, il tema è stato discusso dai presidenti di Usa e Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, nel corso della loro telefonata di ieri. Oggi i due si sono sentiti di nuovo, con Zelensky che ha definito "molto produttiva" anche l'ultima conversazione
Allarme del Cremlino per i Tomahawk: “Momento drammatico di escalation”
La possibilità che gli Stati Uniti acconsentano a rifornire l'Ucraina di missili Tomahawk a lungo raggio è un tema "di estrema preoccupazione". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov al giornalista della televisione di stato russa Pavel Zarubin, in dichiarazioni pubblicate oggi e riprese da diversi media internazionali. "Ora è davvero un momento molto drammatico in termini del fatto che le tensioni si stanno intensificando da tutte le parti", ha aggiunto. Stando a quanto rivelato da Axios, il tema è stato discusso dai presidenti di Usa e Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, nel corso della loro telefonata di ieri. Oggi i due si sono sentiti di nuovo, con Zelensky che ha definito "molto produttiva" anche l'ultima conversazione