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Germania, la ministra ebrea: “Con l’Afd al governo emigrerei”. E l'ultradestra: “Fai le valigie”

Friedrich Merz e Karin Prien 

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A Karin Prien, la prima rappresentante di origine ebraica in un esecutivo tedesco dal dopoguerra, ha replicato il viceportavoce del partito di estrema destra. Con parole inquietanti
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BERLINO – E’ una vicenda inquietante, che la dice lunga sulla vera natura dell’Afd, l’ultradestra tedesca che si dichiara ufficialmente amica di Israele e del popolo ebraico ma che nasconde tra i suoi parlamentari e sostenitori miriadi di estremisti di destra e neonazisti. La ministra dell’Istruzione, Karin Prien, ha dichiarato che “se l’Afd dovesse mai esprimere un cancelliere, lascerei la Germania. Non sarebbe più il mio Paese”.

Chi è Karin Prien

La ministra Cdu ha reso pubbliche soltanto nel 2016 le sue origini ebraiche, dalla scorsa primavera è la prima ministra tedesca dichiaratamente ebrea del dopoguerra. Prien parla ancora della decisione di rendere pubbliche le sue radici come della “più difficile” della su…

BERLINO – E’ una vicenda inquietante, che la dice lunga sulla vera natura dell’Afd, l’ultradestra tedesca che si dichiara ufficialmente amica di Israele e del popolo ebraico ma che nasconde tra i suoi parlamentari e sostenitori miriadi di estremisti di destra e neonazisti. La ministra dell’Istruzione, Karin Prien, ha dichiarato che “se l’Afd dovesse mai esprimere un cancelliere, lascerei la Germania. Non sarebbe più il mio Paese”.

Chi è Karin Prien

La ministra Cdu ha reso pubbliche soltanto nel 2016 le sue origini ebraiche, dalla scorsa primavera è la prima ministra tedesca dichiaratamente ebrea del dopoguerra. Prien parla ancora della decisione di rendere pubbliche le sue radici come della “più difficile” della sua vita: una parte della sua famiglia fu sterminata nei campi di concentramento, e Prien è nata ad Amsterdam perché i suoi nonni materni erano emigrati negli anni Trenta nei Paesi Bassi per sfuggire alle persecuzioni del Terzo Reich.


La reazione dell’Afd ha suscitato enorme sconcerto. Il parlamentare Martin Hess, che è anche viceportavoce del partito al Bundestag, ha invitato Prien “a fare le valigie”. Il suo collega dell’Assia, Jochen K. Roos le ha augurato “buon viaggio” e ha aggiunto, sarcastico, “in bocca al lupo!”.

Antisemitismo in crescita

Prien aveva cercato in realtà di lanciare l’allarme sull’antisemitismo crescente in Germania. La ministra aveva denunciato l’incapacità dello Stato di proteggere a sufficienza “gli ebrei dagli attacchi che subiscono per strada”. E ha espresso rammarico per il fatto che lo Stato non riesca più a “impedire il fatto che gli ebrei ormai non osino più mostrarsi come tali in pubblico”. Prien stessa ha ammesso di nascondere sempre più spesso la stella di David. Accade sempre più di frequente che “ebrei riconoscibili, ad esempio attraverso la kippa, vengano insultati, riempiti di sputi, aggrediti”.

Tra il 2022 e il 2024 le aggressioni antisemite in Germania sono aumentate da 2.641 a oltre seimila, sono quasi triplicate secondo dati ufficiali del governo. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di attacchi che provengono da estremisti di destra, in misura molto minore da attivisti di sinistra o da radicali islamici. Ovvio che Prien e la comunità ebraica siano preoccupati. E invece di rassicurarla, l’Afd ha confermato i suoi timori più cupi.

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