“Scimmie” e “Quelli dell’anguria”: le chat razziste dei giovani repubblicani su Telegram
di Massimo BasileNew York - Nella loro chat su Telegram dicevano di essere preoccupati dalle conseguenze. “Se salta fuori siamo spacciati”. Intanto continuavano a scrivere e a chiamare i neri “quelli dell’anguria” e “scimmie”, fantasticare su stupri “epici” e invocare la camera a gas per ebrei e oppositori. “Amo Hitler”, scrivevano. Gli autori erano giovani dirigenti americani del Partito repubblicano, adoratori di Charlie Kirk, l’attivista suprematista morto in un attentato a settembre. La loro chat è finita proprio lì dove temevano: è diventata pubblica e aperto un caso. E’ stato il sito Politico a pubblicare le conversazioni. Quasi tremila pagine di chat, di cui facevano parte una dozzina di elementi, tra millennial e generazione Z, di New York, Kansas, Arizona e Vermont. I file vanno dai primi di gennaio alla metà di agosto.
La storia ha provocato dimissioni e dichiarazioni pubbliche di scuse, oltre a prese di distanza dei vertici del partito, ma non di tutti. Il vicepresidente J. D. Vance ha accu…
New York - Nella loro chat su Telegram dicevano di essere preoccupati dalle conseguenze. “Se salta fuori siamo spacciati”. Intanto continuavano a scrivere e a chiamare i neri “quelli dell’anguria” e “scimmie”, fantasticare su stupri “epici” e invocare la camera a gas per ebrei e oppositori. “Amo Hitler”, scrivevano. Gli autori erano giovani dirigenti americani del Partito repubblicano, adoratori di Charlie Kirk, l’attivista suprematista morto in un attentato a settembre. La loro chat è finita proprio lì dove temevano: è diventata pubblica e aperto un caso. E’ stato il sito Politico a pubblicare le conversazioni. Quasi tremila pagine di chat, di cui facevano parte una dozzina di elementi, tra millennial e generazione Z, di New York, Kansas, Arizona e Vermont. I file vanno dai primi di gennaio alla metà di agosto.
La storia ha provocato dimissioni e dichiarazioni pubbliche di scuse, oltre a prese di distanza dei vertici del partito, ma non di tutti. Il vicepresidente J. D. Vance ha accusato i Dem di commettere “atti più gravi” di una chat. William Hendrix, vicepresidente dei Kansas Young Republicans, chiamava “negri” gli afroamericani. E’ stato mandato via. Bobby Walker, vicepresidente dei giovani repubblicani dello Stato di New York, aveva definito “epico” lo stupro. Silurato.
Peter Giunta, presidente della stessa organizzazione, anche lui rimosso dall’incarico, a giugno sosteneva che tutti quelli che avessero votato contro la sua candidatura a presidente dell’organismo nazionale - 15 mila membri, tra i 18 e i 40 anni - sarebbero “finiti nelle camere a gas”. “Creerò - aveva promesso - uno dei più grandi metodi di tortura psicologica mai conosciuti dall’uomo. Vogliamo solo veri credenti”. Tutti timorati di Dio, la croce ben in vista come molti esponenti del governo guidato da Donald Trump, considerato l’evangelista dell’America cristiana suprematista. “Possiamo sistemare le docce? - scrivevano - le camere a gas non si adattano all’estetica di Hitler”. “Sono pronto a vedere la gente bruciare adesso”, aveva commentato un altro. “Dobbiamo fingere di voler loro bene - scriveva Joe Maligno, consulente legale, anche lui allontanato - ‘Ehi, entra, fai una bella doccia e rilassati’. Boom, morti”.
Dicono fosse “umorismo nero”, ma i file pubblicati raccontano otto mesi di dialoghi “rivoltanti”, come hanno detto i democratici. Alcuni lavoravano nel governo Trump. Uno è senatore statale nel Vermont. Resta il segnale di una diffusa cultura razzista, antisemita e misogina, alimentata da Trump, dai conduttori televisivi e influencer trumpiani. In un altro scambio, il presidente dei giovani conservatori del Kansas, Alex Dwyer, aveva annunciato che il gruppo avrebbe votato “la persona più a destra” per guidare l’organizzazione nazionale. “Grande, amo Hitler”, aveva commentato Giunta. Gli altri avevano risposto postando cuoricini.