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Zelensky ha tolto la cittadinanza al sindaco di Odessa. Ecco perché

(reuters)

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Trukhanov accusato di avere un passaporto russo, ma lui nega. C’è chi rimprovera al presidente di abusare dei poteri previsti dalla legge marziale per far fuori i suoi avversari politici
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha revocato la cittadinanza ucraina a uno dei suoi rivali, il sindaco di Odessa Gennadij Trukhanov. Lo ha fatto sulla base di un controverso rapporto dei Servizi segreti secondo cui il primo cittadino della terza città più grande del Paese possedeva illegalmente un passaporto russo.

La privazione della cittadinanza è un potere concesso al presidente dalla legge marziale, la stessa che lo mantiene in carica nonostante il suo mandato politico quinquennale sia scaduto da un anno e mezzo. E in base alla legge ucraina, la revoca della cittadinanza è incompatibile con il governo della pubblica amministrazione di una città: il potere del sindaco decade.

Ai cittadini ucraini non è permesso avere doppia cittadinanza. Ma Trukhanov ha negato ogni accusa in un video: “Non ho mai richiesto un passaporto russo, e non ne ho mai ricevuto uno. Sono cittadino ucraino. I cittadini della ex Unione sovietica ricevevano automaticamente il passaporto in determinate c…

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha revocato la cittadinanza ucraina a uno dei suoi rivali, il sindaco di Odessa Gennadij Trukhanov. Lo ha fatto sulla base di un controverso rapporto dei Servizi segreti secondo cui il primo cittadino della terza città più grande del Paese possedeva illegalmente un passaporto russo.

La privazione della cittadinanza è un potere concesso al presidente dalla legge marziale, la stessa che lo mantiene in carica nonostante il suo mandato politico quinquennale sia scaduto da un anno e mezzo. E in base alla legge ucraina, la revoca della cittadinanza è incompatibile con il governo della pubblica amministrazione di una città: il potere del sindaco decade.

Ai cittadini ucraini non è permesso avere doppia cittadinanza. Ma Trukhanov ha negato ogni accusa in un video: “Non ho mai richiesto un passaporto russo, e non ne ho mai ricevuto uno. Sono cittadino ucraino. I cittadini della ex Unione sovietica ricevevano automaticamente il passaporto in determinate circostanze, ma nessuna di queste mi riguarda. I poteri di primo cittadino cessano quando il Consiglio comunale approva la rimozione, fino ad allora resterò in carica e mi appellerò alla Corte suprema. E se non basterà, ricorrerò alla Corte europea dei diritti umani”.

Un’immagine del passaporto è stata mostrata dalla Sbu, che nel 2016 non aveva trovato prove di questa vecchia accusa a Trukhanov. Un’accusa che ora, in tempo di guerra, sottende il tradimento: il passaporto sarebbe stato emesso a dicembre del 2015 e scadrebbe tra meno di due mesi. Ma sfruttando ancora una volta il potere che gli è concesso dalla legge marziale, stamattina il presidente Zelensky ha già creato l'Amministrazione militare di Odessa con un decreto pubblicato sul sito web dell’Ufficio presidenziale.

Trukhanov ha una biografia ad alto voltaggio: tre figli, primo incarico lavorativo come guardia giurata, dirigente della Federazione nazionale ucraina di thai boxe dal 1995, con il suo fisico da picchiatore era considerato agli ordini di un boss della mala locale, Alexander Angert, coinvolto nel traffico di droga. Le ombre sul suo passato si estendono ai sospetti e alle accuse legate al contrabbando di armi e munizioni con i separatisti filorussi della Transnistria moldava. Dal 2000 entra nel team di sicurezza del presidente della Lukoil in Ucraina, e la sua vita cambia.

Quattro anni dopo inizia la carriera politica militando nel Partito delle Regioni dell’ultimo presidente filorusso, Viktor Yanukovich, che verrà cacciato dalla rivoluzione di Maidan. Un partito oggi vietato. Ma la stella di Trukhanov continua a brillare. Diventato sindaco di Odessa proprio nel 2014, viene rieletto l’anno successivo e quindi confermato nel nuovo Paese nato dalla rivoluzione. Nel 2019 prova persino a farsi eleggere presidente, con il suo partito Trust Deeds, ma il risultato alle urne è pessimo.

Da sindaco di Odessa - la più italiana tra le città ucraine, dove il nazionalismo al potere nel Paese è più flebile – Trukhanov difende i diritti di chi parla il russo, e chiede rispetto per i veterani della Seconda guerra mondiale che combatterono il nazismo sotto le insegne dell’Armata rossa. “Si è opposto a scelte politiche come la ridenominazione delle strade e la rimozione di statue associate alla Russia imperiale – scrive il New York Times - essendo Odessa, una città fortemente influenzata dall'Impero russo, piena di tali simboli”. Intanto però si assicura maxi appalti per molti milioni di dollari su progetti infrastrutturali vinti dalla impresa edile Rost, intestata alla figlia, e finisce più volte nel mirino della Nabu e dei suoi ispettori anti corruzione. Ci sarebbe anche il suo nome nei Panama Papers, tra i beneficiari di conti di aziende offshore nelle Isole Vergini britanniche. Nulla di nuovo sotto il sole ucraino: il nome del presidente Zelensky che oggi gli cancella la cittadinanza figura invece nei Pandora Papers, come titolare di società offshore con base a Cipro.

L’affondo di Zelensky contro Trukhanov guarda ben oltre il passato controverso del sindaco di Odessa. Prima il presidente ha fatto piazza pulita dei suoi principali rivali politici spedendo il suo potenziale competitor elettorale più pericoloso, il generale Zaluzhny, come ambasciatore a Londra, e congelando i conti bancari dell'ex presidente Petro Poroshenko sconfitto nel 2019. Poi ha lanciato una crescente campagna di attacchi contro i sindaci più influenti di partiti rivali al suo, tra cui il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, che lo ha accusato di abusare della legge marziale per annullare le decisioni del suo Consiglio comunale. Più volte e in modo crescente Zelensky ha accusato Klitschko di non avere protetto a dovere la città e ripristinato le sue infrastrutture energetiche dagli attacchi russi con missili e droni, accuse ribadite proprio nei giorni scorsi. E sono accuse analoghe a quelle mosse al sindaco di Odessa, che secondo Zelensky e i suoi uomini non solo è stato inefficace nel proteggere Odessa e nel mitigare i distacchi di corrente, ma avrebbe responsabilità anche nel disastro dovuto alle recenti inondazioni che hanno fatto una strage nel territorio.

“Il nostro presidente è al potere da sei anni e solo ora ha scoperto all'improvviso che Trukhanov avrebbe la cittadinanza russa - dice Oleksii Potapskyi, presidente del partito di opposizione Solidarietà Europea a Odessa - questa è una repressione politica, non ha nulla a che fare con la democrazia”. Sarebbe cioè una mossa contro il partito dei sindaci, una minaccia in caso di elezioni che il presidente sa di dover lanciare rapidamente in caso di una fine politica del conflitto con un cessate il fuoco prolungato.

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