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[[(Video) Sàar: “Il valico di Rafah sarà aperto domenica”]]Sàar: “Il valico di Rafah sarà aperto domenica”
Hamas ribadisce: “Trovare i corpi degli ostaggi richiede tempo”
Hamas ha nuovamente affermato in una dichiarazione ufficiale che la restituzione dei corpi di altri ostaggi richiederà tempo. "Alcuni si trovano in tunnel distrutti da Israele e altri rimangono sotto le macerie degli edifici bombardati. Il recupero dei corpi di altri ostaggi richiede attrezzature per la rimozione dei detriti, impossibili da trasportare a causa del divieto israeliano", ha affermato Hamas, aggiungendo di voler rimanere fedele all'accordo.
Trump: “Se si dovrà far fuori Hamas non andranno gli Usa”
Donald Trump ha chiarito il suo post in cui ha minacciato i miliziani di Hamas di "andare lì e farli fuori" se continueranno a uccidere. "Qualcuno andrà se necessario, ma non saremo noi: non serve", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca, lasciando intendere però che sarà lui a prendere la decisione e a dare il suo sostegno.
Netanyahu: “Se non riceveremo i corpi da Hamas agiremo di conseguenza”
"So esattamente quanti corpi Hamas sta trattenendo e, se non li riceveremo, Israele saprà come agire di conseguenza". Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una discussione sull'attuazione dell'accordo e sul ritorno dei corpi degli ostaggi. Lo riporta Ynet.
Trump: “Mi aspetto che Hamas onori i suoi impegni”
Mi aspetto che "Hamas onori l'impegno" che si è assunto. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale riguardo all'impegno di Hamas per la restituzione dei corpi degli ostaggi. "Hanno detto che si comporteranno bene, ma se non lo faranno ce ne occuperemo", ha aggiunto il presidente.
Netanyahu sente Trump sui progressi nel recupero dei corpi a Gaza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, subito dopo un incontro sulla sicurezza dedicato al tema del recupero dei corpi degli ostaggi dalla Striscia di Gaza. Fonti a Gerusalemme - citate da Ynet - hanno definito la chiamata "positiva e cordiale". Durante il colloquio i due leader hanno discusso dei progressi nel processo d'individuazione e restituzione dei dispersi e dell'avanzamento della prima fase del piano operativo. Il presidente Trump ha sostenuto Netanyahu nelle sue decisioni riguardo al proseguimento delle operazioni israeliane e alle misure di risposta in caso di mancato recupero dei corpi mancanti.
Tajani: “Unificazione Palestina impossibile con Hamas”
"Dobbiamo cacciare gli estremisti da Gaza e da Israele e allo stesso tempo dobbiamo lavorare per l'unificazione della Palestina. Per noi è impossibile sotto il controllo di Hamas". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la conferenza Med Dialoghi Mediterranei, a Napoli. "Naturalmente, il nostro obiettivo è che due popoli, due Stati vivano in pace, ma è importante cacciare Hamas e le sue armi. La smilitarizzazione di Hamas è cruciale se vogliamo ricostruire la Palestina", ha precisato il ministro.
Casa Bianca: “I dem stanno con Hamas, tacciono dopo che Trump ha liberato la Palestina”
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha lanciato un duro attacco contro il Partito Democratico, accusandolo di sostenere "terroristi di Hamas, immigrati illegali e criminali violenti". "È a loro che il Partito Democratico si rivolge", ha dichiarato a Fox News. Leavitt ha inoltre criticato i manifestanti pro-palestinesi, affermando che "ora tacciono" perché "non sopportano il presidente Trump". "Dove sono finiti tutti i manifestanti per la 'libertà della Palestina'? È stato il presidente Trump a liberare letteralmente la Palestina", ha spiegato.
Trump: “Se Hamas continua a uccidere persone a Gaza dovremo intervenire e farli fuori”
"Se Hamas continua a ammazzare persone a Gaza non avremo altra scelta se non quella di ucciderli". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo Truth, facendo riferimento ai video circolati delle uccisioni di massa da parte dei miliziani affermando che "questo non fa parte dell'accordo".
Trump: “La pace in Medio Oriente aiuterà a raggiungere una tregua in Ucraina”
Dopo il suo colloquio con l'omologo russo, Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è detto convinto che "il successo in Medio Oriente", ovvero l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, "sarà d'aiuto nel nostro negoziato per portare a termine la guerra tra Russia e Ucraina".
Il ministro Sàar:”Israele non è isolato, invitato da Italia e da molti altri”
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar ha negato che Israele sia isolato dalla comunità internazionale per la guerra a Gaza. "Sono stato invitato qui dal governo italiano", ha detto intervenendo all'undicesima edizione dei Med Dialogues, a Napoli, e "ho un problema ora, gestire tutti gli inviti che sto ricevendo, l'ho detto al mio staff". Più che altro, ha affermato, quella di Israele è "una posizione di minoranza all'interno della comunità internazionale".
Israele condivide con i mediatori informazioni sugli ostaggi deceduti a Gaza
Israele ha condiviso informazioni di intelligence sulla posizione di alcuni corpi di ostaggi deceduti nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito un funzionario israeliano citato dalla Cnn. Finora i miliziani hanno restituito i resti di nove ostaggi, restano a Gaza i corpi di altri 19. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha chiarito in un post su X che i miliziani di Hamas "hanno la possibilità di restituire tutti gli ostaggi morti, ma scelgono di non farlo. È una situazione grave".
Tajani: “Presenza Israele-Anp ai Med emblema della speranza di pace”
Il ministro Antonio Tajani ha avuto due incontri con il collega israeliano Gideon Saar e con la ministra degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian durante i Med Dialogues a Napoli. Tajani, riferisce la Farnesina, ha espresso la sua gratitudine a entrambi per la loro partecipazione ai Med, "una presenza che è emblematica di una nuova fase di speranza per la pace in Medio Oriente e per un futuro di coesistenza basato sul Piano Trump. Quello di Napoli è il primo evento dopo il cessate-il-fuoco ad ospitare nella stessa cornice i ministri israeliano e palestinese, a conferma dell'impegno italiano a sostegno del dialogo tra i popoli"
Turchia invia a Gaza 81 esperti per trovare i corpi degli ostaggi
La Turchia ha inviato una squadra di 81 esperti della protezione civile (Afad) nella Striscia di Gaza che avranno il compito di facilitare l'individuazione dei corpi dei 19 ostaggi israeliani che Hamas deve restituire a Israele.
La squadra turca è formata da personale esperto in interventi post terremoto ed è capace di utilizzare strumenti che facilitano l'individuazione di corpi. Gli uomini della protezione civile turca avranno anche il compito di coordinare la rimozione delle macerie e compiere un primo sopralluogo per stabilire le aree in cui montare container in cui far alloggiare la popolazione civile della Striscia. A confermare la partenza della squadra un funzionario del Ministero degli Esteri citato dai media turchi. La medesima fonte ha escluso in questa fase l'intervento di personale militare. La squadra turca ha ottenuto il via libera delle autorità israeliane. Una circostanza non scontata, alla luce dei pessimi rapporti tra i governi dei due Paesi. Gli 81 turchi prenderanno parte all'interno di una task force cui partecipano Stati Uniti, Israele, Egitto, Qatar e la Croce Rossa internazionale. La missione arriva in un momento delicatissimo. Israele accusa Hamas di non rispettare gli accordi, che in questa fase prevedevano la liberazione di ostaggi e prigionieri e la consegna dei cadaveri. L'organizzazione palestinese ha dichiarato ad avere difficoltà a individuare i corpi finiti sotto le macerie causate dalle bombe israeliane. Un ritardo che mette a repentagli la tenuta dell'intesa
Il figlio di Barghouti: “Mio padre picchiato dalle guardie israeliane”
Marwan Barghouti è stato picchiato dalle guardie israeliane durante un trasferimento dal carcere di Ganot, nel sud, a quello di Megiddo, nel nord d'Israele. E' quanto ha denunciato Arab Barghouti, il figlio del noto prigioniero palestinese, sostenendo che il 14 settembre "otto guardie hanno iniziato a picchiarlo fino a farlo svenire". A trasmettere la notizia fuori dal carcere sono stati altri cinque detenuti che erano con il padre, ha aggiunto Arab Barghouti, riferendo che Marwan ha avuto "alcune costole rotte e (gli altri cinque detenuti) hanno detto che quando è arrivato al carcere di Megiddo, sono rimasti scioccati nel vedere che riusciva a malapena a camminare". "Non ha potuto camminare per giorni" a causa di ciò, ha aggiunto. Un portavoce del servizio penitenziario israeliano ha smentito la notizia, definendola "falsa". Le autorità carcerarie "operano nel rispetto della legge, garantendo al contempo la sicurezza e la salute di tutti i detenuti", ha affermato. Da oltre vent'anni Barghouti è rinchiuso in carcere, scontando diverse condanne all'ergastolo per attacchi mortali contro israeliani. Alto dirigente del partito Fatah, è spesso descritto dai suoi sostenitori come il 'Mandela palestinese'. Il suo nome era stato inserito da Hamas nella lista dei prigionieri palestinesi da rilasciare nello scambio con Israele ma è stato respinto
Media: “Un undicenne ucciso dall’Idf vicino a Hebron”
Un bambino di 11 anni, Bahjat al-Halaq, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dall’Idf poco fa nel villaggio di al-Rihiya, a sud di Hebron, in Cisgiordania. Lo scrivono media palestinesi. L’Idf non ha commentato
Sondaggio, in Israele cresce il partito di Netanyahu Likud
Se in Israele le elezioni si tenessero oggi, il partito Likud del premier Benjamin Netanyahu otterrebbe 34 seggi, secondo un sondaggio condotto da Zman Yisrael, il sito in lingua ebraica gemello del Times of Israel, che segna un drastico aumento del sostegno al premier dopo il rilascio degli ostaggi ancora vivi e il cessate il fuoco a Gaza. Questo è il miglior risultato che il Likud abbia ottenuto in qualsiasi sondaggio elettorale dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dallo scoppio della guerra a Gaza. Al contrario, il nuovo partito dell'ex premier Naftali Bennett, considerato il principale rivale di Netanyahu alle prossime elezioni, otterrebbe solo 20 seggi se le elezioni si tenessero oggi. L'aumento dei numeri del Likud significa che i partiti appartenenti alla coalizione otterrebbero 59 seggi in un nuovo turno elettorale, solo uno in meno rispetto alla maggioranza di 60 seggi richiesta per formare un governo. Il blocco sionista anti-Netanyahu, guidato da Bennett, otterrebbe 53 seggi, mentre la lista di sinistra Hadash-Ta'al e la lista araba unita Ra'am ne otterrebbero otto in totale. Il terzo partito più grande nella Knesset dopo Likud e Bennett 2026 sarebbe Yisrael Beytenu di Avigdor Liberman, con 10 seggi. Poi ci sarebbe il partito ultra-ortodosso Shas con nove seggi e il partito Haredi United Torah Judaism con sette
Hamas: “Israle ha violato la tregua, 24 morti da venerdì”
Hamas ha accusato Israele di aver violato il cessate il fuoco a Gaza "uccidendo almeno 24 persone" da venerdì. Lo riferisce Reuters, citando un alto funzionario del gruppo militante palestinese secondo il quale un elenco di tali violazioni è stato consegnato ai mediatori. Nei giorni scorsi, l'esercito israeliano ha riferito che alcuni palestinesi si sono avvicinati alle truppe, ignorando gli avvertimenti, e i militari hanno aperto il fuoco, facendo delle vittime
Sàar: “Hamas viola l'accordo, consegni i 19 corpi subito”
"Hamas deve rilasciare gli ultimi 19 ostaggi morti. Devono farlo ora. E insistiamo" anche con i mediatori "affinché lo facciano. Non entro settimane o mesi, ma immediatamente". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar parlando ai giornalisti a margine dei Med Dialogues di Napoli, sottolineando che "è una violazione fondamentale dell'accordo". Sàar ha detto di aver "condiviso queste preoccupazioni" con il ministro Antonio Tajani in un "ottimo incontro bilaterale"
World Food Programme: “Il ritmo di consegna degli aiuti a Gaza è insufficiente”
Il ritmo attuale della consegna degli aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza è "insufficiente". Lo ha dichiarato alla Cnn Antoine Renard, direttore dell'ufficio World Food Programme (Wfp) per la Palestina, evidenziando come l'ostacolo maggiore al momento sia la mancanza di valichi di accesso all'enclave, a partire da quello di Rafah, che collega Gaza con l'Egitto. "Abbiamo lavorato 24 ore su 24 per assicurarci di poter raggiungere questi valichi, ma finora non sono stati aperti", ha affermato Renard.
[[(Video) Sàar: “Il valico di Rafah sarà aperto domenica”]]Sàar: “Il valico di Rafah sarà aperto domenica”
"Il valico di Rafah probabilmente sarà aperto questa domenica. Stiamo predisponendo tutti i preparativi necessari. È anche coordinato con la forza Eubam dell'Unione Europea e, per quanto ne so, anche con gli stessi palestinesi". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sàar in un incontro con la stampa ai Med Dialogues a Napoli. "Quindi, probabilmente sarà aperto questa domenica. Spero che sia aperto e che venga fatto tutto il possibile per renderlo tale", ha aggiunto
Sa'ar (min. Esteri Israele): "Valico di Rafah riapre domenica. Carestia a Gaza? Propaganda di Hamas"
Madrid: “Contributo da 2 milioni per l'Autorità palestinese”
Il governo spagnolo "rafforza il proprio appoggio politico e finanziario all'Autorità palestinese con un contributo da due milioni di euro": è quanto annunciato in un comunicato ufficiale dal Ministero degli Esteri iberico.
"La Spagna materializza con questo primo contributo il proprio impegno per la Coalizione urgente per la Palestina", iniziativa lanciata insieme ad Arabia Saudita, Norvegia e Francia e a cui "si sono uniti dodici Paesi in totale", aggiunge la nota. Tale somma sarà destinata a uno strumento europeo per finanziare il pagamento di salari e pensioni di funzionari civili palestinesi, sostenere ospedali di Gerusalemme Est e appoggiare le famiglie più vulnerabili, spiega in aggiunta il governo iberico
Stagione della raccolta delle olive: i coloni attaccano i palestinesi
Nuovi attacchi dei coloni contro agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive nel villaggio di Deir Ammar, vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Nel mirino, ha riferito Haaretz, anche i volontari, presenti sul posto per 'scortare' i contadini e cercare di evitare le incursioni degli abitanti degli insediamenti. I soldati presenti non hanno allontanato i coloni nè impedito l'attacco, hanno dichiarato gli attivisti, sostenendo che quattro persone sono rimaste ferite. "Questo è solo il secondo giorno di raccolta e stiamo già assistendo allo stesso schema di violenza dei coloni sotto l'egida militare. Gli agricoltori che sono venuti a lavorare i loro terreni sono costretti a subire lanci di pietre mentre i soldati sono a disposizione", ha commentato Avi Dabush, ad di Rabbis for Human Rights
La polizia d'Irlanda indagherà sugli affitti Airbnb in Cisgiordania
La polizia dell'Irlanda dovrà indagare sulla legalità delle operazioni di Airbnb negli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo scrive il Jerusalem Post spiegando che l'Alta Corte di Dublino ha annullato la decisione della polizia di non esaminare la questione, respingendo l'argomento secondo cui non aveva giurisdizione. Il caso è stato portato avanti dalla ong Sadaka, che ha chiesto alla polizia di indagare se Airbnb, che ha in Irlanda la sua sede per l'Europa e il Medio Oriente, avesse violato la legge irlandese operando negli insediamenti. L'organizzazione ha sostenuto che la decisione della polizia di non indagare per questioni di giurisdizione era "legalmente errata e irrazionale"
Ministra Anp: “Vedrò Sa'ar quando rispetterà miei diritti”
"Lo incontrerò quando Israele rispetterà i miei diritti, come essere umano e come Stato, quando ci sarà un percorso di pace e un dialogo di pace. Tutto questo ad oggi non c'è e quindi non lo vedrò". Così la ministra degli Esteri palestinese, Varsen Aghabekian, ha risposto alla domanda se avrebbe incontrato il ministro israeliano Gideon Sàar a Napoli, dove entrambi partecipano ai Med Dialogues a Palazzo Reale
Ministra Anp a Italia: “Siete vicini a riconoscimento, fatelo”
Per l'Anp "il riconoscimento dello Stato di Palestina è importante" e "questo è il momento giusto, vi ci siete avvicinati, fatelo!". È l'appello arrivato dalla ministra degli Esteri dell'Autorità Nazionale Palestinese Varsen Aghabekian dal palco del Med Dialogues durante un panel a cui partecipava anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Israele, capo di stato maggiore Houthi colpito nel raid di agosto
Il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato che il capo di stato maggiore degli Houthi, Muhammad al-Ghamari, è stato ucciso in seguito all'attacco israeliano ai leader del gruppo yemenita sostenuto dall'Iran ad agosto. L'attacco aveva ucciso il primo ministro Houthi e una dozzina di altri ministri. Al-Ghamari è morto in seguito alle ferite riportate nel raid. Era stato ferito anche in un attacco israeliano a giugno.
"Si unisce ai suoi amici, i membri eliminati dell'Asse del Male, nelle profondità dell'inferno", afferma Katz. Gli Houthi, annunciando oggi la sua morte, non hanno fornito dettagli sulle modalità.
Netanyahu, battaglia Israele contro terrore continuerà
Nel suo discorso alla cerimonia commemorativa di Stato che celebra i due anni dall'attacco del 7 ottobre, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reso omaggio ai civili uccisi, promettendo che la battaglia di Israele contro il terrorismo "continuerà con tutta la sua forza". Lo riporta il Times of Israel.
Hamas ricorda Sinwar: “Israele umiliato. Lotta prosegue”
Hamas ha commemorato oggi "l'eroico comandante e combattente Yahya Sinwar", ucciso un anno fa in un raid israeliano a Gaza, promettendo di continuare la sua battaglia. "Il sangue dei leader martiri rafforzerà il cammino della resistenza per generazioni. Rinnoviamo il nostro impegno a rimanere saldi sul loro cammino e leali ai loro sacrifici e al loro viaggio fino alla liberazione della nostra terra e dei nostri luoghi santi", si legge in un comunicato diffuso dal Movimento. "Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi aggressivi sulla fiera terra di Gaza. E' stato costretto, umiliato, a cessare il fuoco e ha riavuto i suoi prigionieri solo grazie alla volontà e alle condizioni della resistenza", sostiene Hamas.
Herzog: “Su 7 ottobre serve inchiesta degna del sacrificio delle vittime”
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha chiesto perdono, a nome dello Stato di Israele, per il "fallimento e per non aver saputo difendere" i cittadini "in quel terribile giorno" del 7 ottobre chiedendo che venga condotta un'indagine "degna del sacrificio delle vittime" in modo da "indagare a fondo" su quanto accaduto. Intervenendo al cimitero militare di Har Herzl alla cerimonia per il Giorno della Memoria del 7 ottobre, Herzog ha fatto appello all'unità nazionale dicendo che "la fratellanza è una forza senza la quale potremmo trovarci in un pericolo esistenziale".
Capo ultraortodossi Shas, stop intesa senza ritorno corpi
Aryeh Deri, il presidente del partito ultraortodosso sefardita Shas, ha invitato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il governo a "sospendere immediatamente ogni parte dell'accordo con Hamas, inclusa l'apertura del valico di Rafah, l'ingresso degli aiuti e qualsiasi azione derivante dall'accordo, finchè Hamas non ci restituirà i caduti e non collaborerà seriamente su questo tema".
Gli Usa premono per fase 2,anche ricostruzione di Rafah
Nonostante i corpi degli ostaggi non siano ancora stati restituiti tutti, l'amministrazione Trump sta lavorando per contribuire a istituire una forza di sicurezza multinazionale per Gaza, a selezionare potenziali leader civili palestinesi e a compiere i primi passi verso la ricostruzione dell'enclave, a partire da Rafah: lo scrive Barak Ravid di Axios citando due consiglieri senior di Trump. Gli Usa stanno facendo pressione su entrambe le parti affinché passino alla fase successiva del processo di pace. Nel frattempo, le priorità sono evitare ulteriori scontri lungo la linea gialla oltre agli aiuti e al ritorno delle salme.
Israele, vogliamo dare chance a Piano ma Hamas lo viola
Onorato di incontrare il Presidente del Senato italiano Ignazio LaRussa a Roma. Gli ho detto che vogliamo dare una possibilità al Piano Trump, ma Hamas sta violando l'accordo continuando a tenere in ostaggio 19 dei nostri cadaveri". Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar in visita a Roma e poi atteso ai Med Dialogues a Napoli nel tardo pomeriggio. "Le esecuzioni di massa di palestinesi senza processo a Gaza da parte di Hamas devono essere considerate con la massima severità. Ho ringraziato il Presidente per la sua amicizia e lo ho invitato a visitare Israele" conclude. "Vogliamo andare avanti con il piano Trump, ma Hamas deve restituire i nostri ostaggi morti e disarmarci" continua in un altro post dopo la visita alla Camera dei deputati.
Media, due palestinesi uccisi da fuoco Idf a Gaza
Due palestinesi sono stati uccisi dalle truppe israeliane a Gaza nonostante sia in vigore il cessate il fuoco nella Striscia. Lo riferisce Al Jazeera, citando fonti mediche. Un palestinese ha perso la vita in un attacco con drone nella zona di Bani Suheila, a Khan Younis, e un altro è morto nel campo profughi di Bureij, nella parte orientale della Striscia. A questi si aggiunge un terzo palestinese deceduto a causa delle ferite riportate due giorni prima, vicino alla Facoltà di Scienze e Tecnologia di Gaza City.
Croce Rossa, Israele ha riconsegnato 30 corpi a Gaza
La Croce Rossa Internazionale ha trasferito a Gaza i corpi di 30 palestinesi consegnati da Israele, come previsto nell'accordo, in cambio delle due salme trasferite nella notte da Hamas. Lo ha riferito un alto funzionario dell'organizzazione internazionale, sottolineando che al momento non ci sono piani per un'ulteriore consegna di corpi degli ostaggi ma è "tutto in fase di discussione".
Tajani: “Si apra porta di Rafah, Italia pronta a inviare oltre 100 tonnellate di cibo”
"Dobbiamo fare di più contro la fame e lo spreco alimentare. E' un diritto innato dell'uomo quello di mangiare e quello alla vita. Non possiamo non fare tutto il possibile per il popolo di Gaza. Perché si apra la porta di Rafah e possano entrare centinaia di tir. L'Italia farà la sua parte, pronta a inviare altre 100 tonnellate di cibo. Sarà per noi la più grande operazione umanitaria. Siamo pronti ad accogliere altri bambini malati, anche affetti da carenza alimentare. Sono fiero di dire che Italia è il Paese fra quelli che ha accolto più bambini da Gaza, che vogliamo curare nei nostri ospedali". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando all'evento per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione in occasione dell'80esimo anniversario dell'istituzione della Fao.
Netanyahu, le accuse di genocidio a Israele sono fittizie
"Due anni fa abbiamo ricevuto una sconvolgente illustrazione dell'espressione 'genocidio'. Non mi riferisco a un genocidio fittizio, come quello che viene scagliato contro di noi nei complotti antisemiti": lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu alla cerimonia commemorativa di Stato in onore dei soldati caduti nella guerra di Gaza.
Idf pubblica una nuova foto del cadavere di Sinwar
In occasione del secondo anniversario ebraico dell'attacco del 7 ottobre 2023, l'Idf ha pubblicato una nuova immagine che mostra i comandanti israeliani di alto rango accanto al cadavere del leader di Hamas Yahya Sinwar, ucciso in uno scontro fortuito con le truppe a Rafah, nella Gaza meridionale, esattamente un anno fa.
Netanyahu, determinato a restituzione di tutti gli ostaggi
"Sono determinato" a lavorare "alla restituzione di tutti gli ostaggi, fino all'ultimo". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di commemorazione delle vittime della guerra. "Siamo determinati a completare la vittoria che avrà un impatto sulle nostre vite per molti anni. C'è una verità più grande in questo: Israele è in prima linea nello scontro tra barbarie e illuminazione, tra crudeltà infinita e umanità", ha aggiunto. "Questa lotta è globale e ruota attorno a una domanda: se torneremo al cupo fanatismo del Medioevo o se procederemo verso un futuro di stabilità, prosperità e pace", ha concluso.
A Gerusalemme cerimonia commemorazione 7 ottobre
A Gerusalemme, è in corso una cerimonia ufficiale di Stato per il Giorno della Memoria del 7 ottobre al cimitero militare di Monte Herzl. Il premier Benjamin Netanyahu, il presidente Isaac Herzog, il presidente della Knesset, i responsabili delle agenzie di sicurezza e altri alti funzionari sono presenti all'evento che si apre con una commemorazione dei soldati uccisi durante l'attacco e nella successiva guerra a Gaza. Alle 14, una cerimonia separata renderà omaggio ai civili uccisi negli attacchi. Alla Knesset alcune guardie hanno abbassato a mezz'asta le bandiere all'esterno del palazzo del Parlamento israeliano. Il presidente della Knesset Amir Ohana ha acceso una lampada commemorativa all'ingresso riservato ai parlamentari prima di deporre una corona di fiori all'esterno in memoria delle vittime civili e militari dell'attacco di Hamas e della successiva guerra. Lo riporta il Times of Israel.
Famiglie ostaggi, governo ritardi applicazione piano Gaza
Le famiglie degli ostaggi chiedono a Israele di ritardare l'attuazione dell'accordo su Gaza fino a quando Hamas non consegnerà i resti dei 19 ostaggi rimasti. La richiesta arriva dall'Hostage Families Forum che ha chiesto che "il governo cessi immediatamente di attuare qualsiasi ulteriore misura prevista dall'accordo finchè Hamas continuerà a violare apertamente i suoi obblighi relativi alla restituzione di tutti gli ostaggi e dei resti delle vittime". Ieri, i ministro della Difesa Israel Katz ha avvertito che l'esercito potrebbe riprendere l'offensiva nella Striscia di Gaza, accusando Hamas di violare l'accordo di cessate il fuoco.
Qatar, 'piano Trump unico sul tavolo, ora impegnati in fase 2'
L'accordo tra Israele e Hamas siglato a Sharm el Sheikh "è l'unico piano sul tavolo" e ha bisogno di sostegno e incoraggiamento, "dobbiamo intraprendere i prossimi passi per una soluzione sostenibile e duratura al conflitto". Lo ha detto il ministro di Stato del Qatar, Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi, intervenendo ai Dialoghi Mediterranei in corso a Napoli. "Il nostro impegno non è cominciato il 7 ottobre" e ora "restiamo impegnati", ha assicurato il ministro di uno dei Paesi mediatori, in particolare per la cosiddetta fase 2 che riguarda "la Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) "che dovrà essere dispiegata a Gaza, "la sua formazione e la futura governance, che è la parola chiave". Ma, ha avvertito, "non dobbiamo dimenticare la Cisgiordania, un elemento molto importante" per raggiungere la pace. "Ci sono ancora molte sfide e passi importanti da fare".
Egitto, 600 camion di aiuti a Gaza passeranno da Kerem Shalom
I 600 camion di aiuti, con cibo e carburante, allestiti dall'Egitto si stanno muovendo dal valico di Rafah a quello di Kerem Shalom, sotto controllo israeliano, dove si prevede sia concesso l'ingresso nella Striscia di Gaza dopo le ispezioni. Lo riferiscono i media egiziani, secondo i quali la riapertura del valico di Rafah non avverrà oggi.
Israele, data apertura Rafah più avanti, aiuti non da lì
Israele precisa che la data per l'apertura del valico di Rafah a Gaza sarà annunciata in un "secondo momento". L'agenzia di aiuti militari israeliana Cogat, scrive il Guardian, ha detto che sono in corso i preparativi con l'Egitto per aprire il valico di Rafah al transito delle persone, ma la data dell'apertura sarà annunciata in un secondo momento. Gli aiuti umanitari non passeranno attraverso il valico di Rafah, ma continueranno a entrare nella Striscia di Gaza attraverso altri valichi, tra cui quello di Kerem Shalom.
Ankara, forze armate turche pronte per la task force a Gaza
"Le forze armate turche sono pronte a prendere parte alla task force multinazionale che sarà istituita a Gaza". Lo ha affermato il ministro della Difesa di Ankara, Yasar Guler, come riferisce Hurriyet. L'annuncio arriva dopo che Yasar ha incontrato ieri a Bruxelles il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, in occasione della riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza atlantica nella capitale belga, dove ha avuto anche un colloquio bilaterale con il Segretario alla Difesa britannico John Healey e un incontro trilaterale con gli omologhi di Romania e Bulgaria.
Merz, abbiamo visto cosa può fare comunità internazionale
"Abbiamo visto cosa è possibile fare quando la comunità internazionale interviene". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nel suo discorso al Bundestag, parlando dell'accordo di pace in Medioriente. Merz ha espresso soddisfazione per il cessate il fuoco e, in particolare, per la liberazione degli ostaggi. "Sono a casa, sono con le loro famiglie. Questo mi riempie di grande gioia e sollievo", ha detto Merz, che ha poi ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, oltre ai capi di Stato di Egitto , Qatar e Turchia.
Consigliere di Trump: “Abitanti di Gaza non dovranno lasciare la Striscia durante la ricostruzione”
Gli abitanti di Gaza non saranno costretti a lasciare la Striscia durante la sua ricostruzione. A sottolinearlo è stato un alto consigliere del presidente americano Donald Trump, citato dal 'Times of Israel'. "Sebbene ci siano abitanti di Gaza che se ne sono andati perché le condizioni di vita sono così difficili... nessuno sta costringendo nessuno ad andarsene", ha affermato. "Queste sono persone forti. Ne hanno passate tante e sembrano essere resilienti. Stanno tornando alle loro case e stanno montando le tende. La gente si sente molto legata ai luoghi in cui vive. È straordinario da vedere", ha dichiarato.
Hacker diffondono audio pro-Hamas in aeroporti Usa-Canada
Hacker pro-Hamas hanno preso il controllo degli altoparlanti negli aeroporti della Pennsylvania e della Columbia Britannica e hanno diffuso messaggi pro-Hamas e insulti contro il presidente Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Nei video pubblicati dai viaggiatori si sentono le registrazioni non autorizzate riecheggiare nei terminal dell'aeroporto internazionale di Harrisburg in Pennsylvania e dell'aeroporto internazionale di Kelowna in Canada, dove anche gli schermi mostravano messaggi inneggianti ad Hamas e alla "Palestina libera". Le autorità aeroportuali hanno reso noto che le intrusioni hanno preso di mira sia i sistemi di diffusione sonora sia i display informativi sui voli, una forma di cybervandalismo che ha interrotto l'imbarco e spaventato i passeggeri, ma non ha causato problemi di sicurezza del volo.
Israele conferma identità 2 ostaggi dopo esame resti
Israele ha confermato che sono di Inbar Haiman e del sergente maggiore Muhammad el-Atrash i resti dei due ostaggi consegnati da Hamas nell'ambito dell'accprdo sul cessate il fuoco. Le bare contenenti le salme della donna e dell'uomo erano state portate nella notte dalla Croce Rossa che le ha prelevate nella Striscia di Gaza.
Usa: “Abitanti di Gaza non dovranno lasciare la Striscia”
Gli abitanti di Gaza non saranno costretti ad abbandonare la Striscia durante la ricostruzione.
Lo ha detto - come riporta il Times of Israel - un alto consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo il piano per porre fine alla guerra i palestinesi saranno incoraggiati a rimanere nella Striscia di Gaza. A febbraio, il presidente Trump aveva proposto che gli Stati Uniti prendessero il controllo di Gaza e trasferissero definitivamente l'intera popolazione della Striscia. L'idea era stata ampiamente accolta in Israele, ma respinta a larga maggioranza dal resto della comunità internazionale e Trump alla fine ha preso le distanze dall'iniziativa.
Usa, Hamas intende restituire i restanti corpi degli ostaggi
Hamas intende restituire a Israele i corpi degli ostaggi deceduti, come concordato nell'accordo su Gaza: lo ha detto un alto consigliere Usa, in una call cui ha partecipato anche l'ANSA. "Continuano a dirci che intendono rispettare l'accordo", ha dichiarato la fonte.
"C'è stata molta delusione e indignazione quando sono stati restituiti solo quattro corpi, mentre avrebbero potuto semplicemente dire 'stiamo procedendo' nella restituzione dei corpi", ha aggiunto l'alto funzionario
Trump, se Hamas non rispetta accordo Israele può attaccare
Donald Trump ha detto che avrebbe preso in considerazione l'idea di consentire a Benjamin Netanyahu di riprendere l'azione militare a Gaza se Hamas si rifiutasse di rispettare la sua parte dell'accordo. Le forze israeliane potrebbero tornare in campo "non appena lo dirò io. Quello che accadrà con Hamas lo sapremo rapidamente", ha detto il presidente americano alla Cnn.
Netanyahu: “No compromessi su riconsegna tutti corpi”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto ad Hamas di rispettare i requisiti stabiliti nell'accordo di cessate il fuoco in merito alla restituzione dei corpi degli ostaggi morti a Gaza. "Non scenderemo a compromessi su questo punto e non interromperemo i nostri sforzi finché non restituiremo l'ultimo ostaggio deceduto, fino all'ultimo", ha detto Netanyahu. Il piano di cessate il fuoco introdotto dal presidente Trump prevedeva la consegna di tutti i prigionieri, vivi e morti, entro una scadenza fissata per lunedì. Ma secondo l'accordo, se ciò non fosse avvenuto, Hamas avrebbe dovuto condividere le informazioni sui rapiti deceduti e cercare di consegnarli il prima possibile. Hamas e la Croce Rossa hanno affermato che recuperare i resti dei prigionieri morti è una sfida difficile a causa della vasta distruzione di Gaza, e Hamas ha detto ai mediatori che alcuni si trovano in aree controllate dalle truppe israeliane.
Italia prepara più grande invio di aiuti alimentari a Gaza
In ambito umanitario, la Farnesina sta preparando nuove operazioni di accoglienza e il più grande invio di aiuti alimentari a Gaza dall'inizio della crisi: 100 tonnellate in totale, raccolte grazie al contributo delle principali realtà del Sistema Italia. E' una delle indicazioni emerse dalla riunione di coordinamento a Palazzo Chigi, presieduta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Si punterà molto anche su sanità e formazione, che rappresentano i pilastri fondamentali dell'azione italiana per rafforzare le istituzioni palestinesi, ha sottolineato il ministero degli Esteri.
Onu, Israele continua a uccidere civili a Gaza
Le Nazioni Unite hanno accusato l'esercito israeliano di crimini di guerra: a Gaza continuano a essere uccisi civili, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore cinque giorni fa. L'esercito israeliano "continua a uccidere civili" nelle aree in cui si è ridistribuito da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, con almeno 15 palestinesi uccisi a colpi d'arma da fuoco dal 10 ottobre, ha affermato l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in Palestina. "Colpire civili che non partecipano direttamente alle ostilità costituisce un crimine di guerra, indipendentemente dal luogo dell'incidente e dalla sua prossimità alla linea di schieramento concordata", ha affermato. Ajith Sunghay, capo dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani in Palestina, ha affermato che è fondamentale che la tregua porti sia a una pace duratura sia al rispetto dei diritti dei palestinesi. "E' fondamentale garantire che il cessate il fuoco tenga e proceda verso la ripresa e la piena realizzazione del diritto dei palestinesi all'autodeterminazione", ha affermato Sunghay.