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Lusso, shopping e videogame: il dolce esilio di Assad a Mosca. Ma la Siria lo vuole processare

Un incontro tra Bashar al-Assad e Vladimir Putin al Cremlino nel 2023 (afp)

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A quasi un anno dalla sua fuga da Damasco, l’ex dittatore vive in un grattacielo della capitale russa e ha fatto il “voto del silenzio” al Cremlino. Ma il leader Al-Jolani è volato da Putin per la prima volta per chiederne l’estradizione
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Vive in uno dei lussuosi grattacieli di “Moskva-Citi”. Ogni tanto va a fare compere nel centro commerciale sottostante. E il resto del tempo lo passa davanti ai videogiochi. Mantenendo fede al “voto del silenzio” fatto al suo protettore Vladimir Putin. A quasi un anno dalla sua improvvisa fuga da Damasco, l’8 dicembre del 2024, l’ex presidente siriano Bashar al-Assad vive a Mosca sotto la protezione – e il controllo – del leader del Cremlino che ora si trova davanti a un difficile dilemma: consegnarlo o meno ad Ahmad al-Sharaa, nome di battaglia Mohamad al-Jolani, l’ex capo milizia autoproclamatosi leader della Siria il 29 gennaio dopo aver rovesciato il precedente regime con un’offensiva a sorpresa.

L’attuale presidente siriano ieri è volato a Mosca per la prima volta dalla sua presa del potere e, davanti alle telecamere, ha promesso a Putin di voler «ridefinire» le relazioni con la Russia, ma dietro le quinte gli avrebbe chiesto di estradare Assad e «tutti coloro» che hanno commesso…

Vive in uno dei lussuosi grattacieli di “Moskva-Citi”. Ogni tanto va a fare compere nel centro commerciale sottostante. E il resto del tempo lo passa davanti ai videogiochi. Mantenendo fede al “voto del silenzio” fatto al suo protettore Vladimir Putin. A quasi un anno dalla sua improvvisa fuga da Damasco, l’8 dicembre del 2024, l’ex presidente siriano Bashar al-Assad vive a Mosca sotto la protezione – e il controllo – del leader del Cremlino che ora si trova davanti a un difficile dilemma: consegnarlo o meno ad Ahmad al-Sharaa, nome di battaglia Mohamad al-Jolani, l’ex capo milizia autoproclamatosi leader della Siria il 29 gennaio dopo aver rovesciato il precedente regime con un’offensiva a sorpresa.

L’attuale presidente siriano ieri è volato a Mosca per la prima volta dalla sua presa del potere e, davanti alle telecamere, ha promesso a Putin di voler «ridefinire» le relazioni con la Russia, ma dietro le quinte gli avrebbe chiesto di estradare Assad e «tutti coloro» che hanno commesso «crimini di guerra» per processarli. Improbabile che ci riesca. Revocare l’asilo «per ragioni umanitarie» ad Assad getterebbe ombre sulla reputazione di alleato affidabile di Putin.

Il grattacielo nella City di Mosca

Gli Assad intanto si godono il loro esilio nel lusso, come ha ricostruito il settimanale tedesco Die Zeit grazie a un ex membro della loro cerchia ristretta che, dopo aver scalato i ranghi dell’esercito siriano, nel 2012 è sfuggito a un tentato assassinio e ora vive in Europa.

Secondo la fonte identificata come “K”, il 59enne Bashar vivrebbe in tre dei 19 appartamenti di proprietà dei suoi cugini Makhlouf in uno dei grattacieli della “City” di Mosca. Lusso allo stato puro. Atrio con soffitto da 20 metri, opere d’arte moderna e aree di ricevimento private. Appartamenti con arredi dalle finiture dorate, lampadari di cristallo e ampi divani che ricordano i palazzi mediorientali. Cucine dotate di elettrodomestici tedeschi e camere con grandi televisori e finestre a tutta altezza con vista panoramica sullo skyline di Mosca e sul fiume Moscova.

«Il pezzo forte — ha scritto Die Zeit dopo aver visitato un appartamento simile a quello degli Assad grazie a un’agenzia immobiliare locale — è il bagno, interamente rivestito in marmo di Carrara, con un’enorme vasca da bagno riscaldata di fronte a una finestra alta quattro metri. Con gli aerei che passano ad altezza d’uomo».

Il “voto del silenzio” di Assad a Putin

Interamente dipendente dal Cremlino, Assad cerca di mantenere un basso profilo. Ha fatto quello che la fonte “K” ha descritto come un «voto del silenzio». È Putin ad avere il «monopolio dell’informazione». Cosa che non impedisce all’ex dittatore di muoversi liberamente nella capitale russa.

Gli Assad «usano guardie del corpo private pagate dal governo russo. Bashar vive in tre appartamenti all’interno di una torre che ha un centro commerciale sottostante e a volte visita i negozi lì. E passa lunghe ore a giocare ai videogiochi online», ha raccontato “K”.

Asma ammalata e il fratello Maher che fuma narghilè

La moglie, Asma, è in condizioni critiche dopo che, nella primavera del 2024, le è tornato il cancro al seno che le era stato diagnosticato nel 2018. Il fratello minore, Maher, è invece alloggiato al Four Seasons Hotel e «passa il tempo a bere e fumare narghilè».

Sull’esilio moscovita di Assad finora non erano trapelati dettagli. Le uniche informazioni risalivano a un video pubblicato lo scorso febbraio su Telegram e su X dal figlio Hafez che raccontava come la famiglia non avesse mai pianificato la fuga. «Non c’era alcun piano, nemmeno un piano B, per lasciare Damasco, figuriamoci la Siria».

La fuga da Damasco a Mosca

Il 20 novembre, quando erano iniziati i disordini, Hafez era volato a Mosca per discutere la sua tesi di dottorato, mentre la madre Asma si trovava già lì dopo un trapianto di midollo osseo che richiedeva che stesse in isolamento. Il primo dicembre Hafez era tornato a Damasco, mentre madre e sorella erano rimaste a Mosca. Dopo il ritiro dell’esercito da Homs, un funzionario russo aveva invitato tutta la famiglia Assad a trasferirsi a Latakia.

«Siamo andati all’aeroporto di Damasco verso le 3 del mattino. L’aeroporto era vuoto, persino la torre di controllo. Poi siamo saliti a bordo di un aereo militare russo per Latakia e siamo atterrati alla base aerea di Hmeimim prima dell’alba». Dopo consultazioni con le autorità russe, erano dovuti partire per Mosca perché la situazione era precipitata. Da allora un silenzioso ma dorato esilio. Che la recente visita di Al Jolani potrebbe turbare.

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