Anche i carabinieri pronti a garantire la sicurezza al valico di Rafah

Carabinieri in servizio al valico di Rafah dopo il cessate il fuoco di febbraio
Carabinieri in servizio al valico di Rafah dopo il cessate il fuoco di febbraio 

Trenta agenti di polizia militare europei impegnati nell’operazione Eubam arriveranno oggi. Tra loro anche otto italiani

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La missione europea Eubam è pronta a prendere posizione per garantire la riapertura del posto di frontiera di Rafah, fondamentale per portare gli aiuti alla popolazione palestinese. Un’operazione a cui partecipano otto carabinieri, l’avanguardia di un contingente più numeroso di militari dell’Arma destinato a intervenire nelle prossime settimane.

Ieri nel tardo pomeriggio la situazione sembrava essere stata risolta, poi invece Israele ha mantenuto il blocco. «Eubam resta in stand-by per sostenere il piano di pace non appena le condizioni lo permetteranno», ha detto il portavoce della Commissione Ue Anouar El Anouni: «Siamo in grado di muoverci rapidamente». Secondo fonti di Bruxelles, i trenta agenti di polizia militare europei arriveranno in Egitto oggi ma la riapertura del valico potrebbe slittare a domenica o lunedì. Il posto di frontiera è stato chiuso a marzo al termine della seconda tregua tra Israele e Hamas: ha subito gravi danni e prima di tornare in attività ci vorranno almeno due giorni, necessari per ripristinare le strutture e la preparazione del personale locale.

La European Border Assistance Mission è nata venti anni fa per assistere e monitorare gli operatori dell’Autorità nazionale palestinese nella gestione dei movimenti di persone e merci a Rafah. Ha avuto un’esistenza travagliata, specchio dei capovolgimenti nella Striscia.

Nel 2007 Hamas si è impossessata di Gaza e la missione è stata sospesa. È tornata sul campo solo nello scorso febbraio, quando il cessate il fuoco ha permesso di riprendere la consegna degli aiuti. La presenza del contingente Ue è stata richiesta da palestinesi e israeliani, ma dopo meno di due mesi la nuova offensiva delle Israel Defense Forces ha imposto il ritiro.

Adesso la priorità è coordinare e facilitare il passaggio di feriti, malati e persone vulnerabili verso l’Egitto: due anni di bombardamenti hanno lasciato migliaia di pazienti senza assistenza medica. «La missione è incentrata sulle persone», ha sottolineato il portavoce Ue. Resta però il compito di assistere l’amministrazione palestinese – quella che fa capo all’Anp – nella gestione dei posti di confine.

La fase due sarà l’addestramento a Gerico del personale palestinese che si occuperà dei controlli, con corsi che potrebbero venire affidati ai carabinieri. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha detto ieri che la Commissione è disposta ad ampliare gli organici di Eubam e dell’altra missione Eupol Copps che ha l’incarico di formare la polizia palestinese.

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