Insulti dell'Idf sulla valigia di Greta Thunberg. La denuncia: "Mi hanno minacciata di morte"
Una valigia rossa scarabocchiata con la bandiera israeliana, un pene e la scritta "Greta tr**a", un insulto che l'attivista svedese Greta Thunberg si è sentita gridare diverse volte dai soldati israeliani durante i cinque giorni di carcere in Israele. “Anche in svedese”, ha raccontato in esclusiva a quotidiano Aftonbladet a cui mostra la sua valigia.
Greta Thunberg e gli altri membri della Flotilla, arrestati due settimane fa dall’esercito israeliano, stanno ora condividendo i dettagli dei cinque giorni di detenzione nel carcere di Ketziot. "Non si tratta di me o degli altri della Flotilla. Ci sono migliaia e migliaia di palestinesi, tra cui centinaia di bambini, detenuti in carcere senza processo. Molti di loro con alta probabilità vengono torturati", ha detto Thunberg. "Le guardie hanno una totale mancanza di empatia e compassione umana. Hanno continuato a farsi selfie con me. Mi hanno picchiato e preso a calci”, ha raccontato l’attivista dicendo di essere ancora sotto shock.
…Una valigia rossa scarabocchiata con la bandiera israeliana, un pene e la scritta "Greta tr**a", un insulto che l'attivista svedese Greta Thunberg si è sentita gridare diverse volte dai soldati israeliani durante i cinque giorni di carcere in Israele. “Anche in svedese”, ha raccontato in esclusiva a quotidiano Aftonbladet a cui mostra la sua valigia.
Greta Thunberg e gli altri membri della Flotilla, arrestati due settimane fa dall’esercito israeliano, stanno ora condividendo i dettagli dei cinque giorni di detenzione nel carcere di Ketziot. "Non si tratta di me o degli altri della Flotilla. Ci sono migliaia e migliaia di palestinesi, tra cui centinaia di bambini, detenuti in carcere senza processo. Molti di loro con alta probabilità vengono torturati", ha detto Thunberg. "Le guardie hanno una totale mancanza di empatia e compassione umana. Hanno continuato a farsi selfie con me. Mi hanno picchiato e preso a calci”, ha raccontato l’attivista dicendo di essere ancora sotto shock.
"Se hanno trattato in questo modo una persona bianca, nonostante i riflettori puntati di tutto il mondo, immaginate cosa possono essere capaci di fare ai palestinesi in segreto", ha aggiunto: “Ho visto forse 50 persone sedute in fila, in ginocchio, ammanettate e con la fronte a terra”. L’indagine dell’Aftonbladet mostra come il Ministero degli Esteri abbia minimizzato gli abusi nelle sue comunicazioni.