Il biografo di Andrea: “William decisivo contro suo zio: non vuole ereditare una monarchia marcia”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – «Con la defenestrazione di Andrea, abbiamo intravisto quella che sarà la monarchia, ben più spietata, di William». Nessuno come Andrew Lownie ha scandagliato miseria e nobiltà del famigerato principe, perlomeno nella sua ultima biografia “Entitled“, uscita in Inghilterra lo scorso agosto. Un ritratto impietoso dell’ex duca di York: «ossessionato dal sesso, sporcaccione, ignorante, zotico, volgare, utile idiota di Epstein». Dopo gli scandali sessuali e la rinuncia di Andrea a tutti i suoi titoli, il 64enne storico inglese è il “Royal expert” più ricercato del momento.
Lownie, cosa sta succedendo a palazzo?
«La defenestrazione di Andrea è qualcosa che non cambierà le dinamiche interne alla Royal Family. Ma di certo è una mossa epocale, visto che una revoca di “duca” non accadeva dal 1919, quando il principe Carlo Eduardo combatté per i tedeschi nella Prima Guerra Mondiale. Ed è una svolta estremamente simbolica, volta al mondo esterno, con un obiettivo chiaro».
Quale?
«Mettere …
LONDRA – «Con la defenestrazione di Andrea, abbiamo intravisto quella che sarà la monarchia, ben più spietata, di William». Nessuno come Andrew Lownie ha scandagliato miseria e nobiltà del famigerato principe, perlomeno nella sua ultima biografia “Entitled“, uscita in Inghilterra lo scorso agosto. Un ritratto impietoso dell’ex duca di York: «ossessionato dal sesso, sporcaccione, ignorante, zotico, volgare, utile idiota di Epstein». Dopo gli scandali sessuali e la rinuncia di Andrea a tutti i suoi titoli, il 64enne storico inglese è il “Royal expert” più ricercato del momento.
Lownie, cosa sta succedendo a palazzo?
«La defenestrazione di Andrea è qualcosa che non cambierà le dinamiche interne alla Royal Family. Ma di certo è una mossa epocale, visto che una revoca di “duca” non accadeva dal 1919, quando il principe Carlo Eduardo combatté per i tedeschi nella Prima Guerra Mondiale. Ed è una svolta estremamente simbolica, volta al mondo esterno, con un obiettivo chiaro».
Quale?
«Mettere a tacere tutte le speculazioni sul principe, che stavano facendo così male alla reputazione della Royal Family».
Ma basterà per salvarla? Non è una defenestrazione tardiva?
«Certo che lo è. Andrea avrebbe dovuto essere cacciato ben prima».
A Londra corre voce che sia stato William a convincere il padre Carlo sulla linea dura contro Andrea.
«È decisamente probabile. William non vuole ereditare una Corona marcia».
Abbiamo dunque intravisto le premesse di quella che sarà la monarchia dell’erede al trono?
«Esatto. Una monarchia più spietata e focalizzata a proteggere il brand della Royal Family. Con William al potere, fossi il fratello Harry e forse pure le figlie di Andrea - Beatrice ed Eugenia - comincerei a preoccuparmi…”.
Però nessuno di loro ha combinato guai gravi quanto quelli di Andrea.
«Ah, certo. E il fratello di re Carlo pensava pure di farla franca. Del resto, non è mai stato educato, sin da bambino. È sempre stato stupido, arrogante, irresponsabile».
Lei lo conosce bene: Andrea è anche una cattiva persona?
«Certo che sì. È sempre stato un bullo che umiliava le persone, un risaputo bugiardo, senza alcun principio morale. Trascinare per anni questa situazione è stato un grave errore. L’accelerazione di queste ore è stata causata dalle recenti rivelazioni delle memorie postume della sua accusatrice Virginia Roberts Giuffre (anticipate da Repubblica, ndr), l’imminente visita di Stato di re Carlo in Vaticano, cui il sovrano tiene moltissimo ma che il fratello avrebbe potuto oscurare. E poi le accuse di vicinanza ad alcune spie cinesi. Insomma, si era passato il limite. Ma ho i miei dubbi su questa operazione».
In che senso?
«Mi sembra una mossa mediatica per convincere i sudditi della serietà dei provvedimenti contro Andrea. Che però, al di là dell’umiliazione dei titoli, continuerà a condurre la sua agiata vita privata, nella maestosa residenza del Royal Lodge, e per ora ha salvato anche il futuro delle figlie, che rimarranno principesse. Insomma, un buon compromesso, per tutti. Almeno sino all’arrivo di William».