Caso Epstein, i Giuffre: “Andrea senza più titoli, è un’ammissione di colpevolezza”
di Enrico FranceschiniLONDRA – «Questa è la prova che era tutto vero», dicono i familiari di Virginia Giuffre: se il principe Andrea ha dovuto rinunciare ai suoi titoli, affermano, significa che le accuse di avere abusato di lei quando era minorenne e al servizio del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, sempre smentite dal fratello di re Carlo, non erano un’invenzione. «Oggi abbiamo versato molte lacrime di gioia e di tristezza», dichiara Sky Roberts, fratello di Virginia, che si è tolta la vita nell’aprile scorso all’età di 41 anni, nella fattoria dove abitava in Australia, dopo un’esistenza tormentata dalle violenze subite da Epstein e i suoi ospiti. «Credo che la gioia sia dovuta al fatto che, per molti versi, questo dà ragione a mia sorella», continua. «La decisione presa dalla famiglia reale la riabilita. Ne sarebbe orgogliosa. Per noi è importante far sapere al mondo che Virginia è stata un’eroina, ma anche dimostrare che c’è ancora molto da scoprire. Sono pronto a testimoniare davanti al parlamento…
LONDRA – «Questa è la prova che era tutto vero», dicono i familiari di Virginia Giuffre: se il principe Andrea ha dovuto rinunciare ai suoi titoli, affermano, significa che le accuse di avere abusato di lei quando era minorenne e al servizio del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, sempre smentite dal fratello di re Carlo, non erano un’invenzione. «Oggi abbiamo versato molte lacrime di gioia e di tristezza», dichiara Sky Roberts, fratello di Virginia, che si è tolta la vita nell’aprile scorso all’età di 41 anni, nella fattoria dove abitava in Australia, dopo un’esistenza tormentata dalle violenze subite da Epstein e i suoi ospiti. «Credo che la gioia sia dovuta al fatto che, per molti versi, questo dà ragione a mia sorella», continua. «La decisione presa dalla famiglia reale la riabilita. Ne sarebbe orgogliosa. Per noi è importante far sapere al mondo che Virginia è stata un’eroina, ma anche dimostrare che c’è ancora molto da scoprire. Sono pronto a testimoniare davanti al parlamento, e anche a parlare con il re, per presentare le prove che possono continuare a fare sentire la sua voce».
La vicenda occupava ieri tutte le prime pagine della stampa inglese. L’elemento che ha spinto Carlo e William a pretendere da Andrea la rinuncia ai titoli reali, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, scrive il Times, sono le ultime email, in particolare quella in cui il principe comunicava a Epstein la sua solidarietà senza possibili fraintendimenti: «In questa storia sono con te». Per di più, in una data successiva a quella in cui giurava di avere definitivamente interrotto i rapporti con il finanziere americano, in seguito morto suicida in carcere a New York in attesa di processo.
Così, 24 ore dopo la pubblicazione degli estratti delle memorie di Virginia, contenenti nuovi dettagli nei suoi confronti («Andrea credeva che dormire con me fosse un suo diritto»), per il principe è arrivata la sanzione finale: già escluso da ogni ruolo ufficiale in rappresentanza della Royal Family, ora è stato costretto a rinunciare anche ai titoli. Una punizione che coinvolge pure l’ex-moglie, Sarah Ferguson, alla quale è rimasto legato al punto da suscitare l’ipotesi di nuove nozze, che non potrà più farsi chiamare duchessa di York.
Ma se la “pecora nera” dei Windsor e l’ex-consorte verranno tenuti sempre più in disparte, non è prevista un’emarginazione per le figlie, le principesse Beatrice, sposata con l’italiano Edoardo Mapelli Mozzi, ed Eugenia, sposata con l’uomo d’affari Jack Brooksbank. Specie la primogenita Beatrice, nona in linea per il trono, è già stata coinvolta da re Carlo e dalla regina Camilla in iniziative di beneficenza. Ed entrambe sono state invitate dal cugino William, a cui sono rimaste molto vicine, all’ultimo garden party di Buckingham Palace. Nella monarchia del futuro ci sarà un ruolo anche per loro.