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Spari dell’Idf sulla tregua a Gaza: sterminata famiglia di 11 persone

(afp)

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Colpito il bus su cui viaggiavano gli Abu Shaaban. Tra le vittime, sette bambini tra i cinque e gli undici anni
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Kobar (Cisgiordania) – E lo chiamano cessate il fuoco. A Gaza i civili continuano a morire, uccisi dall’esercito israeliano e da Hamas. Che, nonostante la tregua, continuano a spararsi contro. Venerdì sera l’episodio più grave: a Gaza City il bus su cui viaggiava la famiglia Abu Shaaban, 11 persone tra cui sette bambini (tra i 5 e gli 11 anni) e tre adulti, è stato colpito dal cannone di un carro armato di Israele. Sono tutti morti. Il bus si trovava nel quartiere Zeitoun, a est della rotonda Kuwait lungo la Salah al-Din road.

«Era un veicolo sospetto, che ha attraversato la Linea Gialla», sostengono le forze armate israeliane. «Abbiamo sparato prima colpi di avvertimento, poi abbiamo eliminato la minaccia». La minaccia era una famiglia che voleva rientrare a casa, dopo le settimane dello sfollamento, ed è stata sterminata da un proiettile di tank per aver, forse, attraversato una Linea invisibile.

«Potevano essere avvertiti in modo diverso», afferma Mahmoud Basal, il portavoce della …

Kobar (Cisgiordania) – E lo chiamano cessate il fuoco. A Gaza i civili continuano a morire, uccisi dall’esercito israeliano e da Hamas. Che, nonostante la tregua, continuano a spararsi contro. Venerdì sera l’episodio più grave: a Gaza City il bus su cui viaggiava la famiglia Abu Shaaban, 11 persone tra cui sette bambini (tra i 5 e gli 11 anni) e tre adulti, è stato colpito dal cannone di un carro armato di Israele. Sono tutti morti. Il bus si trovava nel quartiere Zeitoun, a est della rotonda Kuwait lungo la Salah al-Din road.

«Era un veicolo sospetto, che ha attraversato la Linea Gialla», sostengono le forze armate israeliane. «Abbiamo sparato prima colpi di avvertimento, poi abbiamo eliminato la minaccia». La minaccia era una famiglia che voleva rientrare a casa, dopo le settimane dello sfollamento, ed è stata sterminata da un proiettile di tank per aver, forse, attraversato una Linea invisibile.

«Potevano essere avvertiti in modo diverso», afferma Mahmoud Basal, il portavoce della Difesa Civile palestinese, che ha diffuso il bilancio e l’identità delle vittime. Gli adulti, appartenenti alla famiglia Abu Shaaban, si chiamano Ihab, Randa, Samar e Sofian. «Quello che è successo conferma che l’occupazione è ancora assetata di sangue e insiste nel commettere crimini contro i civili».

Hamas ha condannato il massacro, denunciandolo come un’ulteriore violazione dell’accordo di cessate il fuoco. Dalla dichiarazione di tregua, sono circa una quarantina i palestinesi uccisi a Gaza per aver attraversato la cosiddetta Linea Gialla, oltre la quale si sono ritirate le truppe israeliane. È un confine tracciato sulla mappa del Piano Trump che i gazawi che vogliono tornare a casa non vedono. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto che presto la linea sarà indicata da bandierine gialle.

Si registrano anche dei confronti a fuoco tra le Idf e le brigate Qassam di Hamas, a nord e a sud della Striscia di Gaza. Venerdì mattina a Khan Younis i miliziani sono sbucati da un tunnel e si sono avvicinati alle truppe israeliane, che hanno subito aperto il fuoco. Il comunicato delle Idf dice che l’azione si è svolta «secondo i termini dell’accordo», senza specificare meglio cosa intenda. Poco dopo a Rafah la stessa scena, i miliziani usciti da un cunicolo hanno sparato contro le Idf, anche se nessuno è rimasto ferito. Come se non bastasse, prosegue la resa dei conti di Hamas nei confronti di clan rivali e dissidenti. Nelle ultime ore il famoso attivista Hisham al Saftawi è stato rapito e ucciso da Hamas nel campo di Nuseirat. A riferirlo è stata la famiglia di al Saftawi con un comunicato.

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