Testa a testa nella notte, in Bolivia, fra i due candidati di centro-destra alla presidenza: il democristiano Rodrigo Paz e il conservatore Jorge “Tuto” Quiroga. Le elezioni sono arrivate in un contesto molto difficile per il Paese, che sta attraversando una grave crisi economica e politica da cui fa fatica a rialzarsi. Tanto che, per la prima volta in due decenni, i cittadini hanno spinto al ballottaggio due candidati di destra, dopo vent’anni di governo incontrastato del Mas, il movimento socialista di Evo Morales. Dopo essersi posizionato come uno dei Paesi della regione con la maggiore crescita del Pil grazie alla nazionalizzazione del gas ideata dal Mas, la Bolivia oggi è travolta dall’impennata dell’inflazione e dall’impossibilità di reperire benzina.
I due candidati sono entrambi dichiaratamente di rottura rispetto alla precedente gestione: da una parte c’è Rodrigo Paz, economista democristiano. Senatore e figlio di un’importante famiglia politica boliviana (suo padre è un ex p…
Testa a testa nella notte, in Bolivia, fra i due candidati di centro-destra alla presidenza: il democristiano Rodrigo Paz e il conservatore Jorge “Tuto” Quiroga. Le elezioni sono arrivate in un contesto molto difficile per il Paese, che sta attraversando una grave crisi economica e politica da cui fa fatica a rialzarsi. Tanto che, per la prima volta in due decenni, i cittadini hanno spinto al ballottaggio due candidati di destra, dopo vent’anni di governo incontrastato del Mas, il movimento socialista di Evo Morales. Dopo essersi posizionato come uno dei Paesi della regione con la maggiore crescita del Pil grazie alla nazionalizzazione del gas ideata dal Mas, la Bolivia oggi è travolta dall’impennata dell’inflazione e dall’impossibilità di reperire benzina.
I due candidati sono entrambi dichiaratamente di rottura rispetto alla precedente gestione: da una parte c’è Rodrigo Paz, economista democristiano. Senatore e figlio di un’importante famiglia politica boliviana (suo padre è un ex presidente del Paese), Paz punta a uscire dalla crisi con un programma che ha chiamato “Capitalismo per tutti” che prevede crediti accessibili, agevolazioni fiscali per promuovere l’economia formale ed eliminazione delle barriere all’importazione di prodotti che la Bolivia non produce.
Dall’altra c’è Jorge Quiroga, che è già stato presidente dal 2001 al 2002. È il candidato della destra più conservatrice e punta a liberalizzare il mercato e a stringere relazioni economiche tanto con gli Usa e l’Europa, quanto con la Cina. La sua principale proposta per uscire dalla crisi è chiedere 12 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale.
Le elezioni segnano dunque la fine di un’epoca, quella del Mas e del suo fondatore Evo Morales, che non ha potuto candidarsi alle elezioni essendo stato dichiarato ineleggibile dalla giustizia boliviana che lo sta processando per un presunto abuso sessuale. La sinistra è ormai da anni spaccata dalla rivalità tra Morales e il presidente uscente Luis Arce (eliminato al primo turno), un tempo ministro di Morales e oggi acerrimo nemico del suo predecessore.