Louvre, maxi-spese, guasti e poca sorveglianza: gli allarmi inascoltati sulla sicurezza delle opere
di Benedetta Perilli«Quel che è certo è che abbiamo fallito», commenta il ministro della Giustizia Gérald Darmanin all’indomani dell’incredibile furto dei gioielli della Corona di Francia dal museo del Louvre. Un mea culpa istituzionale che alimenta però il già acceso clima di polemiche politiche sullo stato di sicurezza dei musei francesi, cavalcato dall’estrema destra del Rassemblement National (Rn) attraverso il presidente Jordan Bardella che, a caldo, aveva parlato di «un’umiliazione per la Francia» e di «una disintegrazione dello Stato».
Ieri è arrivata poi la denuncia social del deputato di Rn Jean-Philippe Tanguy che, citando un articolo del marzo 2025 del Canard Enchaîné, parla di circa 500mila euro spesi per allestire una cucina e una sala da pranzo all’interno del Louvre per la presidente del museo Laurence des Cars e i suoi collaboratori. Sul furto la donna verrà ascoltata mercoledì in Senato, mentre Louis Aliot di Rn ne chiede apertamente le dimissioni. A gennaio, des Cars aveva segnalato all…
«Quel che è certo è che abbiamo fallito», commenta il ministro della Giustizia Gérald Darmanin all’indomani dell’incredibile furto dei gioielli della Corona di Francia dal museo del Louvre. Un mea culpa istituzionale che alimenta però il già acceso clima di polemiche politiche sullo stato di sicurezza dei musei francesi, cavalcato dall’estrema destra del Rassemblement National (Rn) attraverso il presidente Jordan Bardella che, a caldo, aveva parlato di «un’umiliazione per la Francia» e di «una disintegrazione dello Stato».
Ieri è arrivata poi la denuncia social del deputato di Rn Jean-Philippe Tanguy che, citando un articolo del marzo 2025 del Canard Enchaîné, parla di circa 500mila euro spesi per allestire una cucina e una sala da pranzo all’interno del Louvre per la presidente del museo Laurence des Cars e i suoi collaboratori. Sul furto la donna verrà ascoltata mercoledì in Senato, mentre Louis Aliot di Rn ne chiede apertamente le dimissioni. A gennaio, des Cars aveva segnalato alla ministra della Cultura, Rachida Dati, un «livello di obsolescenza preoccupante», una «moltiplicazione di guasti» e la necessità di importanti lavori. «Esiste una grande vulnerabilità nei musei francesi», ha aggiunto ieri il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha annunciato di voler rafforzare la sicurezza nei musei nazionali.
A complicare il quadro delle presunte responsabilità di governo e presidenza, sempre ieri sono emerse alcune anticipazioni di un rapporto della Corte dei Conti che rivela come il Louvre «non sia riuscito a colmare il ritardo nell’installazione di apparecchiature destinate a garantire la protezione delle opere». Dal documento, che analizza il periodo che va dal 2019 al 2024, emerge un «ritardo persistente» nei sistemi di videosorveglianza che sarebbero stati rafforzati soltanto nelle sale delle esposizioni temporanee, che ospitano soprattutto prestiti dall’estero, a danno delle sale delle collezioni permanenti. Problemi inoltre sono emersi anche all’adeguamento del sistema antincendio che, iniziato nel 2010, non è ancora stato concluso. Infine, conclude il rapporto, «gli importi stanziati, modesti rispetto ai bisogni stimati e al bilancio annuale dell’istituzione, riflettono la tendenza a considerare l’avvio dei lavori come una variabile di aggiustamento».
Ma i problemi non riguardano soltanto gli apparati tecnologici: lo scorso 16 giugno i dipendenti del Louvre hanno scioperato denunciando carenza di personale. Christian Galani, sindacalista di Cgt Culture e dipendente del museo, ha spiegato all’Afp che «in 15 anni sono stati eliminati 200 posti mentre le presenze sono aumentate di una volta e mezza». La ragione, secondo Galani, sarebbe dovuta a «bilanci insufficienti e poco trasparenti, con 17 milioni di euro stanziati per il 2025 per prevenzione di rischi, elettricità, ascensori e climatizzazione, di cui solo due milioni per la sicurezza».