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Sanae Takaichi, chi è la prima donna premier che porta il Giappone ancora più a destra

La 64enne conservatrice è stata eletta al primo turno alla Camera bassa. Ex batterista in una band heavy-metal quando era una ragazza, appassionata di moto, è nota per le sue posizioni tradizionaliste su donne e matrimonio

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PECHINO - Sanae Takaichi ce l’ha fatta. La “lady di ferro” diventa la prima donna premier del Giappone: una simbolica rottura del soffitto di cristallo in un Paese che occupa gli ultimi posti nelle classifiche mondiali sulla parità di genere, ma una svolta ancora più a destra per il Sol Levante.

Giornata storica in Giappone. Alla Camera bassa (la più importante del Parlamento nipponico) Takaichi vince addirittura al primo turno: 237 voti, mentre ne ottiene 125 alla Camera alta. La sua nomina diventerà ufficiale dopo l'incontro con l'imperatore Naruhito previsto più tardi nel corso della giornata. Presterà giuramento come 104° primo ministro del Giappone in serata.

Sessantaquattro anni, nata a Nara, esponente dell’ala più a destra dei conservatori (il partito liberal-democratico, Pld, che governa quasi ininterrottamente il Giappone dal secondo dopoguerra), fedelissima del defunto premier Shinzo Abe, ultraconservatrice, il suo modello è l’ex premier britannica Margaret Thatcher. Ex batterista in una band heavy-metal quando era una ragazza, appassionata di motociclette, assidua frequentatrice del santuario Yasukuni (considerato in Asia un simbolo del passato militarista del Giappone, visite che puntualmente fanno arrabbiare Cina e Corea del Sud), favorevole alla revisione della Costituzione pacifista in chiave anti-Pechino e per affrontare la minaccia nordcoreana.

Nota per le sue posizioni tradizionaliste: contraria alla possibilità per le donne di mantenere il proprio cognome da nubile, contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso, favorevole a mantenere la successione imperiale un affare per soli uomini. Takaichi vuole inoltre norme più severe sull’immigrazione, ha chiesto un aumento della spesa pubblica e tagli alle imposte per proteggere i consumatori dall'aumento dell'inflazione e ha criticato la decisione della Banca del Giappone di aumentare i tassi di interesse.

Takaichi era stata eletta leader del partito il 4 ottobre dopo le dimissioni del primo ministro Shigeru Ishiba. Sei giorni più tardi aveva perso lo storico appoggio, che durava da 26 anni, del partito centrista Komeito, e così si è dovuta accordare con un altro partito di destra, il Nippon Ishin, per assicurarsi i voti necessari a diventare primo ministro: una nuova coalizione annunciata in extremis, alla vigilia del voto di oggi. Falco in politica estera, colomba sulla politica economica, per governare, tuttavia, Takaichi dovrà comunque cercare il sostegno di altri gruppi dell’opposizione, soprattutto in materia di bilancio.

Quinto primo ministro in altrettanti anni, Takaichi dovrà affrontare una situazione politica delicata, un partito conservatore funestato da scandali, e problemi economici. Avrà pure un’agenda internazionale molto fitta: la prossima settimana in Giappone arriva l’alleato Donald Trump.

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