Esteri

Sarkozy è in carcere: mano nella mano con Carla Bruni ha lasciato la casa tra gli applausi

Familiari, sostenitori e collaboratori, in decine al sit-in convocato dal figlio Louis davanti all’abitazione dell’ex presidente che, commosso, è entrato nella prigione della Santé. “Sono innocente, la verità trionferà”

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PARIGI – “Nicolas, Nicolas”, scandiscono figli, parenti, amici davanti alla casa dell’ex capo dello Stato, nel quattordicesimo arrondissement. Nicolas Sarkozy esce a piedi, imboccando la strada laterale dove lo attende la scorta. Cammina mano nella mano con la moglie Carla Bruni. Lei con il capo chino, lo sguardo a terra. Lui invece a testa alta, come aveva promesso pochi giorni fa, dicendosi pronto al carcere e a questa “ennesima prova” di quella che ha descritto come una “via crucis giudiziaria”. Prima di salire sull’auto per andare alla Santé, l’antico penitenziario nel cuore della capitale, Sarkozy abbraccia i figli e stringe la mano ai sostenitori, oltre un centinaio. Una signora ha portato delle magliette con la foto dell'ex campione della destra francese e lo slogan: “La fine della storia non è scritta”. Applausi, cori, a un certo punto viene intonata la Marsigliese. Carla Bruni, il volto teso, resta in silenzio e manda qualche bacio alla folla.

Sarkozy, settant'anni, più di mezzo secolo passato in prima linea nella politica e cinque anni all'Eliseo, si ferma con tutti, salutando uno a uno i sostenitori prima di salire in auto con gli avvocati, senza però pronunciare una parola. Durante i pochi minuti di tragitto verso la destinazione finale pubblica un lungo messaggio sui suoi profili social. «Mentre mi preparo a varcare le mura del carcere della Maison de la Santé, il mio pensiero è rivolto al popolo francese», scrive. «Voglio dire loro, con la forza incrollabile che mi è propria, che non è un ex Presidente della Repubblica quello che viene rinchiuso questa mattina, ma un uomo innocente. Continuerò a denunciare questo scandalo giudiziario, questa via crucis che subisco da più di dieci anni». “La verità trionferà”, assicura, “ma il prezzo da pagare sarà schiacciante”.

La detenzione dell’ex presidente arriva quasi un mese dopo la condanna a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere nel caso dei presunti finanziamenti libici della campagna del 2007. È la prima volta dal dopoguerra che un ex presidente della Repubblica viene incarcerato. «Il tribunale ha scelto di condannarlo senza prove per un’accusa falsa», sottolinea l’avvocato Jean-Michel Darrois, 78 anni, visibilmente emozionato. L’altro legale, Christophe Ingrain, conferma che la richiesta di scarcerazione è già stata depositata. Il tribunale potrebbe pronunciarsi entro un mese.

Nei giorni scorsi Sarkozy aveva raccontato che la sua valigia era pronta. Dieci fotografie di famiglia e tre libri autorizzati: una biografia di Gesù e “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas. In questo periodo «isolato dal mondo», ha promesso di scrivere un libro sulla sua esperienza. Sarà detenuto da solo nel reparto di isolamento, per evitare contatti con altri detenuti e garantirne la sicurezza. La cella che lo accoglierà misura 11 metri quadrati con un letto singolo, doccia, servizi igienici, piastra elettrica, piccola scrivania, televisore e frigorifero. Avrà un’ora d'aria al giorno nel cortile interno, in cui potrà camminare da solo e sorvegliato da tre agenti. Potrà ricevere visite dei familiari tre volte a settimana, oltre ai colloqui con gli avvocati. Avrà diritto a effettuare telefonate tramite un apparecchio dell’amministrazione penitenziaria, con numeri limitati e pre-registrati, tutti sotto ascolto.

Prima dell'arrivo di Sarkozy alla Santé, una cinquantina di agenti penitenziari ha manifestato davanti all’ingresso per denunciare «un’incarcerazione mediatica» mentre «la crisi penitenziaria è totale». Il sindacato intende «riportare l’attenzione sull’unica realtà che conta: quella vissuta, ogni giorno, dal personale penitenziario». Come molte carceri francesi, la Santé è sovraffollata, con oltre 1.200 detenuti a fronte di una capienza prevista per poco più di seicento.

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