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Ucraina, a Pokrovsk corpi in strada: torna il fantasma di Bucha

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Un video pubblicato da un volontario ucraino mostra cadaveri di civili disseminati lungo le strade della città assediata dai russi Kiev: “Sono stati loro”. Mosca smentisce
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Quella bicicletta a terra accanto alla stazione di Pokrovsk riporta gli ucraini all’orrore di Bucha: c’era una donna, al manubrio; l’hanno uccisa mentre rincasava con la tanica dell’acqua sul portapacchi anteriore, con un borsone di chissà cosa dietro al sellino. La battaglia di Pokrovsk, combattuta ormai casa per casa, lascia già una scia di cadaveri civili a due passi dalla massicciata: ecco lì il corpo di un uomo ucciso sui binari mentre attraversava la ferrovia, là un anziano in una pozza di sangue. C’è una donna ferita sul ciglio della strada, un eroe la prende in braccio e la porta in salvo.

Sono immagini violente e spettrali, «girate da un drone Mavik» ucraino in una città senza più anima, tra i calcinacci fumanti, i palazzi sventrati e le vecchie case squinternate dalla guerra. Immagini consegnate da un soldato ucraino a Denys Khrystov, un volontario che da tre anni e mezzo frequenta i gironi infernali delle prime retrovie. Faceva il presentatore, prima della guerra; ora …

Quella bicicletta a terra accanto alla stazione di Pokrovsk riporta gli ucraini all’orrore di Bucha: c’era una donna, al manubrio; l’hanno uccisa mentre rincasava con la tanica dell’acqua sul portapacchi anteriore, con un borsone di chissà cosa dietro al sellino. La battaglia di Pokrovsk, combattuta ormai casa per casa, lascia già una scia di cadaveri civili a due passi dalla massicciata: ecco lì il corpo di un uomo ucciso sui binari mentre attraversava la ferrovia, là un anziano in una pozza di sangue. C’è una donna ferita sul ciglio della strada, un eroe la prende in braccio e la porta in salvo.

Sono immagini violente e spettrali, «girate da un drone Mavik» ucraino in una città senza più anima, tra i calcinacci fumanti, i palazzi sventrati e le vecchie case squinternate dalla guerra. Immagini consegnate da un soldato ucraino a Denys Khrystov, un volontario che da tre anni e mezzo frequenta i gironi infernali delle prime retrovie. Faceva il presentatore, prima della guerra; ora è un blogger con 266mila follower su Instagram. Seguono i suoi video-racconti tra la gente che resiste: rischia la vita per aiutare i civili a resistere o a fuggire dall’inferno.

Il video da Pokrovsk non è datato, ma sarebbe stato girato nei giorni scorsi. È un pugno nello stomaco: «Non è più un segreto che siano in corso sparatorie tra le strade del centro. Recentemente uno dei gruppi di assalto — dice Khrystov commentandolo — ha fatto irruzione fortificandosi vicino alla stazione. Vi dico com’è finita: sono stati sepolti lì. Ma si sono lasciati dietro un cimitero di civili. L’area della stazione, Mostovyi, è il luogo di esecuzione di almeno tre civili».

Una donna, ferita alle gambe, «veniva dal centro verso il distretto Dinos». Nel video giace sulle sterpaglie al bordo della strada, vicino al cadavere dell’anziano. Più avanti si vede un uomo salvarla portandola «in braccio verso i nostri militari». «È Lyokha Tanasiychuk, un mio compagno di classe; abbiamo lavorato insieme fino alla chiusura nella miniera Pokrovskaya. Che Dio lo salvi dal tritacarne», lo identifica un conoscente. «Trasportarla in ospedale, ora, è impossibile — dice Khrystov — nessuna ambulanza può passare con tutti quei droni».

L’autenticità del video (anticipato ieri da Repubblica) geolocalizzato vicino alla stazione di Pokrovsk, pare confermata dal bollettino del 7° Corpo delle Forze d’assalto aviotrasportate ucraine: «Durante l’avanzata nel centro di Pokrovsk un gruppo russo ha ucciso diversi civili nella zona della stazione. Sono stati poi identificati ed eliminati, si nascondevano in uno dei locali della stazione». E in un video mostrano il bombardamento della palazzina e l’uccisione, con i droni, dei russi in fuga.

Ma i russi hanno una ricostruzione opposta: «Condannati a perdere Pokrovsk, gli ucraini ricorrono alla loro tattica preferita: sparare ai civili. Lo hanno fatto in tutte le città di cui hanno perso il controllo: Volnovakha, Mariupol, Bakhmut e altre. Il metodo è: uccidere i civili prima di andarsene, e poi cercare di attribuire il crimine all’esercito russo, accusandolo di genocidio. Le prove del “volontario” non contengono altro che filmati di persone morte. L’intelligence russa è in possesso di filmati di droni ucraini che attaccano i residenti mentre si dirigevano verso le truppe russe. Il video è stato mostrato oggi dal corrispondente di guerra Yevgeny Poddubny in un servizio di Vesti Nedeli», scrive il canale russo Ukraina.ru.

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