NEW YORK – «Sedersi ora con Putin per un vertice sarebbe sbagliato, perché con lui si può negoziare solo da una posizione di forza. Quindi il presidente Trump dovrebbe dare i missili Tomahawk all’Ucraina, esclusivamente a scopi difensivi, per applicare sul Cremlino la pressione necessaria ad avere una trattativa vera e onesta». Parla per esperienza il generale George Joulwan, comandante della Nato durante la guerra in Bosnia.
Mosca ora frena, cosa sta accadendo?
«È una tattica nota e abituale della Russia. Quando Trump ha minacciato di dare i Tomahawk a Zelensky e imporre sanzioni secondarie per bloccare le esportazioni di energia, Putin si è affrettato a chiamare per riportarlo dalla sua parte. Ora che il pericolo sembra scampato torna alle solite azioni dilatorie, perché vuole proseguire la guerra».
Come bisogna rispondere?
«Il primo punto è ricordare le lezioni della storia. La Nato ha vinto la Guerra fredda senza sparare un colpo perché è rimasta ferma e unita. Dobbiamo continuare…
NEW YORK – «Sedersi ora con Putin per un vertice sarebbe sbagliato, perché con lui si può negoziare solo da una posizione di forza. Quindi il presidente Trump dovrebbe dare i missili Tomahawk all’Ucraina, esclusivamente a scopi difensivi, per applicare sul Cremlino la pressione necessaria ad avere una trattativa vera e onesta». Parla per esperienza il generale George Joulwan, comandante della Nato durante la guerra in Bosnia.
Mosca ora frena, cosa sta accadendo?
«È una tattica nota e abituale della Russia. Quando Trump ha minacciato di dare i Tomahawk a Zelensky e imporre sanzioni secondarie per bloccare le esportazioni di energia, Putin si è affrettato a chiamare per riportarlo dalla sua parte. Ora che il pericolo sembra scampato torna alle solite azioni dilatorie, perché vuole proseguire la guerra».
Come bisogna rispondere?
«Il primo punto è ricordare le lezioni della storia. La Nato ha vinto la Guerra fredda senza sparare un colpo perché è rimasta ferma e unita. Dobbiamo continuare a farlo ora, aiutando l’Ucraina a difendersi, partendo dagli Usa. A questo scopo lasciatemi mandare un messaggio anche all’Italia, un paese che amo, ho visitato molte volte e fu decisivo quando fermammo la carneficina in Bosnia. Il vostro contributo è essenziale e i cittadini devono sapere che ha lo scopo di riportare pace e giustizia in Europa».
Trump fa bene e rimandare il vertice con Putin?
«La soluzione diplomatica non può essere la concessione alla Russia di territori non suoi, occupati con un’invasione illegale, magari facendo concessioni che vanno anche oltre le attuali linee del fronte. Gli ucraini stanno difendendo con coraggio e valore la propria indipendenza e sopravvivenza, e hanno tutto il diritto di farlo. Non possiamo costringerli a cedere, non solo perché sarebbe ingiusto, ma anche perché se ciò accadesse chissà cosa farebbe Putin dopo. Ha detto che vuole ricostruire l’impero sovietico e ha già i Paesi baltici nel mirino».
Zelensky ha chiesto a Trump i Tomahawk, cosa bisogna rispondere?
«Sono missili molto potenti e precisi. Questo significa due cose: primo, sono in grado di infliggere gravi danni; secondo, possono essere controllati, in modo da evitare errori o escalation».
Quindi come andrebbero usati?
«Solo a scopo di deterrenza e difensivo, come risposta agli attacchi contro le città e le infrastrutture civili. In sostanza, fornirli all’Ucraina lancerebbe alla Russia il messaggio che Kiev è in grado di proteggersi. Se Putin continuerà a bombardare case, centrali elettriche o trasporti, Zelensky potrà rispondere colpendo gli obiettivi militari usati per lanciare questi attacchi. Operazioni solo difensive, niente escalation offensiva».
Quale sarebbe il vantaggio?
«Come prima cosa, Mosca ci penserebbe due volte prima di uccidere i civili, perché saprebbe che ci sarebbe un pesante prezzo militare da pagare. Non avrebbe scuse per lanciare un’escalation, perché i missili servirebbero solo a proteggere Kiev da azioni illegali contro la popolazione, e se lo facesse potrebbe essere contrastata. Poi forse Putin, davanti alla fermezza di Trump e degli alleati nella difesa dell’Ucraina, si convincerebbe ad aprire un vero negoziato per la soluzione diplomatica della guerra».