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Portogallo, rivolta contro il paradiso dei Vip che piace a Kidman e Louboutin

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A sud di Lisbona fa gola a molti super ricchi la nuova esclusiva “Riviera”. Gli ambientalisti però contestano gli otto mega progetti che potrebbero aggravare la cronica siccità dell’area
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È “la nuova Riviera portoghese”. È un paradiso dei Vip, dall’attrice australiana Nicole Kidman alla principessa Carolina di Monaco. Tra dune e pinete, lungo chilometri di spiagge semideserte del Portogallo sud-occidentale, stanno nascendo complessi alberghieri di lusso che cambieranno per sempre il volto della regione di Comporta, come racconta in un lungo servizio l’agenzia Afp.

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Un paradiso del lusso

Secondo un rapporto dello studio Knight Frank quest’area a un’ora di auto a sud di Lisbona è tra i cinque mercati residenziali di lusso più ambiti al mondo, capace di attrarre “una clientela facoltosa in cerca di natura, discrezione e benessere". La adora lo stilista francese Christian Louboutin, che ha aperto un hotel esclusivo nel piccolo villaggio rurale di Melides. Ma anche la principessa Eugenia, nipote di re Carlo III d'Inghilterra, che una volta ha confidato al podcast Table Manners di senti…

È “la nuova Riviera portoghese”. È un paradiso dei Vip, dall’attrice australiana Nicole Kidman alla principessa Carolina di Monaco. Tra dune e pinete, lungo chilometri di spiagge semideserte del Portogallo sud-occidentale, stanno nascendo complessi alberghieri di lusso che cambieranno per sempre il volto della regione di Comporta, come racconta in un lungo servizio l’agenzia Afp.

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Un paradiso del lusso

Secondo un rapporto dello studio Knight Frank quest’area a un’ora di auto a sud di Lisbona è tra i cinque mercati residenziali di lusso più ambiti al mondo, capace di attrarre “una clientela facoltosa in cerca di natura, discrezione e benessere". La adora lo stilista francese Christian Louboutin, che ha aperto un hotel esclusivo nel piccolo villaggio rurale di Melides. Ma anche la principessa Eugenia, nipote di re Carlo III d'Inghilterra, che una volta ha confidato al podcast Table Manners di sentirsi qui così a suo agio da poter “andare al supermercato in tenuta da ginnastica, con i capelli spettinati, e a nessuno importa".

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Le paure di residenti e associazioni

La zona piace, e non da oggi, anche a chi ci vive. E proprio tanti residenti locali, insieme agli ambientalisti, sono i più preoccupati da questa mania della “nuova Riviera portoghese”. “Abbiamo mappato otto mega-progetti, ognuno dei quali copre centinaia di ettari”, ha lanciato l’allarme all’Afp Rebeca Mateus, biologa e membro dell'associazione Dunas Livres (Dune Libere), denunciando in particolare l'elevato consumo di acqua in una regione cronicamente minacciata dalla siccità. La sua associazione è inoltre preoccupata per i “danni irreversibili” alle dune, un habitat fragile e lento a rigenerarsi. Il geografo Sérgio Barroso sostiene per esempio che il 76% della Riserva ecologica nazionale di Grandola è andato perduto a causa di Progetti di interesse nazionale, che a suo parere non avrebbero dovuto essere approvati senza garantire l'accesso pubblico.

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La regione si è trasformata dopo il crollo di una dinastia bancaria portoghese, gli Espirito Santo, in seguito alla crisi del debito del 2011. Questa famiglia era fino ad allora l'unica proprietaria della "Herdade de Comporta", una tenuta agricola di oltre 12mila ettari. Dopo il fallimento del Banco Espirito Santo, i proprietari hanno venduto vasti appezzamenti della tenuta a promotori immobiliari, che hanno moltiplicato i progetti di residenze private, complessi alberghieri e campi da golf. Uno dei più noti è Costa Terra Golf and Ocean Club, con quasi 300 ville di lusso.

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L’intervento del governo

Nel frattempo i residenti lamentano le crescenti barriere all'accesso alle spiagge, che dovrebbero essere tutte pubbliche, e sentono pesare sul proprio portafoglio l'aumento del costo della vita, soprattutto nelle piccole attività commerciali locali. Ana Rodrigues, residente a Setúbal, ha dichiarato a Expresso di non poter più permettersi di portare i figli sulle spiagge che amava da bambina.

Per queste ragioni a luglio è dovuto scendere in campo anche il governo portoghese, che ha promesso di applicare misure più severe per proteggere le comunità locali e le imprese. Tutto nasce da un'indagine avviata dal ministero dell'Ambiente. "Le spiagge in Portogallo sono pubbliche e non possono essere recintate o negate in nessun caso", ha dichiarato la ministra Maria da Graça Carvalho. Gli ispettori dell'Agenzia per l'ambiente hanno scoperto che nove delle 22 spiagge della zona avevano un accesso limitato a causa della presenza di resort privati ??adiacenti.

A Comporta ormai si sente parlare più inglese e spagnolo che portoghese. "La gente del posto non ha più spazio qui, tutto è costruito per l'élite in arrivo", ha detto l’abitante Tiago Quintas a Euronews. Le case possono essere affittate fino a 5mila euro a notte e le tariffe giornaliere per l'accesso alla spiaggia, fino a 200 euro per ombrellone e sedia, stanno allontanando i locali.

Il dilemma dei residenti

Alcuni residenti hanno venduto la loro casa dietro offerte faraoniche, altri cercano di resistere, come Belinda Sobral, un'ex ingegnera di 42 anni che ha rilevato la taverna dei nonni in un piccolo villaggio. "Il problema non è il turismo, è il modo in cui è stato fatto: troppo in fretta, senza un piano né rispetto per la gente del posto", si lamenta all’Afp questa madre di due figli. "Voglio preservare l'identità del luogo", afferma. "Senza memoria, Comporta diventerà un'altra Ibiza, una località balneare come tante altre”.

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