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Flotilla, si indaga per sequestro di persona

(reuters)

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Inchiesta della procura di Roma dopo l’esposto degli attivisti italiani fermati dagli israeliani. La denuncia: “È stato un atto di pirateria”
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Sequestro di persona. Danneggiamento con pericolo di naufragio. Parte da qui l’inchiesta, al momento contro ignoti, aperta dalla procura di Roma sulla base degli esposti presentati dai 36 attivisti italiani che hanno partecipato alla Global Sumud Flotilla, venendo fermati in acque internazionali dall’esercito israeliano. E poi portati in carcere prima di essere espulsi in Italia. Oggi verrà ascoltato in Procura il deputato del partito democratico, Arturo Scotto, tra i primi a presentare un esposto firmato dagli avvocati Alessandra Ballerini, Michele Calantropo e Gianluca Vitale. Esposto nel quale si mettevano in luce una serie di questioni, ricostruendo quanto accaduto la notte dell’abbordaggio. «L’imbarcazione Karma — a bordo della quale viaggiavano diversi cittadini italiani, compresi i parlamentari — è stata circondata, colpita con idranti e costretta a deviare verso un porto israeliano» scrivono nell’esposto. L’attacco, privo di base legale secondo i denuncianti, sarebbe avvenuto …

Sequestro di persona. Danneggiamento con pericolo di naufragio. Parte da qui l’inchiesta, al momento contro ignoti, aperta dalla procura di Roma sulla base degli esposti presentati dai 36 attivisti italiani che hanno partecipato alla Global Sumud Flotilla, venendo fermati in acque internazionali dall’esercito israeliano. E poi portati in carcere prima di essere espulsi in Italia. Oggi verrà ascoltato in Procura il deputato del partito democratico, Arturo Scotto, tra i primi a presentare un esposto firmato dagli avvocati Alessandra Ballerini, Michele Calantropo e Gianluca Vitale. Esposto nel quale si mettevano in luce una serie di questioni, ricostruendo quanto accaduto la notte dell’abbordaggio. «L’imbarcazione Karma — a bordo della quale viaggiavano diversi cittadini italiani, compresi i parlamentari — è stata circondata, colpita con idranti e costretta a deviare verso un porto israeliano» scrivono nell’esposto. L’attacco, privo di base legale secondo i denuncianti, sarebbe avvenuto «in zona Sar egiziana, a circa 70 miglia da Gaza», e ha comportato «l’arresto di tutti i membri dell’equipaggio». «Il sequestro della nave si configura come simile a un atto di pirateria ed il dirottamento della imbarcazione e del suo equipaggio come un sequestro di persona» scrivono. Spiegando anche nella denuncia come «l’uso degli idranti per affliggere gli equipaggi», così come «l’assalto notturno, le azioni violente in acque internazionali» abbiano creato un «pericolo per la navigazione e per la sicurezza dell’equipaggio». Ora i magistrati romani ascolteranno alcuni dei politici e degli attivisti che erano a bordo proprio per ricostruire tutti i passaggi. In un quadro però molto difficile: sarà complesso contestare ma soprattutto ottenere qualcosa dall’esercito israeliano in un momento di grandissima tensione anche con gli organismi internazionali.

Per il momento, però, nessun reato è stato ipotizzato rispetto a quanto accaduto una volta giunti a terra. «Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani — aveva scritto in un esposto Antonio La Piccirella, uno dei componenti della Flotilla — I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio».

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