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Israele, primo sì all’annessione della Cisgiordania. Netanyahu vede Vance

(afp)

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Il premier israeliano: “Avanti con il piano ma senza Anp e Turchia”. Gli ostacoli alla costituzione della forza di stabilizzazione internazionale. Il vicepresidente americano: “Non sono qui a fare il babysitter”
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GERUSALEMME – Prima ancora del disarmo di Hamas, a bloccare il passaggio alla fase due della tregua a Gaza è la costituzione della Forza di stabilizzazione internazionale che dovrà garantire la sicurezza. Senza di essa, l’esercito israeliano non arretra ulteriormente. E, senza di essa, non partirà la ricostruzione. Veniva data per scontata invece è preda di veti incrociati, non a caso la visita di due giorni del vicepresidente americano J.D.Vance, culminata ieri nell’incontro con Netanyahu, è stata assorbita da questo tema. Ne continuerà a discutere anche oggi il Segretario di Stato Marco Rubio, in arrivo a Gerusalemme.

Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, con Vance Netanyahu è stato chiaro: «I soldati turchi non entrano a Gaza». La Turchia è protagonista nel negoziato che ha portato al cessate il fuoco, anzi è opinione diffusa tra gli analisti politici che Erdogan sia il vero vincitore della partita, perché determinante nel convincere Hamas e ora intenzionato a mandare i suo…

GERUSALEMME – Prima ancora del disarmo di Hamas, a bloccare il passaggio alla fase due della tregua a Gaza è la costituzione della Forza di stabilizzazione internazionale che dovrà garantire la sicurezza. Senza di essa, l’esercito israeliano non arretra ulteriormente. E, senza di essa, non partirà la ricostruzione. Veniva data per scontata invece è preda di veti incrociati, non a caso la visita di due giorni del vicepresidente americano J.D.Vance, culminata ieri nell’incontro con Netanyahu, è stata assorbita da questo tema. Ne continuerà a discutere anche oggi il Segretario di Stato Marco Rubio, in arrivo a Gerusalemme.

Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, con Vance Netanyahu è stato chiaro: «I soldati turchi non entrano a Gaza». La Turchia è protagonista nel negoziato che ha portato al cessate il fuoco, anzi è opinione diffusa tra gli analisti politici che Erdogan sia il vero vincitore della partita, perché determinante nel convincere Hamas e ora intenzionato a mandare i suoi militari nella Striscia, partecipando al contingente di pace. Al governo di Israele la prospettiva non piace, essendo la Turchia tra quei Paesi che, come il Qatar, ospitano la leadership di Hamas e, di fatto, la sostengono. «Chi può tenere insieme Paesi arabi, Azerbaijan, Indonesia e Turchia se non gli Stati Uniti? Siamo i veri mediatori», dice Vance. «Dobbiamo ancora lavorare, abbiamo però avuto colloqui produttivi con israeliani e arabi». Anche l’Italia è intenzionata a partecipare coi carabinieri, una volta chiarite le regole di ingaggio.

Ufficialmente il vicepresidente Usa nega di aver parlato con Netanyahu della tenuta della tregua. «La mia missione non è monitorare Israele come una babysitter con un bimbo piccolo, Israele non è un vassallo degli Stati Uniti». In pochi ci credono, anche perché per Trump è cruciale che il cessate il fuoco regga, essendo il pre-requisito per stabilizzare il Medio Oriente, e i raid di domenica scorsa su Rafah non lo fanno stare sereno. Allo stesso modo, anche i propositi di annessione della Cisgiordania sono un enorme ostacolo per la pace a Gaza.

Proprio durante la visita di Vance, la Knesset ha approvato un disegno di legge (25 sì contro 24 no) per estendere la sovranità dello Stato israeliano «a tutte le aree di insediamento in Giudea e Samaria»: è un voto preliminare, a cui seguirà l’esame in una commissione e poi altre due votazioni, ma Netanyahu aveva chiesto di posticiparlo, proprio per non irritare l’alleato americano. Appena se ne è avuta notizia, Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi, ha dichiarato: «Ogni annessione di territori palestinesi è per noi una linea rossa». Ci sono Paesi arabi, come appunto gli Emirati e l’Arabia Saudita, che sulla partecipazione alla missione stanno esitando.

Oltretutto, anche l’Autorità nazionale palestinese vuole un ruolo. Sono in corso discussioni sull’invio di poliziotti dell’Anp, previo addestramento in Egitto e in Giordania, nelle zone urbane di Gaza. Sarebbe il ritorno nella Striscia dopo la presa violenta del potere da parte di Hamas nel 2007. E Israele non vuole assolutamente. Martedì mattina — ha svelato un servizio di Channel 12 — c’è stato un incontro riservato tra Netanyahu, il capo dello Shin Bet David Zini e il direttore dell’intelligence egiziana, Hassan Rashad. La parte israeliana è stata molto dura nel dire no all’ipotesi dei poliziotti palestinesi.

La strada per la sicurezza, dunque, è in salita. «Abbiamo davanti a noi un compito molto arduo, disarmare Hamas e ricostruire Gaza», è il messaggio che Vanca lascia prima di tornare a Washington. «Non ho mai detto che sarà facile».

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