Così i russi usano il relitto-cimitero del traghetto Estonia come base per guidare i droni spia
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Nella notte tra il 27 e il 28 settembre del 1994 il traghetto “Estonia” affronta una tempesta micidiale che nel corso delle ore si trasforma in un uragano. Verso l’una di notte la nave che trasportava quasi mille passeggeri da Tallin a Stoccolma cede alle onde mostruose: la rampa di carico si spezza, il traghetto si riempie d’acqua, si rovescia e affonda. Il bilancio è tragico: 852 morti. E’ il naufragio più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale. E trent’anni di indagini non hanno ancora chiarito il motivo del cedimento strutturale a prua.
Quel relitto finito in fondo al Mar Baltico è stato dichiarato un anno dopo da Svezia, Finlandia ed Estonia inavvicinabile. Un cimitero protetto dal divieto di fare immersioni intorno alla nave.
Ebbene, solo il cinismo del Cremlino poteva trasformare quel cimitero in un punto di addestramento sottomarino e in un nascondiglio per attrezzature di spionaggio. Secondo un’inchiesta di vari media tedeschi la Russia avrebbe piazzato sull…
BERLINO – Nella notte tra il 27 e il 28 settembre del 1994 il traghetto “Estonia” affronta una tempesta micidiale che nel corso delle ore si trasforma in un uragano. Verso l’una di notte la nave che trasportava quasi mille passeggeri da Tallin a Stoccolma cede alle onde mostruose: la rampa di carico si spezza, il traghetto si riempie d’acqua, si rovescia e affonda. Il bilancio è tragico: 852 morti. E’ il naufragio più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale. E trent’anni di indagini non hanno ancora chiarito il motivo del cedimento strutturale a prua.
Quel relitto finito in fondo al Mar Baltico è stato dichiarato un anno dopo da Svezia, Finlandia ed Estonia inavvicinabile. Un cimitero protetto dal divieto di fare immersioni intorno alla nave.
Ebbene, solo il cinismo del Cremlino poteva trasformare quel cimitero in un punto di addestramento sottomarino e in un nascondiglio per attrezzature di spionaggio. Secondo un’inchiesta di vari media tedeschi la Russia avrebbe piazzato sulla carcassa del traghetto strumenti tecnici sofisticati per guidare droni e robot sottomarini e per spiare il traffico che si muove tra le sponde dei tre Paesi Nato che si affacciano su quella parte del Mar Baltico.
Il vantaggio di posizionare quegli strumenti su una nave piuttosto che sul fondo sabbioso è indubbio. Fonti di intelligence citati dai media sostengono che il relitto sia stato dunque trasformato da Mosca in un campo di addestramento anti-Nato.
Una notizia che fa il paio con un’altra, clamorosa rivelazione di un circuito di media internazionali. Fino al 2024 molte aziende occidentali - norvegesi, giapponesi, tedesche, americane - avrebbero venduto sensori, antenne, radar, cavi di fibra ottica e altri materiali sensibili alla Russia per consentire ai suoi sottomarini atomici nel Mare di Barents di sorvegliare navi e sottomarini della Nato. Un’operazione anti-Alleanza atlantica denominata “Armonia”
Si tratta di una truffa commerciale che ha aggirato la legge europea che impone alle aziende che esportano determinati prodotti strategici di dichiararne la destinazione. Le imprese dichiaravano solo una parte dei materiali, li spacciavano per componenti per uso civile e li facevano transitare attraverso un’impresa basata a Cipro, la Mostrello Commercial.