Bremmer: “A 80 anni dalla nascita l’Onu può fallire ma resta cruciale”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliIan Bremmer
NEW YORK – «La vera minaccia per la stabilità globale non è la crisi dell’Onu, ma il fatto che gli Stati Uniti non credono più ai valori su cui avevano basato e voluto questa organizzazione alla fine della Seconda guerra mondiale, per evitare il ripetersi di quegli orrori». Il presidente dell’Eurasia Group Ian Bremmer capovolge il discorso, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Palazzo di Vetro, caduto ieri, spiegando che il problema sono i paesi membri: «La Russia, essendo governata da un criminale di guerra, dovrebbe essere espulsa dal Consiglio di sicurezza, o quanto meno sospesa». Ma nonostante le difficoltà, continuiamo a non poter fare a meno delle Nazioni Unite, come ha dimostrato lo stesso segretario di Stato Rubio dicendo che l’eventuale forza di pace a Gaza dovrà essere basata sull’Onu: «Lo ha ammesso lo stesso Trump, nel suo discorso all’Assemblea Generale. Non sarebbe difficile creare una forza di pace senza il Palazzo di Vetro, ad esempio con una coalizione dei v…
NEW YORK – «La vera minaccia per la stabilità globale non è la crisi dell’Onu, ma il fatto che gli Stati Uniti non credono più ai valori su cui avevano basato e voluto questa organizzazione alla fine della Seconda guerra mondiale, per evitare il ripetersi di quegli orrori». Il presidente dell’Eurasia Group Ian Bremmer capovolge il discorso, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Palazzo di Vetro, caduto ieri, spiegando che il problema sono i paesi membri: «La Russia, essendo governata da un criminale di guerra, dovrebbe essere espulsa dal Consiglio di sicurezza, o quanto meno sospesa». Ma nonostante le difficoltà, continuiamo a non poter fare a meno delle Nazioni Unite, come ha dimostrato lo stesso segretario di Stato Rubio dicendo che l’eventuale forza di pace a Gaza dovrà essere basata sull’Onu: «Lo ha ammesso lo stesso Trump, nel suo discorso all’Assemblea Generale. Non sarebbe difficile creare una forza di pace senza il Palazzo di Vetro, ad esempio con una coalizione dei volenterosi, ma non avrebbe la legittimità di cui ha bisogno, che può venire solo da questa organizzazione multilaterale».
A ottant’anni dalla sua fondazione, l’Onu ha ancora senso?
«Sì, senza dubbio. Per almeno tre motivi: primo, i servizi che fornisce in tutto il mondo, indispensabili soprattutto per i paesi più piccoli e deboli; secondo, il forum che offre per discutere le questioni chiave del pianeta allo scopo di trovare convergenze; terzo, il lavoro per la pace, che nonostante le difficoltà, non può essere condotto in modo efficace senza il Palazzo di Vetro».
Lei è membro dell’High-level Advisory Body on Artificial Intelligence , è uno dei temi chiave a cui faceva riferimento?
«Sì, insieme ai cambiamenti climatici, ad esempio. Sono entrambe questioni decisive per il futuro dell’umanità, ma non esiste un altro luogo dove possono essere discusse da tutti allo scopo di condividere quanto meno la necessità di affrontarle. Sul clima ci sono divergenze politiche relative al modo di gestire il problema, ma l’Onu è riuscita a creare una convergenza globale sull’esistenza del fenomeno. Sull’intelligenza artificiale sarebbe difficile condividere un minimo comune denominatore per sviluppare in sicurezza le grandi opportunità che offre, se si ragionasse solo in base agli interessi nazionali».
I critici accusano l’Onu di volere imporre la propria volontà.
«È forse l’equivoco più grave che la perseguita. Non è il governo del mondo, ma uno strumento a disposizione degli stati membri per discutere e trovare soluzioni condivise. Sono loro che hanno il potere, non il segretario generale. Guardiamo all’intelligenza artificiale: il nostro organismo non ha il potere di imporre azioni ai membri, ma solo consigliarli».
Il Consiglio di sicurezza può approvare risoluzioni con valore legale, ma ormai non riesce ad accordarsi più su nulla.
«Questo dipende dalle divergenze tra gli stati, non dall’Onu. La Russia è membro permanente con potere di veto, ma essendo guidata da un criminale di guerra dovrebbe essere espulsa o sospesa, finché il leader sarà Putin. Il Consiglio poi andrebbe riformato, quanto meno includendo Germania, Giappone, India e togliendo il potere di veto».
Gli Usa non pagano i contributi, si rischia la bancarotta?
«Così gli Usa si danneggiano, perché indeboliscono il sistema basato sulle regole, favorendo rivali come la Cina».
Americani e israeliani hanno accusato l’Onu di essere antisemita.
«Le Nazioni Unite hanno 193 membri e la maggioranza viene dal sud del mondo, quindi non è sorprendente che nell’Assemblea Generale ci sia una parzialità in favore degli interessi di questi paesi. Ancora una volta, però, il problema non è Palazzo di Vetro: se anche lo chiudessimo, quei paesi manterrebbero le loro posizioni».
L’Onu non ha avuto un ruolo significativo per mettere fine alle guerre in Ucraina e Gaza.
«Perché i paesi membri non l’hanno permesso. Ma poi dove altro si può andare, per costituire una forza di pace in Medio Oriente?».