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Volenterosi: nuove armi a Kiev. Dmitriev, l’inviato di Putin negli Usa: “Soluzione diplomatica più vicina”

Il summit dei Volenterosi a Londra

 

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Summit a Londra, Inghilterra e Francia pronte a fornire artiglieria e caccia. Il rappresentante del Cremlino parla alla Cnn: “L’incontro Putin-Trump ci sarà”
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LONDRA – La Coalizione dei Volenterosi è cambiata. Non è più solo una piattaforma per pianificare la sicurezza dell’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco, oramai sempre più remoto vista l’intransigenza russa e le «richieste ridicole di Mosca sui territori ucraini», accusa Keir Starmer. Ma come ha fatto intuire lo stesso primo ministro britannico dopo il summit di ieri al Foreign Office, la Coalizione si è evoluta. E sta diventando sempre più di sostegno, militare, logistico e finanziario a Kiev in questa guerra, da parte dei Volenterosi ideati da Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron.

Un’entità in espansione e in parallelo con gli Stati Uniti, «da cui non possiamo prescindere. Senza di loro non ci sarà mai pace in Ucraina», avverte il president…

LONDRA – La Coalizione dei Volenterosi è cambiata. Non è più solo una piattaforma per pianificare la sicurezza dell’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco, oramai sempre più remoto vista l’intransigenza russa e le «richieste ridicole di Mosca sui territori ucraini», accusa Keir Starmer. Ma come ha fatto intuire lo stesso primo ministro britannico dopo il summit di ieri al Foreign Office, la Coalizione si è evoluta. E sta diventando sempre più di sostegno, militare, logistico e finanziario a Kiev in questa guerra, da parte dei Volenterosi ideati da Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron.

Un’entità in espansione e in parallelo con gli Stati Uniti, «da cui non possiamo prescindere. Senza di loro non ci sarà mai pace in Ucraina», avverte il presidente Volodymyr Zelensky, arrivato per partecipare in presenza a Londra insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro olandese Dirk Schoof, oltre alla partecipazione da remoto di altri venti Paesi, inclusi l’Italia con Giorgia Meloni, la Francia e il Giappone con la nuova premier Sanae Takanichi al suo primo impegno internazionale.

Il padrone di casa Starmer elenca i risultati del «cruciale» vertice a Londra: «È stata una settimana molto positiva. Insieme alle ultime sanzioni degli Alleati europei — con i quali siamo sempre più coordinati — e statunitensi stiamo dando un colpo durissimo a petrolio e gas russi, aumenteremo la consegna di missili a lungo raggio a Kiev, rafforzeremo le difese aeree ucraine e le garanzie di sicurezza con una futura forza multinazionale. Inoltre, con l’Ue abbiamo posto le basi per l’utilizzo degli asset congelati russi, sui quali siamo pronti a collaborare». Perché, secondo Sir Keir e lo stesso Zelensky, su questo tema «l’accordo politico in realtà c’è stato l’altra sera a Bruxelles, manca la messa in pratica». Ossia superare l’opposizione del Belgio, che custodisce buona parte di questi circa 200 miliardi di asset bloccati di Mosca e che teme ripercussioni legali e finanziarie, nonché «ritorsioni eterne» dalla Russia.

La danese Frederiksen non ha dubbi: «Bisogna sbrogliare la situazione prima della Vigilia di Natale». Altrimenti,Kiev rimarrà senza soldi a inizio 2026, «e la Russia vincerà questa guerra». Anche perché, dopo la riluttanza di Trump a sovvenzionare Kiev, è stato calcolato che il programma “Purl” destinato ai membri Nato per acquistare armi dagli Usa — e poi girarle a Kiev — coprirà meno del 60% degli aiuti europei garantiti sinora.

Insomma, non c’è tempo da perdere, affinché l’Ucraina possa resistere. Anche perché lo zar «vuole un disastro umanitario», presagisce Zelensky, «colpendo le nostre infrastrutture energetiche per lasciarsi al freddo». «Putin è l’unico che non vuole fermare la guerra in Ucraina, mentre continua a commettere atrocità», aggiunge Starmer, «sarà un inverno duro». Ma per Rutte, «centinaia di migliaia di russi stanno morendo per la folle aggressione di Putin. La verità è che il presidente russo sta perdendo soldi, truppe e idee».

Eppure lo zar non molla la presa. Anche per questo, Londra fornirà a Zelensky, anticipando i tempi, la consegna di 150 missili multi-funzione parte di un programma da 2 miliardi di euro con Kiev, mentre «la Francia invierà nei prossimi giorni ulteriori missili antiaerei Aster all’Ucraina e caccia Mirage», ha annunciato Macron, in collegamento da Parigi. Ma a Kiev mancano ancora i missili americani Tomahawk a lungo raggio, sul quale vige il veto di Trump: «L’ultima parola è degli americani», ammette Rutte, «ma loro forniscono molti altri missili, insieme ad altre infrastrutture vitali. L’importante è che il flusso di armi non si interrompa».

«Perché il futuro dell’Ucraina è il nostro futuro», ammonisce Starmer. Ma gli ostacoli sono ovunque. Ieri il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato che il suo governo sta cercando di aggirare le sanzioni statunitensi contro i giganti energetici russi Rosneft e Lukoi: «Abbiamo il diritto di acquistare petrolio e gas ai nostri prezzi». Zelensky risponde da Londra: «È proprio quello che vuole Putin: dividerci».

In serata però Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti e rappresentante speciale di Putin, prova a cambiare versione. Dmitriev è in visita negli Usa per colloqui ufficiali con Steve Witkoff e altri rappresentanti americani e in una intervista alla Cnn assicura: «Siamo fiduciosi che si arriverà a una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti. Secondo me un incontro tra Putin e Trump accadrà presto. La Russia è interessata a porre fine al conflitto in Ucraina il più rapidamente possibile e le forze armate russe selezionano solo obiettivi militari». Peccato che solo l’altro giorno abbiano attaccato anche un asilo in Ucraina, provocando sette morti.

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