Bill Gates minimizza l’allarmismo sul “climate change”: “Non porterà alla scomparsa dell’umanità”
di Enrico FranceschiniLONDRA – Bill Gates cambia almeno parzialmente posizione sul cambiamento climatico: il fondatore della Microsoft, uno dei maggiori finanziatori al mondo di studi e progetti sulla difesa dell’ambiente, ora afferma che le conseguenze dell’effetto serra “non porteranno alla scomparsa dell’umanità”. In un memorandum ottenuto e pubblicato dal New York Times, Gates minimizza l’allarmismo sull’aumento della temperatura globale della Terra, invitando piuttosto a concentrare gli sforzi per migliorare la vita delle popolazioni nei Paesi emergenti.
“Il cambiamento climatico avrà serie conseguenze, particolarmente per coloro che vivono nei Paesi più poveri, ma non condurrà alla scomparsa dell’umanità”, scrive il miliardario filantropo americano. “Nell’immediato futuro la gente sarà in grado di vivere e prosperare nella maggior parte dei luoghi del pianeta”. Pur definendo il cambiamento climatico “un problema molto importante” che necessita di essere risolto, Gates sostiene che “le prospettive apo…
LONDRA – Bill Gates cambia almeno parzialmente posizione sul cambiamento climatico: il fondatore della Microsoft, uno dei maggiori finanziatori al mondo di studi e progetti sulla difesa dell’ambiente, ora afferma che le conseguenze dell’effetto serra “non porteranno alla scomparsa dell’umanità”. In un memorandum ottenuto e pubblicato dal New York Times, Gates minimizza l’allarmismo sull’aumento della temperatura globale della Terra, invitando piuttosto a concentrare gli sforzi per migliorare la vita delle popolazioni nei Paesi emergenti.
“Il cambiamento climatico avrà serie conseguenze, particolarmente per coloro che vivono nei Paesi più poveri, ma non condurrà alla scomparsa dell’umanità”, scrive il miliardario filantropo americano. “Nell’immediato futuro la gente sarà in grado di vivere e prosperare nella maggior parte dei luoghi del pianeta”. Pur definendo il cambiamento climatico “un problema molto importante” che necessita di essere risolto, Gates sostiene che “le prospettive apocalittiche spingono una gran parte dei difensori dell’ambiente a concentrarsi troppo sull’obiettivo di ridurre a breve termine le emissioni nocive”. E ciò, avverte, “distoglie risorse dalle iniziative più efficaci che dovremmo prendere per migliorare la vita in un mondo surriscaldato”. La pur crescente temperatura della Terra, conclude, “non è il modo migliore per misurare i progressi che facciamo sul clima”.
Proprietario di una fortuna stimata in 122 miliardi di dollari e donatore di metà del suo patrimonio in aiuti umanitari, il fondatore della Microsoft ha investito enormi fondi personali in aziende che producono energia sostenibile e in piani per aiutare comunità minacciate dal cambiamento climatico ad adattarsi all’innalzamento delle acque, alla siccità e ad altri fenomeni meteorologici estremi che ne sono una conseguenza; e continua la sua attività benefica in tali settori. Tuttavia, nel marzo scorso ha ridotto i finanziamenti a Breakthrough Energy, una società che investe in start-up nell’energia pulita, dal cui sito ha recentemente tolto un suo saggio del 2023 sull’esigenza di trasformazioni senza precedenti per costruire un futuro sostenibile.
In maggio ha tagliato altri fondi analoghi dai programmi della Gates Foundation, che ha speso miliardi di dollari per il clima. E la settimana prossima non parteciperà a Cop30 in Brasile, il summit annuale dell’Onu sul “climate change”, al quale aveva preso parte più volte in passato.
Reagendo alla sua svolta sull’argomento, alcuni scienziati notano che potrebbe essere un tentativo di riposizionare il dibattito in una fase in cui l’amministrazione Trump è apertamente ostile alla difesa dell’ambiente: uno spostamento al centro per non diventare un bersaglio della Casa Bianca. Altri ipotizzano che sia una risposta alla
riduzione di aiuti umanitari internazionali da parte di Trump, un invito a riempire almeno in parte con risorse private i buchi creati dai tagli del presidente. Vari studi riconoscono inoltre che la retorica più allarmista sul cambiamento climatico non è il modo più efficiente per motivare le persone a combatterlo: per riuscirci è meglio mettere l’accento sull’ottimismo piuttosto che sul pessimismo. In passato anche Bill Gates, come numerosi esperti, affermava che l’aumento della temperatura del pianeta crea “cambiamenti irreversibili” con effetti disastrosi per l’avvenire del mondo.