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Sfida in musica al Cremlino. La Generazione Z russa va in piazza con le canzoni proibite

Diana Loginova, la cantante Naoko del gruppo "StopTime", durnte il processo 

 

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Arrestata la band ribelle StopTime dopo un concerto sulla Prospettiva Nevskij a San Pietroburgo: la voce del gruppo Naoko rischia il carcere. Ma i brani pacifisti continuano a essere ascoltati e eseguiti come atto politico
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Un giorno sulla Prospettiva Nevskij. L’ultima “rivoluzione russa” è iniziata così. Da mesi la band StopTime suonava nella strada più iconica di San Pietroburgo canzoni pacifiste di artisti ribelli costretti all’esilio. I loro video virali su TikTok avevano accresciuto il loro seguito. Il 16 ottobre l’ultimo concerto. Un centinaio di giovani aveva intonato a squarciagola versi oramai proibiti insieme alla cantante del gruppo Diana Loginova, in arte Naoko. Di fatto una protesta, l’ultima possibile. In un Paese dove chi critica l’offensiva in Ucraina o la chiama semplicemente “guerra” rischia il carcere, persino una canzone può suonare come una ribellione.

La band StopTime condannata al carcere

È quello che è successo. I musicisti di StopTime sono stati accusati di aver organizzato un “raduno di massa” e condannati a 12-13 giorni di detenzione amministrativa. Naoko, diciott’anni appena compiuti, è stata indagata anche per “discredito dell’esercito” per aver eseguito due brani messi all’i…

Un giorno sulla Prospettiva Nevskij. L’ultima “rivoluzione russa” è iniziata così. Da mesi la band StopTime suonava nella strada più iconica di San Pietroburgo canzoni pacifiste di artisti ribelli costretti all’esilio. I loro video virali su TikTok avevano accresciuto il loro seguito. Il 16 ottobre l’ultimo concerto. Un centinaio di giovani aveva intonato a squarciagola versi oramai proibiti insieme alla cantante del gruppo Diana Loginova, in arte Naoko. Di fatto una protesta, l’ultima possibile. In un Paese dove chi critica l’offensiva in Ucraina o la chiama semplicemente “guerra” rischia il carcere, persino una canzone può suonare come una ribellione.

La band StopTime condannata al carcere

È quello che è successo. I musicisti di StopTime sono stati accusati di aver organizzato un “raduno di massa” e condannati a 12-13 giorni di detenzione amministrativa. Naoko, diciott’anni appena compiuti, è stata indagata anche per “discredito dell’esercito” per aver eseguito due brani messi all’indice dalle autorità: Svetlaja Polosa (Striscia di luce) del rapper Noize Mc e Ty Soldat (Tu sei un soldato) della cantautrice Monetochka.

Il suo fascicolo si è riempito delle denunce dei cosiddetti “blogger Z”, autoproclamati patrioti che hanno chiesto che venisse punita. Ora Naoko rischia un processo penale e anni di carcere. Da allora le proteste, spontanee seppur isolate, si sono moltiplicate. Non accadeva dai primi mesi del 2022.

La Generazione Z contro i blogger Z

Protagonista la Generazione Z. Dove la “Z” diventata il famigerato simbolo della cosiddetta Operazione militare speciale in Ucraina sta invece a indicare la generazione dei giovani nati tra il 1995 e il 2009, i “nativi digitali” che non hanno mai conosciuto una Russia senza Vladimir Putin, non hanno mai sperimentato l’illusione della democrazia e non hanno mai preso parte a un raduno. E che ora invece hanno trovato la loro voce grazie alla musica e a TikTok.

Decine di giovani musicisti hanno iniziato a eseguire le canzoni incriminate e contestate alla band StopTime, prima in casa, poi in strada, e a pubblicare le proprie performance sul social network targandole con l’hashtag “Libertà per Naoko" e ottenendo fino a un milione di visualizzazioni.

Le canzoni proibite eseguite in strada e su TikTok

I loro gruppi preferiti sono stati bollati come “agenti stranieri”, banditi dai palchi e infine costretti a fuggire. Noize MC e Monetochka sono emigrati a Vilnius in Lituania, la punk band Pornofilmy a Tbilisi in Georgia. Ma i giovani continuano a far vivere le loro canzoni. Benché siano state vietate dalle autorità. La “lista nera” nel 2024 conteneva già 79 voci. Come Kooperativ Lebedinoe ozero, “La cooperativa del Lago dei cigni”, brano di Noize Mc che allude al tentato golpe del 1991 quando la tv sovietica trasmise a ripetizione il balletto “Il lago dei cigni” e dunque alla possibile caduta del regime di Putin.

L'esibizione dell'artista di strada di Ekaterinburg Zhenka Radost pubblicata su TikTok 

Cantare i testi messi all’indice è così diventato un atto politico. L’artista Evgenij Mikhailov, nome d’arte “Zhenka Radost”, si è esibito nella canzone rap vietata accompagnato da un amico mascherato da T-Rex che mostrava il cartello “Anche i dinosauri sono per la libertà”. È stato arrestato e condannato a 14 giorni di detenzione amministrativa per “teppismo e linguaggio osceno”. A Mosca la polizia ha fermato un minorenne, in arte BeDeHo, mentre si esibiva al laghetto di Chistye Prudy. A Perm le autorità hanno interrotto il concerto di un gruppo che aveva intonato brani di Noize MC e Pornofilmy invitando la folla a «non cantare materiale proibito».

La prima rivolta dei Gen Z

L’algoritmo di TikTok ha però amplificato il movimento a dispetto di censura e repressione. E i filmati delle performance condannate sono iniziati a comparire anche nelle bacheche degli utenti non interessati alla politica. I giovani non potranno più ascoltare i loro cantanti preferiti dal vivo, ma hanno scoperto che una chitarra e un telefono bastano per sfidare le autorità. Non senza timore. «È la mia prima rivolta, ho un po’ paura», ha confessato qualcuno. Altri invece hanno commentato: «Siamo figli di Pushkin, siamo contro le autorità». Oppure: «Se Pushkin fosse ancora vivo, anch’egli verrebbe chiamato agente straniero».

Nel fine settimana un centinaio di attivisti si sono radunati davanti alla sede dell’amministrazione presidenziale per presentare una petizione per il rilascio di Naoko e degli altri musicisti della band StopTime. Sono stati tutti filmati da “volontari” pro-Cremlino che hanno gridato: «Siamo per Putin». Uno scontro che corre anche sui social. Ma che resta un’inedita seppur marginale sfida.

La sfida alle autorità

«Gli artisti di strada terrorizzano le autorità», ha commentato lo scrittore Mikhail Zygar. «Aggirano il controllo dello Stato su locali, sponsor e licenze. Cantano direttamente ai passanti, ai russi comuni che potrebbero non sapere nemmeno che la musica di protesta esiste ancora. Per il Cremlino è una magia pericolosa: un promemoria che la libertà, una volta ascoltata, è contagiosa».

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