La svolta di Bill Gates: il benessere prima del clima
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – «Il cambiamento climatico è una cosa seria, ma non porterà all’estinzione dell’umanità. Quindi è tempo di mettere il benessere umano al centro delle nostre strategie». A scriverlo è Bill Gates in una nota, che rappresenta un mutamento epocale e fa già discutere, tra chi lo accusa di voler compiacere Trump per non essere preso di mira e chi la giudica un’accorta strategia per aggirare l’ostilità verso le politiche verdi, facendo rientrare dalla finestra quanto ciò che cacciato dalla porta.
«Non possiamo – scrive Gates – tagliare i fondi per la salute e lo sviluppo, programmi che aiutano le persone a rimanere resilienti di fronte al cambiamento climatico». E aggiunge: «C’è una visione apocalittica che recita così: nel giro di pochi decenni il cambiamento climatico catastrofico decimerà la civiltà. Le prove sono tutte intorno a noi: basta guardare le ondate di calore e le tempeste causate dall’aumento delle temperature. Niente conta di più che limitare l’aumento della tempera…
NEW YORK – «Il cambiamento climatico è una cosa seria, ma non porterà all’estinzione dell’umanità. Quindi è tempo di mettere il benessere umano al centro delle nostre strategie». A scriverlo è Bill Gates in una nota, che rappresenta un mutamento epocale e fa già discutere, tra chi lo accusa di voler compiacere Trump per non essere preso di mira e chi la giudica un’accorta strategia per aggirare l’ostilità verso le politiche verdi, facendo rientrare dalla finestra quanto ciò che cacciato dalla porta.
«Non possiamo – scrive Gates – tagliare i fondi per la salute e lo sviluppo, programmi che aiutano le persone a rimanere resilienti di fronte al cambiamento climatico». E aggiunge: «C’è una visione apocalittica che recita così: nel giro di pochi decenni il cambiamento climatico catastrofico decimerà la civiltà. Le prove sono tutte intorno a noi: basta guardare le ondate di calore e le tempeste causate dall’aumento delle temperature. Niente conta di più che limitare l’aumento della temperatura. Fortunatamente per tutti noi, questa visione è sbagliata. Anche se il cambiamento climatico avrà gravi conseguenze, in particolare per le persone nei Paesi più poveri, non porterà alla fine dell’umanità. I popoli saranno in grado di vivere e prosperare nella maggior parte dei luoghi della Terra per il prossimo futuro».
Le proiezioni sulle emissioni sono diminuite, ma «le prospettive apocalittiche stanno facendo sì che gran parte della comunità climatica si concentri troppo sugli obiettivi a breve termine, distogliendo risorse dalle cose più efficaci che dovremmo fare per migliorare la vita in un mondo che si riscalda».
Secondo Gates «non è troppo tardi per adottare una visione diversa e adeguare le nostre strategie. Il vertice globale sul clima del mese prossimo in Brasile è un ottimo punto di partenza. Il nostro obiettivo principale dovrebbe essere quello di prevenire la sofferenza, in particolare per coloro che vivono nelle condizioni più difficili. Anche se il cambiamento climatico danneggerà i più poveri, per la stragrande maggioranza di loro non sarà l’unica e nemmeno la più grande minaccia. I problemi più gravi sono povertà e malattie. Questo ci permetterà di concentrare le nostre limitate risorse su interventi che avranno il massimo impatto per le persone più vulnerabili».
Gates non si illude: «So che alcuni mi chiameranno ipocrita». Ma non per questo rinuncia a dire che bisogna smettere di usare le temperature come strumento per misurare il rischio e il danno, ma la qualità della vita, puntando sull’adattamento più della riduzione delle emissioni, che comunque si potrà ottenere grazie alle future tecnologie. Tradimento o scaltro cambio di strategia?