Così il cambiamento climatico ha reso Melissa l'uragano del secolo
di Giacomo TalignaniPer capire la potenza di Melissa bisogna andare in profondità. L'uragano di categoria 5, uno dei più potenti di sempre della storia e destinato a sferzare con raffiche di vento a oltre 290 chilometri orari la Giamaica, Repubblica Dominicana, Cuba e Turks e Caicos, ha due caratteristiche principali che lo rendono estremamente violento: le piogge e i venti. Entrambi questi fenomeni sono stati resi - secondo un nuovo studio di attribuzione di ClimaMeter - più intensi a causa della crisi del clima.
Se Melissa è così potente è infatti principalmente a causa del surriscaldamento globale che ha portato quell'area dell'Oceano Atlantico ad avere acque ancor più calde: non solo quelle superficiali, di quasi 30 gradi in certe zone e di almeno +3 gradi sopra alla media, ma anche in profondità dove le acque oceaniche sono generalmente fredde. Il calore presente nella colonna d'acqua secondo gli scienziati funge da carburante per aumentare l'energia di uragani come Melissa.
Inoltre lo studio sost…
Per capire la potenza di Melissa bisogna andare in profondità. L'uragano di categoria 5, uno dei più potenti di sempre della storia e destinato a sferzare con raffiche di vento a oltre 290 chilometri orari la Giamaica, Repubblica Dominicana, Cuba e Turks e Caicos, ha due caratteristiche principali che lo rendono estremamente violento: le piogge e i venti. Entrambi questi fenomeni sono stati resi - secondo un nuovo studio di attribuzione di ClimaMeter - più intensi a causa della crisi del clima.
Se Melissa è così potente è infatti principalmente a causa del surriscaldamento globale che ha portato quell'area dell'Oceano Atlantico ad avere acque ancor più calde: non solo quelle superficiali, di quasi 30 gradi in certe zone e di almeno +3 gradi sopra alla media, ma anche in profondità dove le acque oceaniche sono generalmente fredde. Il calore presente nella colonna d'acqua secondo gli scienziati funge da carburante per aumentare l'energia di uragani come Melissa.
Inoltre lo studio sostiene che le condizioni innescate dalla crisi del clima, a sua volta alimentata dalle emissioni dell'uomo, hanno reso del 10% più intense le piogge e i venti dell'uragano. Proprio sulla Giamaica potrebbero verificarsi addirittura 500 millimetri in sole 36 ore.
In sostanza, se è così micidiale, è per un motivo che "non può essere legato alla sola variabilità naturale" spiegano i ricercatori. Nel dettaglio gli esperti sostengono che la crisi del clima abbia contribuito ad un aumento di 14 millimetri le piogge di Melissa e di un ulteriore 8 chilometri orari i venti.
Sicuramente "la variabilità naturale ha avuto un ruolo nella formazione e nella traiettoria della tempesta" ma l'intensificazione è legata a "temperature oceaniche più calde che forniscono energia alle tempeste" spiegano gli scienziati ricordando come "nel giro di sole 24 ore, Melissa ha subito una rapida intensificazione, alimentata da acque insolitamente calde, diventando uno degli uragani più forti e probabilmente più distruttivi che abbiano mai colpito la Giamaica".
Secondo il ricercatore italiano Davide Faranda del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (CNRS Francia), uno degli autori dello studio di attribuzione, "gli impatti devastanti di Melissa dimostrano che i combustibili fossili fanno molto di più che riscaldare il mondo: rendono gli uragani più umidi, più forti e più violenti. La scienza è chiara: se le emissioni non vengono ridotte rapidamente, paesi come la Giamaica dovranno affrontare tempeste più distruttive di qualsiasi altra cosa mai vista prima. Negli anni a venire, migliorare la resilienza e la preparazione delle infrastrutture è essenziale per ridurre i danni e la perdita di vite umane durante i futuri eventi estremi".
In generale, i ricercatori sostengono che la crisi del clima sia destinata a raddoppiare le velocità dei venti degli uragani. Come noto, Melissa è per la Giamaica l'uragano più forte mai registrato e, per pressione, si tratta del terzo in assoluto a livello globale, uno dei peggiori uragani del secolo. Ben cinque su sette dei principali uragani con la pressione maggiore si sono tutti verificati negli ultimi 20 anni. Non a caso uno studio del 2023 sosteneva che per via della crisi del clima gli uragani atlantici hanno ora una probabilità doppia di trasformarsi in poco tempo da tempeste minori a eventi catastrofici: dal 2005 ad oggi almeno l'8,1% delle tempeste è passato da uno stato quasi innocuo a uragano intenso in un solo giorno.