✕

Exit poll in Olanda, i liberali europeisti di Jetten davanti al sovranista Wilders

(afp)

Ascolta l'audio

Il D66, formazione progressista, è primo con 27 seggi, superando a sorpresa l'ultradestra del Partito per la libertà, che avrebbe 25 seggi. Si dimette Timmermans, superato anche dal centrodestra
2 minuti di lettura

Un giovane europeista omosessuale invece del sovranista che cavalca l’odio anti-migranti. È la grande sorpresa delle elezioni olandesi. Se nel 2023 gli elettori avevano deciso il trionfo dell’estremista di destra Geert Wilders, stavolta secondo gli exit poll si sono voluti affidare a Rob Jetten e ai suoi liberali di centrosinistra di D66, che avrebbero conquistato 27 seggi, loro record storico (erano 9 nel 2023), mentre Wilders passerebbe da 37 a 25.

Geert Wilders (afp)

Jetten, 38enne fascinoso e smart, è ex ministro dell’Ambiente e pro-Ue. L’ha spuntata su Wilders (che ammette di aver sperato «in un risultato differente» ma dice ai giornalisti «Non vi libererete di me») e sull’altro favorito dei sondaggi, il leader della sinistra Frans Timmermans, la cui alleanza rosso-verde delude e conquista solo 20 seggi, 5 meno di due anni fa, risultato che ha spinto l’ex commissario europeo subit…

Un giovane europeista omosessuale invece del sovranista che cavalca l’odio anti-migranti. È la grande sorpresa delle elezioni olandesi. Se nel 2023 gli elettori avevano deciso il trionfo dell’estremista di destra Geert Wilders, stavolta secondo gli exit poll si sono voluti affidare a Rob Jetten e ai suoi liberali di centrosinistra di D66, che avrebbero conquistato 27 seggi, loro record storico (erano 9 nel 2023), mentre Wilders passerebbe da 37 a 25.

Geert Wilders (afp)

Jetten, 38enne fascinoso e smart, è ex ministro dell’Ambiente e pro-Ue. L’ha spuntata su Wilders (che ammette di aver sperato «in un risultato differente» ma dice ai giornalisti «Non vi libererete di me») e sull’altro favorito dei sondaggi, il leader della sinistra Frans Timmermans, la cui alleanza rosso-verde delude e conquista solo 20 seggi, 5 meno di due anni fa, risultato che ha spinto l’ex commissario europeo subito alle dimissioni. Al momento la sua formazione è quarta, superata incredibilmente anche dai grandi rivali del Vvd, i liberali di centrodestra in crisi dopo la fine dell’era di Mark Rutte ma che comunque raggiungerebbero 23 seggi, solo uno in meno dell’ultima volta nonostante sondaggi che apparivano disastrosi fino all’ultimo.

Frans Timmermans (reuters)

Jetten guiderebbe i negoziati per il nuovo governo e sarebbe probabilmente lui primo ministro in una coalizione che vedrebbe sicuramente al suo interno i cristiano-democratici di Cda, quinta forza con 19 seggi, ben 14 in più del 2023, ma un po’ sotto alle previsioni (Il suo leader Henri Bontenbal, 42enne democristiano e ambientalista che non prende l’aereo e ha una casa superecologica, è calato per una gaffe sui gay degli ultimi giorni, ha detto infatti che le scuole religiose sono libere di sostenere che le relazioni omosessuali sono un errore).

Henri Bontenbal (afp)

Al momento secondo gli analisti le opzioni principali sembrano essere due: Jetten e Bontenbal potrebbero allearsi sia con la sinistra sia con il centrodestra Vvd (89 seggi in tutto, ne servono 76 per la maggioranza), oppure guardare più a destra imbarcando il Vvd e l’estrema destra Ja21, che è arrivata a 9 seggi. Impossibile che rientri nei giochi Wilders, con cui tutti i grandi partiti hanno promesso di non allearsi dopo che ha fatto pretestuosamente cadere il governo del tecnico Dick Schoof, del quale era dominus, con proposte incostituzionali contro i migranti.

«Milioni di olandesi hanno voltato pagina oggi, hanno detto addio alla politica della negatività e dell’odio. È tempo di guardare avanti», ha detto Jetten sul palco della notte elettorale a Leida.

«È un risultato che mi fa felice, è l’inizio della fine per Wilders», ci spiega da Amsterdam uno dei più importanti scrittori olandesi, Jan Brokken, finalista quest’anno al Premio Strega europeo con La scoperta dell’Olanda (Iperborea). Brokken in questi anni ha visto i Paesi Bassi sprofondare «in una crisi di identità» e tradire la sua secolare vocazione all’apertura e alla tolleranza per farsi sedurre, per paura dei migranti, dal pifferaio Wilders: «Ma già in campagna elettorale si vedeva che stavolta c’era più ragionevolezza, non era più lo show di Wilders, e sono invece emerse figure come Bontenbal e Jetten. Sicuramente non sarà facile formare il governo, ma Jetten avrà diverse opzioni e potrà scegliere se, oltre che al Cda, guardare al centrodestra del Vvd o alla sinistra di Timmermans. Quest’ultimo è stato visto purtroppo come la vecchia politica, nonostante le sue buone idee come quella sulla casa, mentre Jetten è un giovane ottimista».

Lo slogan di Jetten è stato «Battiamo Wilders». E così è stato. Fidanzato con un campione di hockey su prato argentino, sarebbe il primo premier gay e il più giovane della storia dei Paesi Bassi. «Sarebbe un ritorno allo spirito liberale degli anni Sessanta, a cui fa riferimento il nome del partito di Jetten, D66 – conclude Brokken – La speranza che sconfigge la paura. Il ritorno della vera Olanda».

Leggi i commenti