L’italiana in Giamaica: “È un inferno. Cerchiamo di farci forza, ma non sappiamo quanto durerà”
di Giuseppe Del Bello“Ma come è possibile che ci abbiano imbarcato su un volo diretto in un Paese dove è previsto l’arrivo di un uragano?”. La voce va e viene, la comunicazione è a fasi alterne e non si sa neppure se “verrà meno internet”, ma Daria Lonoce, cinquantenne pugliese di nascita e da più di venti insegnante di lingue a Londra, è una dei 50 ospiti del Country Country hotel, villaggio turistico di Negril, a 50 metri dal mare.
“Madonna mia, è un inferno, il vento incalza e noi siamo in un bungalow, per metà legno e metà cemento. La struttura sembra tenere bene, non è un tucul, quindi questo ci lascia ben sperare”. I gestori stanno facendo di tutto per tutelare i gruppi di stranieri, ma la paura è tanta, le persiane sbattono e nonostante siano chiuse lasciano penetrare aria e acqua a non finire. “Al momento il vento spira a 125 km orari, meno rispetto ad altre località occidentali dove sfiora i 157 km”.
Lei ha fatto riferimento alla compagnia aera, quale e perché? "La Tui. Il 23 sera, il giorno pr…
“Ma come è possibile che ci abbiano imbarcato su un volo diretto in un Paese dove è previsto l’arrivo di un uragano?”. La voce va e viene, la comunicazione è a fasi alterne e non si sa neppure se “verrà meno internet”, ma Daria Lonoce, cinquantenne pugliese di nascita e da più di venti insegnante di lingue a Londra, è una dei 50 ospiti del Country Country hotel, villaggio turistico di Negril, a 50 metri dal mare.
“Madonna mia, è un inferno, il vento incalza e noi siamo in un bungalow, per metà legno e metà cemento. La struttura sembra tenere bene, non è un tucul, quindi questo ci lascia ben sperare”. I gestori stanno facendo di tutto per tutelare i gruppi di stranieri, ma la paura è tanta, le persiane sbattono e nonostante siano chiuse lasciano penetrare aria e acqua a non finire. “Al momento il vento spira a 125 km orari, meno rispetto ad altre località occidentali dove sfiora i 157 km”.
Lei ha fatto riferimento alla compagnia aera, quale e perché? "La Tui. Il 23 sera, il giorno precedente la partenza, ci aveva avvertito con un Sms che probabilmente il volo sarebbe stato cancellato a causa del rischio uragano. E invece il giorno stesso della partenza lo hanno confermato garantendoci che non ci sarebbero stati problemi. Alla fine, se ne usciamo vivi, sarà stata anche un’esperienza unica. Ma a che prezzo? Non sarebbe stato logico e prudente bloccare i voli diretti ai Caraibi?”. Così, dopo 9 ore di volo il Londra-Montego bay è atterrato venerdì 24 alle sette di sera italiane, le 13 in Giamaica.
“L’ansia non si è fatta attendere: appena giunti in hotel, la reception ha iniziato a inoltrarci dei ‘bulletin’ per darci indizioni sul come comportarci in vista del precipitare della situazione. E quando il quadro è diventato più serio, molti turisti, soprattutto i nordamericani hanno lasciato l’isola. Ma per noi europei sarebbe stato molto complicato: io ho il volo venerdì prossimo e se avessi voluto ripartire ieri, prima dell’uragano, avrei dovuto cambiare compagnia perché la Tui ha solo due partenze settimanali. E poi sapendo che il Melissa-storm si sarebbe scatenato tra ieri e oggi, non mi è rimasto che attendere e sperare”. Da cinque sei ore Daria è stata trasferita, con gli altri ospiti, in una struttura più grande e protetta, appena un centinaio di metro dalla spiaggia. “Ecco, guardando tra le doghe della persiana vedo gli alberi piegati a metà: reggeranno? Il rumore assordante del vento non riesce quasi a farci comunicare tra di noi”.
Melissa viaggia lentamente il che significa che le aree interessate dal suo passaggio ne subiscono più a lungo e in maniera devastante l’impeto. “Siamo tutti in contatto con i nostri familiari in Europa. Dove mi trovo io in questo mento non ci sono italiani ma solo tedeschi, inglesi e olandesi. E tra gli ospiti ci sono due ragazzini, di 14 e 12 anni. Quando finirà quest’inferno nessuno lo sa, le previsioni iniziali dicevano che la forza del vento sarebbe diminuita verso mezzogiorno e invece è aumentata. Secondo il tracking dell’uragano su zoom.earth a Negril dovrebbe ritornare a livelli normali domani mattina”.
A preoccupare è anche il rientro: non si sa in che condizioni sono le strade per che portano al Sangster International Airport di Montego Bay e se le piste sono agibili. Analogo discorso vale per Kingston, la capitale dove c’è l’altro aeroporto. "Devo chiudere, mi scusi. Il vento continua a incalzare e la connessione è debole, la paura è che il tetto possa scoperchiarsi e che finestre e porte cedano: abbiamo anche messo un tavolo davanti alla finestra: servirà? E adesso rintanati nei bagni, ci sentiamo più protetti. Ci diamo fiducia a vicenda. Comunque una tortura mentale, oh my god..”.