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Lo scrittore Brokken: “Torna l’Olanda aperta e tollerante. Ed è l’inizio della fine per Wilders”

(reuters)

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L’autore de “La scoperta dell’Olanda” soddisfatto del risultato delle elezioni: “Jetten è un giovane ottimista, è la speranza che batte la paura e l’odio”
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«È un risultato che mi fa felice, è l’inizio della fine per Wilders». Davanti ai primi risultati delle elezioni olandesi non nasconde l’entusiasmo Jan Brokken, uno dei più importanti scrittori olandesi, finalista quest’anno al Premio Strega europeo con La scoperta dell’Olanda (Iperborea).

Brokken, qual è la sua reazione davanti ai primi exit poll?

“Sono molto felice. Il vincitore delle elezioni è Rob Jetten, un giovane ottimista. Un europeista che crede nell’ambiente e che vuole investire nell’istruzione e nella cultura. È la speranza che batte la paura e l’odio di Wilders. Torna la tolleranza, torna lo spirito liberale dell’Olanda degli anni 60, cui nel nome si rifà il partito di Jetten, i D66”.

(afp)

Il partito sovranista Pvv scende da 37 a 25 seggi.

“Sono contento che tanti olandesi abbiano capito che con Wilders nulla può cambiare. È stato il kingmaker dell’ultimo governo, che veramente non ha saput…

«È un risultato che mi fa felice, è l’inizio della fine per Wilders». Davanti ai primi risultati delle elezioni olandesi non nasconde l’entusiasmo Jan Brokken, uno dei più importanti scrittori olandesi, finalista quest’anno al Premio Strega europeo con La scoperta dell’Olanda (Iperborea).

Brokken, qual è la sua reazione davanti ai primi exit poll?

“Sono molto felice. Il vincitore delle elezioni è Rob Jetten, un giovane ottimista. Un europeista che crede nell’ambiente e che vuole investire nell’istruzione e nella cultura. È la speranza che batte la paura e l’odio di Wilders. Torna la tolleranza, torna lo spirito liberale dell’Olanda degli anni 60, cui nel nome si rifà il partito di Jetten, i D66”.

(afp)

Il partito sovranista Pvv scende da 37 a 25 seggi.

“Sono contento che tanti olandesi abbiano capito che con Wilders nulla può cambiare. È stato il kingmaker dell’ultimo governo, che veramente non ha saputo risolvere nessun problema, lo dicono tutti. Hanno solo parlato di richiedenti asilo e al massimo del problema della casa, sempre per dire che è colpa dei migranti. La ministra dell’immigrazione, Marjolein Faber era del partito di Wilders e nemmeno lei è riuscita a far nulla”.

La sinistra sognava la vittoria e invece è passata da 25 a 20 seggi, e il suo leader Timmermans si è dimesso.

“Timmermans è un uomo d’esperienza, ex vicepresidente della Commissione Ue, e ha idee popolari, come sulla casa. Ma è stato visto come un uomo della vecchia politica”.

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Ora Jetten dovrà formare il governo.

“Sicuramente non sarà facile, ma avrà diverse opzioni e potrà scegliere se, oltre che ai cristiano-democratici del Cda, guardare al centrodestra del Vvd o alla sinistra».

E’ stata una campagna elettorale diversa dalle ultime. Il centro è tornato.

“Se prima a dominare il dibattito era solo Wilders, con le sue sfuriate e il suo odio, stavolta abbiamo sentito gli argomenti di figure come Henri Bontenbal, leader dei centristi di Cda, e appunto Jetten. Bontenbal è un uomo calmo e rassicurante, una figura paterna, ma alcune sue posizioni, come quella sui gay, potrebbero avergli alienato il voto dei giovani. Sono politici che stanno finalmente riportando un po’ di ragionevolezza nella politica olandese. Che non è più uno show di Wilders”.

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Ne “La scoperta dell’Olanda” lei racconta il Paese europeo, aperto e tollerante a cui siamo abituati a pensare. Da qualche anno, però, cresce la violenza e cresce l’estrema destra. Ci sono state manifestazioni davanti ai centri per richiedenti asilo e cortei di un gruppo neonazista chiamato Defend Netherlands. Qualcosa è cambiato?

“Sì, siamo una società in crisi, completamente diversa da quella che racconto nel mio libro, dove un villaggio di semplici pescatori di fine Ottocento accoglie artisti di tutto il continente e di ogni religione. Anche la mia generazione, quella dei baby boomer, era tollerante e idealistica. Abbiamo cambiato una società conservatrice. Negli anni Sessanta il movimento di controcultura Provo ha ispirato l’Europa nella battaglia per l’aborto (da noi era tollerato e per questo venivano ad Amsterdam tante italiane, tedesche e francesi) e in quella per le droghe leggere libere”.

E oggi invece?

“Gli olandesi in questi anni si sono mostrati spaventati, insicuri, insoddisfatti, arrabbiati non sanno bene neanche loro per cosa. E la cosa più assurda è che il Paese comunque va bene, il livello di disoccupazione è basso, i ristoranti non trovano personale. Ho sempre pensato che la tolleranza è ereditaria, si tramanda di padre in figlio. Ma ogni generazione deve scoprire cosa è esattamente la tolleranza e cosa è la libertà. Ebbene, oggi la paura si sta mangiando la tolleranza. La maggior parte della popolazione è contraria all’immigrazione. Uno dei temi principali di questa campagna elettorale è stata la chiusura dei centri per richiedenti asilo. E questo nonostante il Paese abbia appunto bisogno di importare lavoratori dal Nord Africa, dalla Turchia, dalla Polonia o dalla Romania. Perché gli olandesi, come tanti europei, non vogliono più fare lavori faticosi come il cameriere, l’infermiere o gli addetti alle pulizie sui treni. Insomma, siamo una società schizofrenica”.

Si è andati alle elezioni per la terza volta in meno di cinque anni. Un’instabilità che è un altro segno di crisi.

“Ed è una novità per noi. Abbiamo sempre avuto tanti partiti, come oggi, ma anche una sana e funzionante politica delle coalizioni. Merito di un centro che reggeva, che fosse tendente a sinistra o a destra. Ma prima c’è stato il crollo dei cristiano-democratici del Cda, poi il calo dei socialisti (che si sono dovuti unire ai verdi), e infine il centrodestra non ha saputo assorbire la fine dell’era di Mark Rutte e ha pagato a lungo la scelta della sua erede Dilan Yesilgoz di aprire all’estrema destra”.

Lei e Wilders avete una cosa in comune, dei genitori che hanno vissuto in Indonesia.

“Da scrittore avrei molte difficoltà se dovessi fare un ritratto di Wilders. Un razzista anti-Islam con madre indonesiana. Estremista di destra non antisemita e anzi profondamente filo-israeliano. E infine con un programma sociale di sinistra, che è il motivo per cui tanti operai e lavoratori umili votano per lui. Ma stavolta per lui è l’inizio della fine”.

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