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Dall’Ucraina ai narcos: i sicari droneros

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Nei ranghi dell’esercito di Kiev ci sono moltissimi volontari sudamericani. Il Donbass è diventato una sorta di master per i piloti dei robot assassini, che in patria mettono le competenze al servizio dei trafficanti di cocaina
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L’onda lunga della guerra ucraina ha attraversato l’Atlantico e trasformato i narcos in esperti dronisti. Il quadricottero bomba lanciato contro la polizia nella battaglia di Rio non è un’eccezione: in tutto il Sudamerica si registrano centinaia di attacchi condotti con i velivoli telecomandati. Dicono che i primi siano stati i messicani del CJNG, Cártel Jalisco Nueva Generación: oggi schierano un battaglione di droneros, che indossano tute mimetiche con il simbolo della loro unità tecnologica. Tutti gli altri cartelli li hanno imitati e ora i regolamenti di conti avvengono soprattutto dal cielo: i sicari alati superano le recinzioni delle fazende, passano sopra le guardie del corpo e uccidono i padrini a bordo piscina. Il muro costruito sulla frontiera con gli Stati Uniti viene assediato da sciami di elicotterini, che scrutano con i visori all’infrarosso i movimenti della polizia: quando non c’è sorveglianza, fanno uscire dai tunnel migranti e corrieri della droga.

L’onda lunga della guerra ucraina ha attraversato l’Atlantico e trasformato i narcos in esperti dronisti. Il quadricottero bomba lanciato contro la polizia nella battaglia di Rio non è un’eccezione: in tutto il Sudamerica si registrano centinaia di attacchi condotti con i velivoli telecomandati. Dicono che i primi siano stati i messicani del CJNG, Cártel Jalisco Nueva Generación: oggi schierano un battaglione di droneros, che indossano tute mimetiche con il simbolo della loro unità tecnologica. Tutti gli altri cartelli li hanno imitati e ora i regolamenti di conti avvengono soprattutto dal cielo: i sicari alati superano le recinzioni delle fazende, passano sopra le guardie del corpo e uccidono i padrini a bordo piscina. Il muro costruito sulla frontiera con gli Stati Uniti viene assediato da sciami di elicotterini, che scrutano con i visori all’infrarosso i movimenti della polizia: quando non c’è sorveglianza, fanno uscire dai tunnel migranti e corrieri della droga.

Tra luglio e dicembre 2024 sono state avvistate 27 mila macchine in volo a ridosso del confine. Ancora più spietati i colombiani: si ritiene che lo scorso agosto i cocaleros con un drone abbiano distrutto con un elicottero delle forze speciali, ammazzando dodici agenti. Tattiche e mezzi dei droneros sono in continua evoluzione grazie al filo diretto con l’Ucraina. Nei ranghi dell’esercito di Kiev ci sono moltissimi volontari sudamericani: ben 493 colombiani sono caduti nel conflitto. Così il Donbass è diventato una sorta di master per i piloti dei robot assassini, che in patria mettono le competenze al servizio dei trafficanti di cocaina. Imparano le tecniche di assalto e di difesa: al cartello di Sinaloa è stato sequestrato un sofisticato sistema antidrone cinese, con contromisure elettroniche in grado persino di oscurare la ricezione delle coordinate gps.

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