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Putin lancia il siluro Poseidon: “Scatena uno tsunami atomico”

Vladimir Putin incontra i reduci feriti in Ucraina nell’ospedale militare centrale di Mosca. Alle sue spalle lo slogan “Per la patria" 

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Dopo il Burevestnik il leader russo svela anche il motore nucleare del drone sottomarino. Poi minaccia Kiev: “Kupjansk e Pokrovsk sono circondate come Azovstal, arrendetevi”
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Il nucleare, di nuovo. Dopo aver presieduto una settimana fa le esercitazioni delle forze strategiche, dopo aver celebrato domenica scorsa il successo del test del missile Burevestnik «dalla gittata illimitata», Vladimir Putin annuncia un nuovo lancio sperimentale di un’arma nucleare. Lo dice incidentalmente mentre incontra i reduci feriti in Ucraina nell’ospedale militare centrale di Mosca circondato da slogan “Per la patria”, icone e immagini di eroici soldati russi di ieri e di oggi.

Prima li informa che i loro compagni stanno accerchiando il nemico a Kupjansk e Pokrovsk e si augura che «la leadership politica ucraina», che continua a negare, «possa prendere decisioni appropriate sul destino dei suoi cittadini e militari, proprio come accadde ad Azovstal». Poi annuncia che martedì è stato condotto il test «di un altro sistema promettente: il veicolo sottomarino senza pilota Poseidon, dotato di propulsione nucleare». Non un’arma nuova.

Il primo test del “Siluro dell’Apocalisse”…

Il nucleare, di nuovo. Dopo aver presieduto una settimana fa le esercitazioni delle forze strategiche, dopo aver celebrato domenica scorsa il successo del test del missile Burevestnik «dalla gittata illimitata», Vladimir Putin annuncia un nuovo lancio sperimentale di un’arma nucleare. Lo dice incidentalmente mentre incontra i reduci feriti in Ucraina nell’ospedale militare centrale di Mosca circondato da slogan “Per la patria”, icone e immagini di eroici soldati russi di ieri e di oggi.

Prima li informa che i loro compagni stanno accerchiando il nemico a Kupjansk e Pokrovsk e si augura che «la leadership politica ucraina», che continua a negare, «possa prendere decisioni appropriate sul destino dei suoi cittadini e militari, proprio come accadde ad Azovstal». Poi annuncia che martedì è stato condotto il test «di un altro sistema promettente: il veicolo sottomarino senza pilota Poseidon, dotato di propulsione nucleare». Non un’arma nuova.

Il primo test del “Siluro dell’Apocalisse”, com’era stato soprannominato, risaliva già al 2018 quando Putin lo aveva presentato all’Assemblea federale. Nel gennaio 2023 la Difesa aveva annunciato che la sperimentazione era stata portata a termine. La novità, si affretta però a dire il presidente, è che «per la prima volta siamo riusciti non solo a lanciarlo da un sottomarino, ma anche ad attivare il suo sistema di propulsione nucleare che ha alimentato il veicolo per un certo periodo di tempo». La Tass ricorda inoltre che Poseidon è progettato per operare senza essere rilevato a profondità superiori a un chilometro e velocità fino ai 200 km orari e per esplodere vicino alle coste così da scatenare uno tsunami radioattivo e cancellare metropoli intere. «Un’idea assurda», commenta su X l’esperto Pavel Podvig. «Qualsiasi studio ha concluso che non funzionerebbe».

Putin in ogni caso lo presenta come un «enorme successo» perché «la potenza del Poseidon supera di gran lunga quella del nostro missile intercontinentale più avanzato, il Sarmat» e «non ha eguali nel mondo in termini di velocità e profondità ed è improbabile che ne appaiano a breve e non c’è modo di intercettarlo». Di sfuggita ammette che il Sarmat, nome in codice Nato “Satan 2”, «non è ancora stato dispiegato, ma lo sarà presto» smentendo l’agenzia spaziale Roscosmos che lo dava per «operativo» due anni fa. Poco conta davanti all’«invincibilità» della nuova generazione di armi nucleari russe «rivoluzionarie, all’avanguardia» che decanta perché i soldati che «rischiano la vita in prima linea» sappiano che la Russia «può continuare ad andare avanti rafforzando le sue difese e diventando più forte». Putin parla ai militari, ma spera che lo ascolti il leader statunitense Donald Trump che, dopo aver rinviato l’incontro a Budapest e varato sanzioni contro Rosneft e Lukoil, non è rimasto affatto impressionato dal Burevestnik e oggi incontrerà Xi Jinping.

Sul quotidiano Kommersant il politologo Dmitrij Trenin scrive che è il segno che l’Operazione diplomatica speciale per spiegare a Trump le cause profonde della crisi ucraina «può essere utile, ma non può sostituire l’Operazione militare speciale». «Devono temerci», dice in tv il propagandista in capo Vladimir Soloviov. «Non abbiamo bisogno del loro amore, abbiamo bisogno della loro paura!». E Sergej Karaganov, a capo del Consiglio per la politica estera e di difesa, rincara: gli occidentali hanno perso il senso della «paura animale» e spetta alla Russia ripristinarlo. «Questa è la nostra missione storica», conclude. «Non abbiamo altra scelta. O distruggeremo noi stessi e poi distruggeremo il mondo o vinceremo e salveremo l’umanità».

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