✕

Olanda, da concorrente del quiz tv a futuro sposo: chi è Rob Jetten, l’uomo che ha fermato Wilders

(afp)

Ascolta l'audio

Ex manager, l’europeista 38enne leader del partito liberal-progressista D66 ha annullato l’avanzata dell’estrema destra ottenendo lo stesso numero di seggi del Pvv. Ora promette la costruzione di dieci nuove cittadine per risolvere l’emergenza abitativa
2 minuti di lettura

“Oggi voltiamo pagina. Gli olandesi hanno detto addio alla negatività e alla politica dell’odio”. Ha parlato così ieri sera a Leida il 38enne Rob Jetten, europeista e ambientalista, commentando il successo alle elezioni olandesi. Con il suo partito liberal-progressista D66, Jetten è riuscito a fermare l’avanzata dell'estrema destra, pareggiando il numero di seggi – dovrebbero essere 26 a 26 – con il sovranista Geert Wilders. Ora il rebus delle coalizioni dirà chi sarà il prossimo premier olandese e se dovesse essere Jetten sarebbe il premier più giovane, e il primo gay, nella storia dei Paesi Bassi.

Chi è Rob Jetten

Rob Arnoldus Adrianus Jetten è nato nel 1987 nella cittadina di Veghel, nel sud dell’Olanda. Laureato in amministr…

“Oggi voltiamo pagina. Gli olandesi hanno detto addio alla negatività e alla politica dell’odio”. Ha parlato così ieri sera a Leida il 38enne Rob Jetten, europeista e ambientalista, commentando il successo alle elezioni olandesi. Con il suo partito liberal-progressista D66, Jetten è riuscito a fermare l’avanzata dell'estrema destra, pareggiando il numero di seggi – dovrebbero essere 26 a 26 – con il sovranista Geert Wilders. Ora il rebus delle coalizioni dirà chi sarà il prossimo premier olandese e se dovesse essere Jetten sarebbe il premier più giovane, e il primo gay, nella storia dei Paesi Bassi.

Chi è Rob Jetten

Rob Arnoldus Adrianus Jetten è nato nel 1987 nella cittadina di Veghel, nel sud dell’Olanda. Laureato in amministrazione pubblica, ha lavorato per anni come manager prima di darsi alla politica come consulente di D66, formazione che in Europa è nel gruppo macroniano di Renew. Eletto deputato nel 2017, poi capogruppo del partito a soli 31 anni, dal 2022 al 2024 è stato ministro per il Clima e l’Energia del quarto governo di Mark Rutte (e per sei mesi anche vicepremier), mentre dal 2023 è leader del suo partito.

Le idee

Pro-Ue e filoucraino, Jetten si è battuto per l’aumento della percentuale di Pil da destinare alla spesa per la Difesa e ieri sera ha ribadito che “L’Europa deve sconfiggere Putin”. A Bruxelles, sostiene, l’Olanda dovrebbe usare meno il veto e favorire invece maggiore integrazione europea: “Dobbiamo dire più volte ‘sì’ quando si tratta di lavorare insieme – ha detto a Politico – Dobbiamo essere fieri di essere un Paese fondatore e dobbiamo tornare a guidare il futuro della Ue”.

Jetten si batte per l’ambiente e vuole investire di più nell’istruzione e nella cultura, mentre la sua soluzione all’emergenza abitativa – uno dei grandi temi della campagna elettorale – è la costruzione di dieci nuove cittadine.

Una passione per l’atletica e il calcio, fidanzato con il campione di hockey su prato argentino Nicolas Keenan con cui si sposerà ad agosto in Spagna, Jetten si distingue dai cristiano-democratici di Cda, altra formazione centrista, per una maggiore attenzione ai diritti civili. Anche sull’immigrazione ha avuto in campagna elettorale posizione progressiste, ricordando l’importanza degli immigrati per l’economia: la sua ricetta è la protezione di chi fugge dalla guerra e vuole integrarsi e la deportazione delle “mele marce”.

Le alleanze

La popolarità di Jetten è cresciuta anche grazie al suo volto pulito e alla partecipazione al quiz televisivo “The Smartest Person”, dove è finito terzo. Il suo miracolo è stato di aver portato D66, formazione nata nel 1966, al suo record di seggi. E pensare che nel 2023 ne avevano ottenuti soltanto 9.

Oltre che con i centristi di Cda, Jetten potrebbe allearsi con la coalizione di sinistra di Frans Timmermans (dimessosi ieri sera dopo il deludente risultato) e/o con il centrodestra Vvd che fu di Mark Rutte e ora è guidato da Dilan Ye?ilgöz. “La distinzione destra-sinistra è superata”, ha detto, dando la sua preferenza a un’alleanza democratica, e europeista e rispettosa dell’ambiente, così escludendo dunque anzitutto Wilders, “il più grande bullo nel cortile”. Proprio contro il sovranista ha condotto la sua campagna. E la scelta lo ha premiato.

Leggi i commenti