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La decisione storica di Trump: “Gli Usa riprenderanno i test sulle armi nucleari”

(reuters)

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Da oltre trenta anni Washington non conduceva verifiche sulle sue bombe atomiche. Un messaggio lanciato alla Russia. Pechino: “Gli Usa rispettino gli obblighi del trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari e il loro impegno a vietarli”
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NEW YORK - Gli Stati Uniti riprenderanno i test delle armi nucleari. Può darsi che Trump abbia ragione a sostenere che il suo incontro con il rivale cinese Xi sia stato un successo, per gli accordi raggiunti sulle questioni commerciali, ma tutta l’attenzione verrà inevitabilmente attirata dalla minaccia militare annunciata poco prima del vertice via social. Non solo per la portata storica della decisione, ma anche perché dimostra come sul piano degli equilibri geopolitici la stabilità resti un sogno lontano, a cominciare dalla guerra in Ucraina dove i due leader si sono solo impegnati a "fare qualcosa".

Washington non conduce test delle sue bombe atomiche da oltre trent’anni, perché non ritiene di averne bisogno. E’ vero che la Russia è in vantaggio sul numero delle testate e la Cina sta colmando la distanza, ma l’efficienza dell’arsenale americano resta senza dubbio superiore. Eppure il capo della Casa Bianca ha sentito la necessità di cambiare linea, spiegandola con questo mess…

NEW YORK - Gli Stati Uniti riprenderanno i test delle armi nucleari. Può darsi che Trump abbia ragione a sostenere che il suo incontro con il rivale cinese Xi sia stato un successo, per gli accordi raggiunti sulle questioni commerciali, ma tutta l’attenzione verrà inevitabilmente attirata dalla minaccia militare annunciata poco prima del vertice via social. Non solo per la portata storica della decisione, ma anche perché dimostra come sul piano degli equilibri geopolitici la stabilità resti un sogno lontano, a cominciare dalla guerra in Ucraina dove i due leader si sono solo impegnati a "fare qualcosa".

Washington non conduce test delle sue bombe atomiche da oltre trent’anni, perché non ritiene di averne bisogno. E’ vero che la Russia è in vantaggio sul numero delle testate e la Cina sta colmando la distanza, ma l’efficienza dell’arsenale americano resta senza dubbio superiore. Eppure il capo della Casa Bianca ha sentito la necessità di cambiare linea, spiegandola con questo messaggio: "Gli Stati Uniti possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Questo obiettivo, incluso un completo ammodernamento e rinnovamento delle armi esistenti, è stato raggiunto durante il mio primo mandato. A causa dell'enorme potere distruttivo, odiavo farlo, ma non avevo scelta! La Russia è seconda e la Cina è terza, ma sarà in parità entro 5 anni. A causa dei programmi di test di altri Paesi, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base paritaria. Questo processo inizierà immediatamente. Grazie per l'attenzione!".

Il segnale è diretto tanto a Mosca, quanto a Pechino, e colpisce che Trump abbia sentito la necessità di lanciarlo in pubblico prima del vertice con Xi, invece di parlarne solo con lui in privato. E’ possibile che la scelta dell’annuncio a sorpresa faccia parte della strategia ad effetto, per colpire gli avversari. Da una parte, infatti, Putin continua a lanciare missili e usare una retorica minacciosa, per ammonire nemici e rivali, ricordando loro quanto possa essere ancora pericoloso.

Dall’altra il leader cinese, pur evitando i proclami roboanti dell’alleato russo, ha ordinato alle forze armate della Repubblica popolare di essere pronte ad invadere Taiwan entro il 2027. Non si può escludere quindi che il capo della Casa Bianca abbia deciso la ripresa dei test nucleari per lanciare a sua volta un monito a Mosca e Pechino, riaffermando che sul piano militare gli Usa restano superiori e quindi non è il caso di sfidarli. Magari è un tassello delle iniziative prese nelle ultime settimane per alzare la pressione su Putin e convincerlo a negoziare sul serio la fine della guerra in Ucraina, che ha avuto un peso significativo sul tavolo del vertice in Corea del Sud, anche se stando alle dichiarazioni ufficiale ha prodotto solo un impegno reciproco ad occuparsene. Lo stesso discorso potrebbe applicarsi a Xi, che aveva preparato l’appuntamento con l’obiettivo di ottenere dal presidente americano la presa di posizione pubblica di essere contrario all’indipendenza di Taiwan.

Queste sarebbero le interpretazioni più benevole del gesto di Trump, che se così fosse, avrebbe una valenza più tattica e negoziale legata al momento attuale, che non strategica di lungo termine. Negli ambienti che contano dell’amministrazione, però, non mancano le voci allarmate di chi teme che le tensioni geopolitiche con la potenza emergenza cinese, e quella russa assai lontana dal peso dell’Urss durante la Guerra Fredda, possano sfuggire al controllo. In questo quadro, il presidente potrebbe aver deciso che non intende correre rischi, proiettando un’immagine di forza militare allo scopo di prevenire le derive più pericolose.

"La Cina spera che gli Stati Uniti rispettino con serietà gli obblighi del trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari e il loro impegno a vietarli, e adottino misure concrete per salvaguardare il sistema globale di disarmo e non proliferazione nucleare e salvaguardare l'equilibrio strategico e la stabilità globali", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.

"La Russia agirà in base alla situazione se qualcuno viola la moratoria sui test nucleari”, ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

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