NEW YORK – Gli Stati Uniti iniziano a ritirare le loro truppe dall’Europa orientale, ma il Pentagono precisa che si tratta solo di un «adeguamento dell’assetto delle forze», che non indebolirà la sicurezza nel continente.
La notizia è stata anticipata dalla Romania, ma secondo i media locali potrebbe riguardare anche Ungheria, Bulgaria e Slovacchia. «La Seconda brigata di fanteria della 101/a divisione aviotrasportata – ha confermato lo U.S. Army Europe in una nota – si ridispiegherà come previsto nella propria unità di base in Kentucky senza sostituzioni». Quindi ha chiarito: «Questo non è un ritiro americano dall’Europa né un segnale di minore impegno nei confronti della Nato e dell’articolo 5. Si tratta di un adeguamento dell’assetto delle forze che non cambierà il contesto di sicurezza nel continente». Polonia ed Estonia hanno invece dichiarato di non essere coinvolte in questa operazione.
L’amministrazione del presidente Trump sta rivedendo la strategia per la sicurezza nazionale…
NEW YORK – Gli Stati Uniti iniziano a ritirare le loro truppe dall’Europa orientale, ma il Pentagono precisa che si tratta solo di un «adeguamento dell’assetto delle forze», che non indebolirà la sicurezza nel continente.
La notizia è stata anticipata dalla Romania, ma secondo i media locali potrebbe riguardare anche Ungheria, Bulgaria e Slovacchia. «La Seconda brigata di fanteria della 101/a divisione aviotrasportata – ha confermato lo U.S. Army Europe in una nota – si ridispiegherà come previsto nella propria unità di base in Kentucky senza sostituzioni». Quindi ha chiarito: «Questo non è un ritiro americano dall’Europa né un segnale di minore impegno nei confronti della Nato e dell’articolo 5. Si tratta di un adeguamento dell’assetto delle forze che non cambierà il contesto di sicurezza nel continente». Polonia ed Estonia hanno invece dichiarato di non essere coinvolte in questa operazione.
L’amministrazione del presidente Trump sta rivedendo la strategia per la sicurezza nazionale e alcuni funzionari, come il direttore politico del Pentagono Elbridge Colby, premono per ridurre la presenza in Europa, allo scopo di rafforzarla in Asia per contrastare la Cina. Questo provvedimento però riguarda circa 800 soldati della Seconda brigata che era stata trasferita in Europa orientale dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e ora non sarà rimpiazzata. Washington sostiene che la loro presenza non è più necessaria, perché, come richiesto dal presidente Trump, i membri europei della Nato stanno aumentando i loro contributi all’Alleanza. Quindi i soldati americani in partenza non lasceranno un vuoto, ma saranno sostituiti da altri Paesi alleati, conservando intatta la deterrenza.
Secondo le stime del Council on Foreign Relations riportate dal New York Times, all’inizio dell’anno circa 84mila militari degli Stati Uniti erano schierati in Europa, più di quanti ce ne fossero prima dell’invasione dell’Ucraina. Di questi circa mille erano stazionati in maniera permanente in Romania, e secondo il ministro della Difesa di Bucarest, Ionut Mosteanu, resteranno al loro posto.
A partire saranno invece quelli inviati su base temporanea, perché il potenziamento in corso delle difese europee non rende più necessaria la loro presenza. In Polonia ci sono 14mila soldati americani e resteranno al loro posto. È importante tuttavia che la Russia non percepisca questi movimenti come l’inizio di un disimpegno americano in questo momento, perché ciò indebolirebbe la mano di Trump nel cercare di spingere Vladimir Putin ad accettare un negoziato onesto per chiudere la guerra in Ucraina.