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Wu: “Sia Trump che Xi escono vincitori, la Cina ha dimostrato di saper tener testa agli Usa”

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Il consulente del Ministero degli Esteri cinese: “Pechino ha dimostrato una maggiore determinazione a giocare duro, soprattutto sulla questione del controllo delle esportazioni di terre rare”
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PECHINO – “America e Cina vincono entrambe da questo incontro, ma noi abbiamo dimostrato di saper tenere testa agli Stati Uniti”. Ne è convinto Wu Xinbo, preside dell’Istituto di Studi Internazionali dell’Università Fudan di Shanghai e consulente del Ministero degli Esteri cinese.

Chi ha davvero vinto dopo l'incontro tra Xi Jinping e Donald Trump?

“Penso entrambi. La Cina ha ottenuto dagli Stati Uniti una riduzione delle tariffe doganali, la sospensione della nuova regola sulle sanzioni alle aziende cinesi e quella dei dazi sulle navi e sulle strutture portuali. Questo contribuisce a ridurre la pressione sulle imprese cinesi. Ma anche gli Stati Uniti hanno ottenuto ciò che volevano, ovvero terre rare e soia. E anche la cooperazione della Cina sul fentanyl. Penso che entrambi siano vincitori, ma ciò non significa che la vittoria sia pari: c’è sempre una parte che vince un po’ di più e l’altra che vince un po’ di meno. Mettiamola così, altrimenti Trump poi si arrabbia: lui, che si con…

PECHINO – “America e Cina vincono entrambe da questo incontro, ma noi abbiamo dimostrato di saper tenere testa agli Stati Uniti”. Ne è convinto Wu Xinbo, preside dell’Istituto di Studi Internazionali dell’Università Fudan di Shanghai e consulente del Ministero degli Esteri cinese.

Chi ha davvero vinto dopo l'incontro tra Xi Jinping e Donald Trump?

“Penso entrambi. La Cina ha ottenuto dagli Stati Uniti una riduzione delle tariffe doganali, la sospensione della nuova regola sulle sanzioni alle aziende cinesi e quella dei dazi sulle navi e sulle strutture portuali. Questo contribuisce a ridurre la pressione sulle imprese cinesi. Ma anche gli Stati Uniti hanno ottenuto ciò che volevano, ovvero terre rare e soia. E anche la cooperazione della Cina sul fentanyl. Penso che entrambi siano vincitori, ma ciò non significa che la vittoria sia pari: c’è sempre una parte che vince un po’ di più e l’altra che vince un po’ di meno. Mettiamola così, altrimenti Trump poi si arrabbia: lui, che si considera il negoziatore-in-capo, sostiene sempre di vincere, giusto?”, dice lasciandosi sfuggire una risata.

Rispetto al primo mandato del leader Usa, la Cina era più preparata ad affrontare Trump?

“Molto più preparata. Pechino ha dimostrato una maggiore determinazione a giocare duro, soprattutto sulla questione del controllo delle esportazioni di terre rare. Questo è uno dei motivi principali per cui Donald Trump ha dovuto sedersi al tavolo delle trattative con la Cina e alla fine ha dovuto fare concessioni alle richieste cinesi. Una differenza fondamentale rispetto al passato”.

Pechino soddisfatta dunque, ma…

“Ma ci sono ancora molti problemi tra noi e loro. Non ci si può aspettare di risolverli tutti in una volta. Dobbiamo adottare un approccio graduale, passo dopo passo. Ora iniziamo a lavorare per la fase successiva”.

Grandi svolte non ne abbiamo viste infatti da questo faccia a faccia. Cosa dovremmo aspettarci nei prossimi mesi e questa tregua, che sembra un po' fragile, reggerà?

“Cina e Usa inizino ad onorare gli impegni presi. Penso che avremo un altro round di negoziati commerciali più avanti nel corso dell’anno. Non ci si può aspettare una svolta significativa nel prossimo futuro, ma finché ci muoviamo nella giusta direzione e riusciamo a fare progressi avremo molto da guadagnare nella stabilizzazione delle relazioni nel loro complesso. Trump ha detto che sarà in Cina ad aprile, sarà una buona occasione”.

Il punto più importante per Pechino qual è stato?

“L’abbassamento del 10% dei dazi. La Cina esporta molto di più negli Stati Uniti rispetto a quanto gli Stati Uniti esportano in Cina”.

Trump ha affermato di aver parlato con Xi della questione ucraina. Ma cosa può e farà Pechino al riguardo?

“Credo che Xi abbia spiegato a Trump la posizione cinese sulla questione: che è stata resa pubblica molte volte, niente di nuovo. Si è trattato più di uno scambio di opinioni che di un accordo su questo tema. Se il leader Usa chiedesse: ‘potete smettere di importare petrolio e gas dalla Russia?’, la risposta è ‘no, non possiamo, dobbiamo importare, è importante per la nostra economia’”.

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